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Steve – Out of Sight
Mostra di Steve, artista emergente di cultura Pop anni ’70, suggestionato dal mondo dei fumetti e dagli gli eroi della Marvel, da cui deriva, come tema ricorrente nelle sue opere, Diabolik
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Il 29 Febbraio Fabio Gherardi inaugurerà il terzo capitolo dell’antologia dedicata all’arte.
“Out of Sight” è la personale di Steve, artista emergente di cultura Pop anni ’70, suggestionato dal mondo dei fumetti e dagli gli eroi della Marvel, da cui deriva, come tema ricorrente nelle sue opere, Diabolik.
Steve omaggia, con le sue creazioni, i grandi della Pop Art come P.Nagel, R. Liechtenstein, A. Warhol, K. Haring.
Attraverso la Pop Art Steve ripropone l’insieme di tutte le sue esperienze artistiche, di vita e di conoscenza del mondo dell’arte e poi, fondendole, estrapola uno stile molto soggettivo e personale.
Insight Gallery si ripropone di regalare questo prezioso percorso per emanare e diffondere, in tutta quella gente ancora fortunatamente avida di conoscenza, l’impagabile profumo dell’arte.
Ma tutto ciò sarebbe stato impossibile senza l’aiuto di partner importanti come Private Banking Credem (Main Sponsor), Baga Illuminazione, Bertelè Mobili e Grasso Servizi Immobiliari.
Durante gli eventi uno straordinario buffet, offerto da uno dei più noti ristoranti di Roma “Osterie Le Streghe” intrattiene gli ospiti insieme con i nobili vini di Bruno Zona.
Gli invitati provenienti da fuori Roma saranno accolti per la notte dall’elegante Hotel “Forus Inn”.
“Out of Sight” è il terzo appuntamento della rassegna, partita a dicembre, che Insight, dedica al genio di artisti italiani e stranieri.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 Marzo 2008 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 nella location di Via ei Coronari, 143. L’ingresso è gratuito.
Insight: aspirazioni oniriche
In Via Dei Coronorari, tra i negozi di antiquariato, risaltano, in modo sempre più convincente e attraente, le mostre d’arte moderna e contemporanea di Insight Gallery di Fabio Gherardi.
Un entusiasmante gusto moderno si inserisce con armonia in quel luogo sempre eterno del “Centro Storico”, amalgamando due epoche in un unico stile di vita, quello del progresso, che ha bisogno di esprimere la propria prepotente cultura, i propri sogni e le proprie speranze.
Una cultura che germoglia nel cuore dell’Italia, ma che trova evoluzione nel mondo. Un sogno e una speranza che insegue i passi della storia, ma che si nutre di design e di rinnovamento.
Così Insight, mescolando opere e arredi, riesce a progettare il desiderio onirico di fondere passato, presente e futuro per anticipare anche solo di pochi passi l’insostenibile evoluzione del nostro secolo.
Caterina Merante
Con il prezioso contributo di:
Osteria
Press Partner
BIOGRAFIA
Stefano Passacantilli nasce nel 1964 a Roma .
Sin da piccolissimo entra in contatto con tutte le forme d’arte che diverranno in seguito la materia che modellerà questo artista “a tutto tondo”.
Spesso si trova a disegnare nello studio di Novella Parigini, grande amica della madre, o di altri artisti come Coladonato e Caligiuri e questo gli permette di conoscere l’arte da un punto di vista molto diverso da quello riservato alla maggior parte dei ragazzi della sua età.
Alla vera prova viene sottoposto a tredici anni quando gli si chiede di collaborare con un artista come allievo dipingendo bozzetti di paesaggi ad olio.
E proprio dalla necessità di impostare le basi quasi ripetitive per sottoporle poi alla finitura del maestro che prende consapevolezza della “costruzione del multiplo” che Wharol utilizzava, seppur di altro genere.
Nello stesso periodo avviene l’incontro con il fumetto dipinto.
Già affascinato da anni dalle pagine dei supereroi degli anni 70 e dalla Pop Art inizia a dipingere grandi tele, che rappresentano un mondo colorato e trasgressivo.
Le sue prime mostre si terranno a Roma nel 1984, a Lucca presso una galleria per giovani artisti emergenti nel 1985, a Firenze sempre nell’85 presso un circolo culturale del centro storico e successivamente in una collettiva a Fortezza Dabbasso.
In seguito, sempre a Roma nel 1986, l’architetto Marino Friso nota le opere di STEVE in mostra presso un locale alla moda del centro e chiede l’assoluta esclusiva sulle sue opere.
La collaborazione con lo studio Friso consente all’artista di farsi conoscere nel modo del cinema e della televisione, portando i suoi quadri nelle scenografie di film e fiction prodotti da Mediaset.
La sua ricerca artistica prosegue negli anni affiancando opere originali alle riproduzioni ad omaggio dei grandi della pop art, P.Nagel, R.Liechtenstein,A. Warhol,K. Haring.
Più tardi iniziano le sperimentazioni di materiali fatte con sabbia, stucco, gesso, pigmenti, colla, e di tecniche che vanno dal dripping alle scomposizioni di colore e che gli consentono finalmente l’esternazione di tutta la rabbia, l’amore ed il dolore che la vita gli comunica sulle tele, a volte distruggendole dopo averle eseguite.
Non ha mai abbandonato la sua fedele reflex, che si adegua , per stare al passo coi tempi fino a diventare una digitale.
Ha sempre usato la pittura e la fotografia insieme, utilizzando l’una per l’altra, fondendole fino a scoprire la manipolazione digitale delle immagini, sperimentando e sperimentando.
Trasponendo in fine la sua anima in immagini cerca di ridare vita a tutti i “ROTTAMI” che questo mondo produce e che sono il simbolo di quanto questa nostra società consumistica getta via, ancora utili.
“Ho progetti di arte digitale, di videoinstallazioni e di tanto altro.
Che credo che un giorno scaricherò il contenuto della mia mente in un p.c.
Giugno 2007.
“Out of Sight” è la personale di Steve, artista emergente di cultura Pop anni ’70, suggestionato dal mondo dei fumetti e dagli gli eroi della Marvel, da cui deriva, come tema ricorrente nelle sue opere, Diabolik.
Steve omaggia, con le sue creazioni, i grandi della Pop Art come P.Nagel, R. Liechtenstein, A. Warhol, K. Haring.
Attraverso la Pop Art Steve ripropone l’insieme di tutte le sue esperienze artistiche, di vita e di conoscenza del mondo dell’arte e poi, fondendole, estrapola uno stile molto soggettivo e personale.
Insight Gallery si ripropone di regalare questo prezioso percorso per emanare e diffondere, in tutta quella gente ancora fortunatamente avida di conoscenza, l’impagabile profumo dell’arte.
Ma tutto ciò sarebbe stato impossibile senza l’aiuto di partner importanti come Private Banking Credem (Main Sponsor), Baga Illuminazione, Bertelè Mobili e Grasso Servizi Immobiliari.
Durante gli eventi uno straordinario buffet, offerto da uno dei più noti ristoranti di Roma “Osterie Le Streghe” intrattiene gli ospiti insieme con i nobili vini di Bruno Zona.
Gli invitati provenienti da fuori Roma saranno accolti per la notte dall’elegante Hotel “Forus Inn”.
“Out of Sight” è il terzo appuntamento della rassegna, partita a dicembre, che Insight, dedica al genio di artisti italiani e stranieri.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 Marzo 2008 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 nella location di Via ei Coronari, 143. L’ingresso è gratuito.
Insight: aspirazioni oniriche
In Via Dei Coronorari, tra i negozi di antiquariato, risaltano, in modo sempre più convincente e attraente, le mostre d’arte moderna e contemporanea di Insight Gallery di Fabio Gherardi.
Un entusiasmante gusto moderno si inserisce con armonia in quel luogo sempre eterno del “Centro Storico”, amalgamando due epoche in un unico stile di vita, quello del progresso, che ha bisogno di esprimere la propria prepotente cultura, i propri sogni e le proprie speranze.
Una cultura che germoglia nel cuore dell’Italia, ma che trova evoluzione nel mondo. Un sogno e una speranza che insegue i passi della storia, ma che si nutre di design e di rinnovamento.
Così Insight, mescolando opere e arredi, riesce a progettare il desiderio onirico di fondere passato, presente e futuro per anticipare anche solo di pochi passi l’insostenibile evoluzione del nostro secolo.
Caterina Merante
Con il prezioso contributo di:
Osteria
Press Partner
BIOGRAFIA
Stefano Passacantilli nasce nel 1964 a Roma .
Sin da piccolissimo entra in contatto con tutte le forme d’arte che diverranno in seguito la materia che modellerà questo artista “a tutto tondo”.
Spesso si trova a disegnare nello studio di Novella Parigini, grande amica della madre, o di altri artisti come Coladonato e Caligiuri e questo gli permette di conoscere l’arte da un punto di vista molto diverso da quello riservato alla maggior parte dei ragazzi della sua età.
Alla vera prova viene sottoposto a tredici anni quando gli si chiede di collaborare con un artista come allievo dipingendo bozzetti di paesaggi ad olio.
E proprio dalla necessità di impostare le basi quasi ripetitive per sottoporle poi alla finitura del maestro che prende consapevolezza della “costruzione del multiplo” che Wharol utilizzava, seppur di altro genere.
Nello stesso periodo avviene l’incontro con il fumetto dipinto.
Già affascinato da anni dalle pagine dei supereroi degli anni 70 e dalla Pop Art inizia a dipingere grandi tele, che rappresentano un mondo colorato e trasgressivo.
Le sue prime mostre si terranno a Roma nel 1984, a Lucca presso una galleria per giovani artisti emergenti nel 1985, a Firenze sempre nell’85 presso un circolo culturale del centro storico e successivamente in una collettiva a Fortezza Dabbasso.
In seguito, sempre a Roma nel 1986, l’architetto Marino Friso nota le opere di STEVE in mostra presso un locale alla moda del centro e chiede l’assoluta esclusiva sulle sue opere.
La collaborazione con lo studio Friso consente all’artista di farsi conoscere nel modo del cinema e della televisione, portando i suoi quadri nelle scenografie di film e fiction prodotti da Mediaset.
La sua ricerca artistica prosegue negli anni affiancando opere originali alle riproduzioni ad omaggio dei grandi della pop art, P.Nagel, R.Liechtenstein,A. Warhol,K. Haring.
Più tardi iniziano le sperimentazioni di materiali fatte con sabbia, stucco, gesso, pigmenti, colla, e di tecniche che vanno dal dripping alle scomposizioni di colore e che gli consentono finalmente l’esternazione di tutta la rabbia, l’amore ed il dolore che la vita gli comunica sulle tele, a volte distruggendole dopo averle eseguite.
Non ha mai abbandonato la sua fedele reflex, che si adegua , per stare al passo coi tempi fino a diventare una digitale.
Ha sempre usato la pittura e la fotografia insieme, utilizzando l’una per l’altra, fondendole fino a scoprire la manipolazione digitale delle immagini, sperimentando e sperimentando.
Trasponendo in fine la sua anima in immagini cerca di ridare vita a tutti i “ROTTAMI” che questo mondo produce e che sono il simbolo di quanto questa nostra società consumistica getta via, ancora utili.
“Ho progetti di arte digitale, di videoinstallazioni e di tanto altro.
Che credo che un giorno scaricherò il contenuto della mia mente in un p.c.
Giugno 2007.

