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Stefano Zardini – A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt
In occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, la Fabbrica del Vapore di Milano coproduce dal 13 febbraioal 13 aprile 2026 la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”.
Comunicato stampa
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In occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, la Fabbrica del Vapore di Milano coproduce dal 13 febbraioal 13 aprile 2026 la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Bolzano, si avvale del patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. La curatela è di Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali.
Il progetto - che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (entrambe aperte fino al 13 aprile) - è un’esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell’arte a servizio della montagna. Le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui unico filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche che hanno alimentato l’immaginario del fotografo fin dall’infanzia.
Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta la trilogia completa che comprende: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio.
“Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l’immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico. La trilogia di Stefano Zardini trova qui in Fabbrica del Vapore una cornice ideale, arricchita da una curatela di assoluto prestigio firmata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali – afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Questa mostra rappresenta perfettamente il senso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: unire territori, linguaggi e comunità attraverso la cultura, celebrando il coraggio creativo delle montagne e la capacità di Milano di essere piattaforma internazionale per i grandi progetti artistici.”
Legata alle celebrazioni olimpiche la collezione The Pioneers’ Passion – La pasciun di pioniers, è un progetto che nasce dal monumentale archivio di foto d’epoca di famiglia, trasformato dall’autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna. Gli scatti di inizio Novecento – i primi sciatori, le discese in bob, l’eleganza del pattinaggio e le avventure sulle cime – diventano così icone contemporanee, cariche di energia e di futuro. Oggi, nel pieno di una nuova stagione olimpica, la mostra è un invito a ritrovare lo slancio pionieristico di chi seppe trasformare la montagna in un laboratorio di modernità, aprendo la strada alle Olimpiadi di Cortina 1956.
Snowland è una chiave di lettura insolita delle celebrate cime dolomitiche, trasformate in un gigantesco fun-park grazie a un sofisticato gioco stilistico e intellettuale di provocazioni. Un lavoro che indaga e ripropone l’ambiente naturale, visto e interpretato in rapporto con le sue genti. Le Dolomiti, patrimonio Unesco, le sue cattedrali di montagna, le sue sculture lignee tra le più importanti in Europa. “È la montagna ad essere cambiata o è il turismo?” La provocazione che Zardini lancia per far riflettere sulla necessità di un diverso equilibrio non strettamente ambientale, ma soprattutto mentale.
Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio è il progetto più intimo dell’autore in cui la protagonista assoluta è la montagna e la neve definita dal fotografo “una tela d’artista pronta per essere utilizzata. La neve che si lascia segnare, disegnare. Sciatori come volontari o inconsapevoli autori. Tracce sormontano altre tracce formando una trama in continua mutazione”.
Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d’epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall’archivio storico della famiglia Zardini. Gli allestimenti di Fabbrica del Vapore sono stati realizzati da Margherita Palli, scenografa e NABA Set Design advisor, e Alessandro Pedretti, architetto e docente NABA, con il coinvolgimento delle studentesse del Triennio in Scenografia di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo che prevede gli interventi di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Arno Kompatscher, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Angelo Gennaccaro, Assessore della Regione Trentino-Alto Adige, Gianluca Lorenzi, Sindaco di Cortina d’Ampezzo e Maria Fratelli, Direttrice di Fabbrica del Vapore.
Con l’iniziativa “A Visionary at Altitude - N vijionar sö alalt”, tradotto in ladino, alla cui cultura Zardini appartiene ed era molto legato, si celebra non solo un fotografo innovativo ed eclettico, ma il coraggio e la creatività delle comunità montane rappresentate dallo spirito olimpico.
Il progetto - che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (entrambe aperte fino al 13 aprile) - è un’esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell’arte a servizio della montagna. Le tre sedi ospitano alcune collezioni del fotografo molto diverse tra loro per atmosfera e approccio visivo, il cui unico filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna creando un ponte ideale tra la città e le vette dolomitiche che hanno alimentato l’immaginario del fotografo fin dall’infanzia.
Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta la trilogia completa che comprende: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio.
“Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l’immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico. La trilogia di Stefano Zardini trova qui in Fabbrica del Vapore una cornice ideale, arricchita da una curatela di assoluto prestigio firmata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali – afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Questa mostra rappresenta perfettamente il senso dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: unire territori, linguaggi e comunità attraverso la cultura, celebrando il coraggio creativo delle montagne e la capacità di Milano di essere piattaforma internazionale per i grandi progetti artistici.”
Legata alle celebrazioni olimpiche la collezione The Pioneers’ Passion – La pasciun di pioniers, è un progetto che nasce dal monumentale archivio di foto d’epoca di famiglia, trasformato dall’autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna. Gli scatti di inizio Novecento – i primi sciatori, le discese in bob, l’eleganza del pattinaggio e le avventure sulle cime – diventano così icone contemporanee, cariche di energia e di futuro. Oggi, nel pieno di una nuova stagione olimpica, la mostra è un invito a ritrovare lo slancio pionieristico di chi seppe trasformare la montagna in un laboratorio di modernità, aprendo la strada alle Olimpiadi di Cortina 1956.
Snowland è una chiave di lettura insolita delle celebrate cime dolomitiche, trasformate in un gigantesco fun-park grazie a un sofisticato gioco stilistico e intellettuale di provocazioni. Un lavoro che indaga e ripropone l’ambiente naturale, visto e interpretato in rapporto con le sue genti. Le Dolomiti, patrimonio Unesco, le sue cattedrali di montagna, le sue sculture lignee tra le più importanti in Europa. “È la montagna ad essere cambiata o è il turismo?” La provocazione che Zardini lancia per far riflettere sulla necessità di un diverso equilibrio non strettamente ambientale, ma soprattutto mentale.
Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio è il progetto più intimo dell’autore in cui la protagonista assoluta è la montagna e la neve definita dal fotografo “una tela d’artista pronta per essere utilizzata. La neve che si lascia segnare, disegnare. Sciatori come volontari o inconsapevoli autori. Tracce sormontano altre tracce formando una trama in continua mutazione”.
Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d’epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall’archivio storico della famiglia Zardini. Gli allestimenti di Fabbrica del Vapore sono stati realizzati da Margherita Palli, scenografa e NABA Set Design advisor, e Alessandro Pedretti, architetto e docente NABA, con il coinvolgimento delle studentesse del Triennio in Scenografia di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo che prevede gli interventi di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Arno Kompatscher, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Angelo Gennaccaro, Assessore della Regione Trentino-Alto Adige, Gianluca Lorenzi, Sindaco di Cortina d’Ampezzo e Maria Fratelli, Direttrice di Fabbrica del Vapore.
Con l’iniziativa “A Visionary at Altitude - N vijionar sö alalt”, tradotto in ladino, alla cui cultura Zardini appartiene ed era molto legato, si celebra non solo un fotografo innovativo ed eclettico, ma il coraggio e la creatività delle comunità montane rappresentate dallo spirito olimpico.
13
febbraio 2026
Stefano Zardini – A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt
Dal 13 febbraio al 13 aprile 2026
fotografia
Location
FABBRICA DEL VAPORE
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Milano, Via Giulio Cesare Procaccini, 4, (Milano)
Orario di apertura
Tutti i giorni tranne il martedì dalle 11.00 alle 19.00
Vernissage
12 Febbraio 2026, ore 17.30
Ufficio stampa
Laura Cometa
Autore
Curatore




