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Stefano Lanzardo – Racconti al vento
L’esposizione, coerentemente con il Port Day, prende spunto da un reportage fotografico che Lanzardo realizzò tra il 1989-90 in occasione del riallestimento delle vele dell’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Taglio del nastro del Port Day 2011 venerdì 20 maggio a Genova con l’inaugurazione della mostra Stefano Lanzardo. Racconti al vento alle ore 18.00, con ingresso libero. L’esposizione è promossa dall’Autorità Portuale di Genova e dal Mu.MA Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, con il contributo della comunità portuale genovese, oltre ad avvalersi della preziosa collaborazione dell’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione Onlus e della sponsorizzazione tecnica di Coop Liguria e Cantine Lunae.
Il Port Day è un evento promosso dalla Comunità Europea con la finalità di aprire al pubblico, attraverso eventi e manifestazioni culturali, gli spazi portuali delle 20 principali città europee.
La mostra
La tipologia della mostra che i curatori desiderano proporre vuole dar seguito al felice esito che ebbero Lightship to Lodola nel 2008, Tomaino. Le acciughe fanno la palla nel 2009 e Michelangelo Barbieri. Approdo in alto mare nel 2010.
L’esposizione, coerentemente con il Port Day, prende spunto da un reportage fotografico che Lanzardo realizzò tra il 1989-90 in occasione del riallestimento delle vele dell’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana.
In questa prima sezione, l’ampio servizio, allestito sia sulle pareti sia lungo il parapetto della rampa a creare una sorta di scia di immagini che sfilano come nelle pubblicità visibili da una scala mobile, documenta in tutta la sua durata il processo di realizzazione delle vele: dall’acquisto del tessuto alla sua lavorazione, dal processo artigianale di fabbricazione fino alla messa in opera. La stampa su tela conferisce alle foto quella texture comune alla vela, consentendo così di tracciare una continuità ideale e reale tra l’oggetto, la sua traduzione in fotografia e la percezione visiva da parte del fruitore.
Oltre a questo corpus, il progetto espositivo, si articola in altre due sezioni che mirano a svelare a tutto tondo il lavoro di Lanzardo, da sempre sdopppiato tra i binari della fotografia professionale e della ricerca artistica. Tuttavia, in questa occasione, il cerchio si chiude mostrando per la prima volta allo spettatore le tangenze – consapevoli o inconsapevoli – che i due percorsi hanno innescato.
La seconda sezione presenta Water Body – installazione realizzata site specific per il Galata Museo del Mare – cerniera tra il lavoro più strettamente professionale di Lanzardo e quello dedicato alla pura ricerca artistica. I visitatori attraversano un’acquosa struttura, camera di decompressione tra l’uno e l’altro mondo. Grazie alla stampa su materiale trasparente e all’immedesimazione suggerita dal sonoro, affiorano sintonie compositive e visive tra la fluidità dell’acqua e il movimento del corpo umano che sembra immerso, liquefatto come una medusa in un acquario.
La terza e ultima sezione espone una selezione di fotografie fine-art estratte da Rock Carving, ricerca nodale nella produzione di Lanzardo, il quale – con la sua personalissima declinazione della tecnica del light brush – ha ripreso al buio corpi umani illuminati da un pennello intinto di luce che lui stesso calibra. L’effetto di questi corpi ridotti alle loro sagome essenziali, quasi fossero graffiti di luce incisi nel buio delle caverne – da cui il titolo del lavoro –, è ottenuto grazie a una tecnica sapiente e raffinata di scatto e messa in posa senza ricorrere ad alcuna rielaborazione al computer.
Desiderio dei curatori – oltre ad offrire una panoramica allargata sulla sua composita attività, così duttile ed esperta nel gestire il mezzo fotografico – è quello di allestire lo spazio museale in coerenza con il background teatrale dell’artista. Immagini quindi ‘piegate’ a seconda delle esigenze ora spettacolari, ora più intime e di pura ricerca artistica.
L'artista – Stefano Lanzardo
http://www.stefanolanzardo.com/
Nato alla Spezia nel 1960, fotografo dal 1978 e giornalista pubblicista. Nel corso della sua carriera, Lanzardo declina la professione in differenti espressioni – che vanno dalla fotografia scenica di allestimenti teatrali, ricoprendo anche il ruolo di fotografo ufficiale di alcuni importanti festival teatrali in Italia e in Norvegia – , alla ricerca artistica sul corpo umano, da cui sono nate diverse mostre e scenografie fotografiche in multivisione per spettacoli di danza in Italia e negli USA, fino alla fotografia commerciale di moda, architettura, viaggio, still-life e beauty.
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e soprattutto all’estero. Tra queste ricordiamo la sua presenza al Salon d’Automne di Parigi del 2005 – quale unico fotografo italiano selezionato –, alla National Gallery of Victoria a Melbourne, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla Kulturhuset di Stoccolma, all' Hovikodden Kunstsenter di Oslo.
Il Port Day è un evento promosso dalla Comunità Europea con la finalità di aprire al pubblico, attraverso eventi e manifestazioni culturali, gli spazi portuali delle 20 principali città europee.
La mostra
La tipologia della mostra che i curatori desiderano proporre vuole dar seguito al felice esito che ebbero Lightship to Lodola nel 2008, Tomaino. Le acciughe fanno la palla nel 2009 e Michelangelo Barbieri. Approdo in alto mare nel 2010.
L’esposizione, coerentemente con il Port Day, prende spunto da un reportage fotografico che Lanzardo realizzò tra il 1989-90 in occasione del riallestimento delle vele dell’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana.
In questa prima sezione, l’ampio servizio, allestito sia sulle pareti sia lungo il parapetto della rampa a creare una sorta di scia di immagini che sfilano come nelle pubblicità visibili da una scala mobile, documenta in tutta la sua durata il processo di realizzazione delle vele: dall’acquisto del tessuto alla sua lavorazione, dal processo artigianale di fabbricazione fino alla messa in opera. La stampa su tela conferisce alle foto quella texture comune alla vela, consentendo così di tracciare una continuità ideale e reale tra l’oggetto, la sua traduzione in fotografia e la percezione visiva da parte del fruitore.
Oltre a questo corpus, il progetto espositivo, si articola in altre due sezioni che mirano a svelare a tutto tondo il lavoro di Lanzardo, da sempre sdopppiato tra i binari della fotografia professionale e della ricerca artistica. Tuttavia, in questa occasione, il cerchio si chiude mostrando per la prima volta allo spettatore le tangenze – consapevoli o inconsapevoli – che i due percorsi hanno innescato.
La seconda sezione presenta Water Body – installazione realizzata site specific per il Galata Museo del Mare – cerniera tra il lavoro più strettamente professionale di Lanzardo e quello dedicato alla pura ricerca artistica. I visitatori attraversano un’acquosa struttura, camera di decompressione tra l’uno e l’altro mondo. Grazie alla stampa su materiale trasparente e all’immedesimazione suggerita dal sonoro, affiorano sintonie compositive e visive tra la fluidità dell’acqua e il movimento del corpo umano che sembra immerso, liquefatto come una medusa in un acquario.
La terza e ultima sezione espone una selezione di fotografie fine-art estratte da Rock Carving, ricerca nodale nella produzione di Lanzardo, il quale – con la sua personalissima declinazione della tecnica del light brush – ha ripreso al buio corpi umani illuminati da un pennello intinto di luce che lui stesso calibra. L’effetto di questi corpi ridotti alle loro sagome essenziali, quasi fossero graffiti di luce incisi nel buio delle caverne – da cui il titolo del lavoro –, è ottenuto grazie a una tecnica sapiente e raffinata di scatto e messa in posa senza ricorrere ad alcuna rielaborazione al computer.
Desiderio dei curatori – oltre ad offrire una panoramica allargata sulla sua composita attività, così duttile ed esperta nel gestire il mezzo fotografico – è quello di allestire lo spazio museale in coerenza con il background teatrale dell’artista. Immagini quindi ‘piegate’ a seconda delle esigenze ora spettacolari, ora più intime e di pura ricerca artistica.
L'artista – Stefano Lanzardo
http://www.stefanolanzardo.com/
Nato alla Spezia nel 1960, fotografo dal 1978 e giornalista pubblicista. Nel corso della sua carriera, Lanzardo declina la professione in differenti espressioni – che vanno dalla fotografia scenica di allestimenti teatrali, ricoprendo anche il ruolo di fotografo ufficiale di alcuni importanti festival teatrali in Italia e in Norvegia – , alla ricerca artistica sul corpo umano, da cui sono nate diverse mostre e scenografie fotografiche in multivisione per spettacoli di danza in Italia e negli USA, fino alla fotografia commerciale di moda, architettura, viaggio, still-life e beauty.
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e soprattutto all’estero. Tra queste ricordiamo la sua presenza al Salon d’Automne di Parigi del 2005 – quale unico fotografo italiano selezionato –, alla National Gallery of Victoria a Melbourne, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, alla Kulturhuset di Stoccolma, all' Hovikodden Kunstsenter di Oslo.
20
maggio 2011
Stefano Lanzardo – Racconti al vento
Dal 20 maggio al 16 agosto 2011
arte contemporanea
Location
GALATA MUSEO DEL MARE
Genova, Calata De Mari, 1, (Genova)
Genova, Calata De Mari, 1, (Genova)
Biglietti
La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso del Galata Museo del Mare. Il prezzo del biglietto Galata + Nazario Sauro è 16 euro per gli adulti, 11 Euro per ragazzi (4/12 anni), 14 Euro ridotti(over 65, militari, disabili), gratis per bambini (0/3 anni).
Orario di apertura
tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30
Vernissage
20 Maggio 2011, h 18
Autore
Curatore


