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Trilogia Volume 3
Il progetto, curato da Alberto Zanchetta, prevede un ciclo di tre mostre che ruotano intorno ad altrettanti temi della storia dell’arte (il paesaggio, la figura umana e quella animale, motivi che riassumono l’idea di un piccolo habitat), temi che però si scoprirà essere usati dagli artisti come mero pretesto per la pittura (l’ecosistema cui si accennava si trasforma quindi in una “ecologia” della pittura)
Comunicato stampa
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Volge al termine la rassegna Trilogia la cui programmazione, tenutasi nelle sale del primo piano, ha affiancato i tradizionali spazi espositivi della Galleria delle Battaglie.
Il progetto, curato da Alberto Zanchetta, prevede un ciclo di tre mostre che ruotano intorno ad altrettanti temi della storia dell'arte (il paesaggio, la figura umana e quella animale, motivi che riassumono l'idea di un piccolo habitat), temi che però si scoprirà essere usati dagli artisti come mero pretesto per la pittura (l'ecosistema cui si accennava si trasforma quindi in una "ecologia" della pittura). Tutte le esposizioni sono pensate a guisa di tri-personali, ogni sala della galleria ospiterà infatti le opere di un singolo artista. La rassegna – declinata in tre "volumi", alla maniera di un vademecum o di una tassonomia – introdurrà le rispettive mostre con una citazione letteraria. La terza:
«I CIMITERI SONO LE ZONE VERDI PIÙ NATURALI, LE SOLE CHE RIESCANO A INTEGRARSI PIÙ ARMONIOSAMENTE NEL QUADRO DELLE CITTÀ FUTURE, COME GLI ULTIMI PARADISI PERDUTI » - Raoul Vaneigam
L'ultimo tema trattato dalla Trilogia è il paesaggio, che non sarà di tipo naturalistico bensì immortalerà i landscapes che meglio conosciamo e frequentiamo, quelli cioè vessati da interventi architettonici e di urbanistica. A fare da legante tra i tre artisti è la predilezione per il b/n, o comunque per la grisaille, che non a caso [d]enuncia i colori tipici dell'edilizia.
I grigi ma idilliaci "Orizzonti" di Giorgia Beltrami ci mostrano una realtà inesorabilmente contaminata da antenne, ripetitori, cantieri, che l'artista evidenzia con un rosso squillante, accentuandone la difformità rispetto al contesto. Elementi estranei che sempre più si integrano con la natura, quasi fossero degli errori rispetto alla sintassi del paesaggio rurale.
I quadri di Federico Guerri delineano con un sottile tratto a grafite degli agglomerati urbani che gravitano nelle nivee campiture delle tele; presenze eteree, essenziali, in cui l'infittirsi dei segni produce un brulicare delle forme. Sono cioè spazi e luoghi generati dall'immaginazione, che mantengono pur tuttavia un evidente richiamo alla morfologia del reale.
Anche la ricerca di Luca Piovaccari si interroga sul degrado ambientale cui il paesaggio è stato sottoposto. Balzato agli onori della critica per le sue fotografie su lucido che destabilizzano la percezione, da alcuni anni Piovaccari privilegia interventi installativi e realizza dei delicati pastelli a olio su carta, modalità che ne approfondiscono il razionalismo silente, desolato, solitario.
Al termine della rassegna verrà edito un catalogo generale in cui si documenterà tutto il percorso espositivo.
Il progetto, curato da Alberto Zanchetta, prevede un ciclo di tre mostre che ruotano intorno ad altrettanti temi della storia dell'arte (il paesaggio, la figura umana e quella animale, motivi che riassumono l'idea di un piccolo habitat), temi che però si scoprirà essere usati dagli artisti come mero pretesto per la pittura (l'ecosistema cui si accennava si trasforma quindi in una "ecologia" della pittura). Tutte le esposizioni sono pensate a guisa di tri-personali, ogni sala della galleria ospiterà infatti le opere di un singolo artista. La rassegna – declinata in tre "volumi", alla maniera di un vademecum o di una tassonomia – introdurrà le rispettive mostre con una citazione letteraria. La terza:
«I CIMITERI SONO LE ZONE VERDI PIÙ NATURALI, LE SOLE CHE RIESCANO A INTEGRARSI PIÙ ARMONIOSAMENTE NEL QUADRO DELLE CITTÀ FUTURE, COME GLI ULTIMI PARADISI PERDUTI » - Raoul Vaneigam
L'ultimo tema trattato dalla Trilogia è il paesaggio, che non sarà di tipo naturalistico bensì immortalerà i landscapes che meglio conosciamo e frequentiamo, quelli cioè vessati da interventi architettonici e di urbanistica. A fare da legante tra i tre artisti è la predilezione per il b/n, o comunque per la grisaille, che non a caso [d]enuncia i colori tipici dell'edilizia.
I grigi ma idilliaci "Orizzonti" di Giorgia Beltrami ci mostrano una realtà inesorabilmente contaminata da antenne, ripetitori, cantieri, che l'artista evidenzia con un rosso squillante, accentuandone la difformità rispetto al contesto. Elementi estranei che sempre più si integrano con la natura, quasi fossero degli errori rispetto alla sintassi del paesaggio rurale.
I quadri di Federico Guerri delineano con un sottile tratto a grafite degli agglomerati urbani che gravitano nelle nivee campiture delle tele; presenze eteree, essenziali, in cui l'infittirsi dei segni produce un brulicare delle forme. Sono cioè spazi e luoghi generati dall'immaginazione, che mantengono pur tuttavia un evidente richiamo alla morfologia del reale.
Anche la ricerca di Luca Piovaccari si interroga sul degrado ambientale cui il paesaggio è stato sottoposto. Balzato agli onori della critica per le sue fotografie su lucido che destabilizzano la percezione, da alcuni anni Piovaccari privilegia interventi installativi e realizza dei delicati pastelli a olio su carta, modalità che ne approfondiscono il razionalismo silente, desolato, solitario.
Al termine della rassegna verrà edito un catalogo generale in cui si documenterà tutto il percorso espositivo.
11
maggio 2007
Trilogia Volume 3
Dall'undici maggio al 07 giugno 2007
arte contemporanea
Location
GALLERIA DELLE BATTAGLIE
Brescia, Via Delle Battaglie, 69A, (Brescia)
Brescia, Via Delle Battaglie, 69A, (Brescia)
Orario di apertura
lunedì: mattina chiuso / 16-19.30
martedì – sabato: 10-12.30 / 16-19.30
Vernissage
11 Maggio 2007, ore 18.30
Autore
Curatore


