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Tatiana Defraine – Figures du soir
Acappella è lieta di annunciare Figures du soir, terza mostra personale in galleria dell’artista francese Tatiana Defraine, nata a Libourne 1986.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
FIGURES DU SOIR Tatiana Defraine ACAPPELLA
Opening — 30.01.2026 via Cappella Vecchia 8/A 80121 Naples
Clarissa Pinkola Estés evoca la Donna Selvaggia come una forza primordiale, una sapienza antica che non si impara ma si ricorda. In Women Who Run With The Wolfs, correre con i lupi non è fuga, ma ritorno: all’istinto, al battito originario del sé. È da questo luogo interiore che la mostra prende forma, là dove la meraviglia affiora nella mente e il vagare prende possesso del corpo.
Entrare nell’ universo di Tatiana Defraine è come scivolare in Glisser: un abbandono lento, un sonno lieve, una petite mort. Le bocche si schiudono, il respiro si approfondisce, e allo sguardo è chiesto di lasciarsi condurre. Defraine distilla le proprie ricerche interiori nella pittura, aprendo una soglia verso la sublimazione. Il vagabondare diventa una deriva dell’anima. La meraviglia tace: sospesa, attende parole perdute o ancora inesistenti, pronte a nascere nell’incontro dello sguardo di chi osserva.
Il mondo di Defraine si dispiega come un attraversamento psichico, una discesa dolce e vertiginosa nella perdita di controllo. Figure compresse, tracciate da segni di pastello a olio simili a rossetto e immerse in correnti di blu e di verde, si distendono su tele ampie, fino a invadere e avvolgere lo spazio. I lupi si moltiplicano: presenze ambigue, minaccia e protezione insieme. Essi incarnano la paura, ma non ne sono separati. Correre con i lupi significa farsi lupo. L’ignoto cessa di essere ostile e si offre come guida. La paura persiste, ma smette di paralizzare. L’artista è inseguita e, proprio in questa tensione, si libera.
In eco all’archetipo di La Loba, la Donna Lupo non osserva il branco da lontano: lo abita, lo incarna. La bestia è ciò che vi è di più naturale, di più vero. La domanda non è come domarla, ma come accoglierla, nutrirla, ascoltarla. La trasformazione del corpo diventa un aspetto centrale, come la maternità che ha riconfigurato la vita di Defraine. Aprendo nuovi equilibri e nuove percezioni, il corpo si muove come un circense: tra trapezi sospesi, cerchi di fuoco e animali in corsa. Rischio, precisione e abbandono convivono. Il gesto è esposto allo sguardo, come il dipinto che si offre nella sua vulnerabilità.
Quando riconosciamo che è il branco di lupi a guidarci, tutto diventa possibile. Emily Dickinson ci ricorda che siamo sempre in pericolo di magia. Stiamo vivendo un sogno lucido? Una memoria remota? O una visione di una vita futura?
Opening — 30.01.2026 via Cappella Vecchia 8/A 80121 Naples
Clarissa Pinkola Estés evoca la Donna Selvaggia come una forza primordiale, una sapienza antica che non si impara ma si ricorda. In Women Who Run With The Wolfs, correre con i lupi non è fuga, ma ritorno: all’istinto, al battito originario del sé. È da questo luogo interiore che la mostra prende forma, là dove la meraviglia affiora nella mente e il vagare prende possesso del corpo.
Entrare nell’ universo di Tatiana Defraine è come scivolare in Glisser: un abbandono lento, un sonno lieve, una petite mort. Le bocche si schiudono, il respiro si approfondisce, e allo sguardo è chiesto di lasciarsi condurre. Defraine distilla le proprie ricerche interiori nella pittura, aprendo una soglia verso la sublimazione. Il vagabondare diventa una deriva dell’anima. La meraviglia tace: sospesa, attende parole perdute o ancora inesistenti, pronte a nascere nell’incontro dello sguardo di chi osserva.
Il mondo di Defraine si dispiega come un attraversamento psichico, una discesa dolce e vertiginosa nella perdita di controllo. Figure compresse, tracciate da segni di pastello a olio simili a rossetto e immerse in correnti di blu e di verde, si distendono su tele ampie, fino a invadere e avvolgere lo spazio. I lupi si moltiplicano: presenze ambigue, minaccia e protezione insieme. Essi incarnano la paura, ma non ne sono separati. Correre con i lupi significa farsi lupo. L’ignoto cessa di essere ostile e si offre come guida. La paura persiste, ma smette di paralizzare. L’artista è inseguita e, proprio in questa tensione, si libera.
In eco all’archetipo di La Loba, la Donna Lupo non osserva il branco da lontano: lo abita, lo incarna. La bestia è ciò che vi è di più naturale, di più vero. La domanda non è come domarla, ma come accoglierla, nutrirla, ascoltarla. La trasformazione del corpo diventa un aspetto centrale, come la maternità che ha riconfigurato la vita di Defraine. Aprendo nuovi equilibri e nuove percezioni, il corpo si muove come un circense: tra trapezi sospesi, cerchi di fuoco e animali in corsa. Rischio, precisione e abbandono convivono. Il gesto è esposto allo sguardo, come il dipinto che si offre nella sua vulnerabilità.
Quando riconosciamo che è il branco di lupi a guidarci, tutto diventa possibile. Emily Dickinson ci ricorda che siamo sempre in pericolo di magia. Stiamo vivendo un sogno lucido? Una memoria remota? O una visione di una vita futura?
30
gennaio 2026
Tatiana Defraine – Figures du soir
Dal 30 gennaio al 15 marzo 2026
arte contemporanea
Location
ACAPPELLA
Napoli, Via Cappella Vecchia, 8, (Napoli)
Napoli, Via Cappella Vecchia, 8, (Napoli)
Orario di apertura
dal martedi al venerdi dalle 16 alle 19:30
Vernissage
30 Gennaio 2026, dalle 18 alle 21:30, su invito
Sito web
Editore
Acappella
Autore
Autore testo critico
Produzione organizzazione


