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TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià) – Trame di Macchina
Al centro del progetto vi è il rapporto tra uomo e macchina, inteso non come contrapposizione né come celebrazione della tecnologia, ma come spazio di ricerca. La macchina non è mai autrice dell’opera: è uno strumento di esecuzione, un dispositivo attraverso cui esplorare forme e possibilità visive.
Comunicato stampa
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TRAME DI MACCHINA
Mostra personale di TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià)
SHOWCASES GALLERY
(by Franco Crugnola Studio di Architettura)
Via Felice Cavallotti 4
Via San Martino della Battaglia 11
21100 Varese
Dal 07 aprile al 04 maggio 2026
SEMPRE APERTO 24/24h 365 gg/anno
Trame di macchina presenta una selezione antologica del lavoro di Tris.to.Quads, nome d’arte di Matteo Cavaglià, attraversando diverse fasi della sua ricerca artistica: dalle prime stampe più essenziali, alle elaborazioni digitali tridimensionali, fino alle opere più recenti, in cui il linguaggio generativo incontra il disegno manuale, il collage e la costruzione materiale dell’immagine.
Al centro del progetto vi è il rapporto tra uomo e macchina, inteso non come contrapposizione né come celebrazione della tecnologia, ma come spazio di ricerca. Nella pratica dell’artista, la macchina non è mai autrice dell’opera: è uno strumento di esecuzione, un dispositivo attraverso cui esplorare forme, traiettorie, ripetizioni e possibilità visive.
Ogni lavoro nasce infatti da un algoritmo originale ideato e scritto direttamente da Matteo Cavaglià. Il codice, in questo senso, non è un semplice mezzo tecnico né un supporto esterno all’opera, ma parte integrante del processo creativo e della sua forma. Attraverso questo sistema, l’artista mette in movimento macchine virtuali capaci di tracciare percorsi cinematici e generare strutture visive complesse a partire da variazioni minime di regole e parametri.
Il processo si sviluppa come un’esplorazione lenta e selettiva: piccole modifiche producono esiti molto diversi, e l’opera emerge quando, all’interno di questa instabilità controllata, si manifesta una configurazione capace di tenere insieme ordine, densità e sorpresa. In questo senso, il lavoro assume anche una dimensione introspettiva e quasi meditativa: un esercizio di osservazione, ascolto e scoperta, in cui il rigore del sistema lascia spazio all’imprevisto.
Le forme che ne derivano sono costituite da fitte sovrapposizioni di linee, segmenti e intrecci che generano profondità, chiaroscuro e complessità attraverso il solo accumulo del segno. L’intreccio diventa così una figura centrale della ricerca: non solo come elemento visivo, ma come metafora dell’emergere di strutture inattese dalla ripetizione di azioni semplici.
La mostra restituisce anche il progressivo spostamento del lavoro da una dimensione prevalentemente digitale verso una presenza più fisica e concreta. Disegni a pennarello realizzati tramite dispositivi meccanici di tracciamento, interventi manuali e sperimentazioni ibride segnano infatti un passaggio importante: il sistema generativo si confronta sempre più direttamente con la materia, con il supporto e con il gesto.
Ne emerge un percorso in cui codice e mano, controllo e deviazione, costruzione e sorpresa convivono senza annullarsi. Le opere di Tris.to.Quads invitano lo sguardo ad avvicinarsi, a perdersi nei dettagli, a scoprire come da una struttura apparentemente semplice possa affiorare una complessità inattesa.
Biografia
Matteo Cavaglià vive a Monza e lavora a Milano. Dopo aver completato gli studi in architettura, svolge oggi attività di ricerca e insegnamento universitario, concentrandosi sull’uso delle tecnologie digitali, e computazionali, nella progettazione dello spazio.
Parallelamente, sotto lo pseudonimo Tris.To.Quads, porta avanti un percorso artistico in cui il codice diventa strumento creativo. Le sue opere prendono forma a partire da codici informatici scritti direttamente dall’artista, algoritmi originali che generano immagini come tracciati di una penna virtuale all’interno di macchine geometriche immaginarie. In questo processo, l’autore ricerca un equilibrio sottile tra rigore matematico ed errore, tra ripetizione e variazione, tra ordine e sorpresa.
Il filo, al centro di molte sue riflessioni, non è solo una metafora del segno digitale o dell’intreccio algoritmico: è anche un richiamo personale e affettivo, un legame con l’abilità e la maestria con cui la madre dell’artista ha sempre lavorato materiali tessili. Un filo che cuce memoria e identità, codice e cura.
Nel 2023 partecipa a DE FILO, mostra internazionale di arte tessile contemporanea presso il Linificio e Canapificio Nazionale di Bergamo. Tra le altre tappe significative del suo percorso si segnalano la personale Epicycles presso FMArt Studio a Monza, il conseguimento del Paratissima Talent Prize 2025, e la selezione per la #FuoriBiennale di Sondrio 2026.
Showcases Gallery
Sviluppata dallo studio Franco Crugnola Studio di Architettura, Showcases Gallery si presenta come una “galleria diffusa”, incastonata nel tessuto cittadino e visibile a tutti, a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’idea nasce dalla volontà di creare un luogo dinamico e accessibile che indaghi le nuove ricerche artistiche del territorio, stimolando la fruizione culturale quotidiana attraverso un linguaggio visivo immediato e coinvolgente.
Scrive Vittorio Raschetti (Giornalista, saggista, copywriter. Docente di diritto allo IASSP – Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership):
“Showcases Gallery” è una casa di vetro per l'arte, una Wunderkammer in vetrina, un monolite di meraviglie aperto sulla curiosità della città. Il dono dell'arte in un micro teatro pubblico, una caleidoscopica lanterna magica aggettante sull'anemia della città. Una cabina minimalista, un contenitore di idee in movimento, un affaccio sullo sguardo di passaggio. Pensieri che navigano in un acquario di reminiscenze da ripescare nel futuro, perché l'arte è sempre contemporanea al futuro. Un involucro di protezione messo a disposizione, perché l'arte si protegge solo offrendola in dono. Lasciarsi contagiare dall'energia simbolica, generando nuovi sguardi, educando i propri sensi all'insolito e favorendo nuove abitudini mentali, senza arrendersi alla latitanza della cultura: perché il sonno dell'attenzione genera mostri di noia. “Showcases Gallery” è un luogo eccentrico, trasparente e permanente, capace di dialogare con le pietre più nobili ed antiche della città, catalizzando un campo di forze creative e rigenerando una qualità dello spazio urbano come luogo di meditazione inattesa. L'insorgere di improvvise occasioni di bellezza gratuita.
Un contenitore di materia, luce, forma, ossigeno immaginativo. Un campo di azione per interrogarsi sul senso e risvegliare una sensibilità consapevole, un territorio di sfida per gli artisti e…, per imparare a reggere l'urto delle interpretazioni dei cittadini, perché le trovate apparentemente assurde e le scommesse paradossali dell'arte contemporanea sono autentiche bussole per trovare una via d'uscita dal caos.”
INFORMAZIONI UTILI
TITOLO DELLA MOSTRA: TRAME DI MACCHINA - Mostra personale di TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià)
MOSTRA A CURA DI: Franco Crugnola Studio di Architettura
SEDE ESPOSITIVA: SHOWCASES GALLERY (by Franco Crugnola Studio di Architettura)
Via Felice Cavallotti 4 – 21100 Varese
Via San Martino della Battaglia 11 – 2100 Varese
DATE DI APERTURA: dal 07 aprile al 04 maggio 20266
GIORNI E ORARI DI APERTURA:
SEMPRE APERTO E SEMPRE VISIBILE 24/24h 365 gg/anno
INFO E CONTATTI TEL: 338 2303595 / +39 0332 237529
EMAIL: showcases.gallery@gmail.com WEB: http://showcasesgallery.blogspot.it
UN PROGETTO PROMOSSO DA:
Dott. Arch. Franco Crugnola
Franco Crugnola Studio di Architettura
Via G. Garibaldi 17
21100 Varese (Italia)
http://fcstudiodiarchitettura.blogspot.it
E-mail: studiodiarchitettura@francocrugnola.it
Mostra personale di TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià)
SHOWCASES GALLERY
(by Franco Crugnola Studio di Architettura)
Via Felice Cavallotti 4
Via San Martino della Battaglia 11
21100 Varese
Dal 07 aprile al 04 maggio 2026
SEMPRE APERTO 24/24h 365 gg/anno
Trame di macchina presenta una selezione antologica del lavoro di Tris.to.Quads, nome d’arte di Matteo Cavaglià, attraversando diverse fasi della sua ricerca artistica: dalle prime stampe più essenziali, alle elaborazioni digitali tridimensionali, fino alle opere più recenti, in cui il linguaggio generativo incontra il disegno manuale, il collage e la costruzione materiale dell’immagine.
Al centro del progetto vi è il rapporto tra uomo e macchina, inteso non come contrapposizione né come celebrazione della tecnologia, ma come spazio di ricerca. Nella pratica dell’artista, la macchina non è mai autrice dell’opera: è uno strumento di esecuzione, un dispositivo attraverso cui esplorare forme, traiettorie, ripetizioni e possibilità visive.
Ogni lavoro nasce infatti da un algoritmo originale ideato e scritto direttamente da Matteo Cavaglià. Il codice, in questo senso, non è un semplice mezzo tecnico né un supporto esterno all’opera, ma parte integrante del processo creativo e della sua forma. Attraverso questo sistema, l’artista mette in movimento macchine virtuali capaci di tracciare percorsi cinematici e generare strutture visive complesse a partire da variazioni minime di regole e parametri.
Il processo si sviluppa come un’esplorazione lenta e selettiva: piccole modifiche producono esiti molto diversi, e l’opera emerge quando, all’interno di questa instabilità controllata, si manifesta una configurazione capace di tenere insieme ordine, densità e sorpresa. In questo senso, il lavoro assume anche una dimensione introspettiva e quasi meditativa: un esercizio di osservazione, ascolto e scoperta, in cui il rigore del sistema lascia spazio all’imprevisto.
Le forme che ne derivano sono costituite da fitte sovrapposizioni di linee, segmenti e intrecci che generano profondità, chiaroscuro e complessità attraverso il solo accumulo del segno. L’intreccio diventa così una figura centrale della ricerca: non solo come elemento visivo, ma come metafora dell’emergere di strutture inattese dalla ripetizione di azioni semplici.
La mostra restituisce anche il progressivo spostamento del lavoro da una dimensione prevalentemente digitale verso una presenza più fisica e concreta. Disegni a pennarello realizzati tramite dispositivi meccanici di tracciamento, interventi manuali e sperimentazioni ibride segnano infatti un passaggio importante: il sistema generativo si confronta sempre più direttamente con la materia, con il supporto e con il gesto.
Ne emerge un percorso in cui codice e mano, controllo e deviazione, costruzione e sorpresa convivono senza annullarsi. Le opere di Tris.to.Quads invitano lo sguardo ad avvicinarsi, a perdersi nei dettagli, a scoprire come da una struttura apparentemente semplice possa affiorare una complessità inattesa.
Biografia
Matteo Cavaglià vive a Monza e lavora a Milano. Dopo aver completato gli studi in architettura, svolge oggi attività di ricerca e insegnamento universitario, concentrandosi sull’uso delle tecnologie digitali, e computazionali, nella progettazione dello spazio.
Parallelamente, sotto lo pseudonimo Tris.To.Quads, porta avanti un percorso artistico in cui il codice diventa strumento creativo. Le sue opere prendono forma a partire da codici informatici scritti direttamente dall’artista, algoritmi originali che generano immagini come tracciati di una penna virtuale all’interno di macchine geometriche immaginarie. In questo processo, l’autore ricerca un equilibrio sottile tra rigore matematico ed errore, tra ripetizione e variazione, tra ordine e sorpresa.
Il filo, al centro di molte sue riflessioni, non è solo una metafora del segno digitale o dell’intreccio algoritmico: è anche un richiamo personale e affettivo, un legame con l’abilità e la maestria con cui la madre dell’artista ha sempre lavorato materiali tessili. Un filo che cuce memoria e identità, codice e cura.
Nel 2023 partecipa a DE FILO, mostra internazionale di arte tessile contemporanea presso il Linificio e Canapificio Nazionale di Bergamo. Tra le altre tappe significative del suo percorso si segnalano la personale Epicycles presso FMArt Studio a Monza, il conseguimento del Paratissima Talent Prize 2025, e la selezione per la #FuoriBiennale di Sondrio 2026.
Showcases Gallery
Sviluppata dallo studio Franco Crugnola Studio di Architettura, Showcases Gallery si presenta come una “galleria diffusa”, incastonata nel tessuto cittadino e visibile a tutti, a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’idea nasce dalla volontà di creare un luogo dinamico e accessibile che indaghi le nuove ricerche artistiche del territorio, stimolando la fruizione culturale quotidiana attraverso un linguaggio visivo immediato e coinvolgente.
Scrive Vittorio Raschetti (Giornalista, saggista, copywriter. Docente di diritto allo IASSP – Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership):
“Showcases Gallery” è una casa di vetro per l'arte, una Wunderkammer in vetrina, un monolite di meraviglie aperto sulla curiosità della città. Il dono dell'arte in un micro teatro pubblico, una caleidoscopica lanterna magica aggettante sull'anemia della città. Una cabina minimalista, un contenitore di idee in movimento, un affaccio sullo sguardo di passaggio. Pensieri che navigano in un acquario di reminiscenze da ripescare nel futuro, perché l'arte è sempre contemporanea al futuro. Un involucro di protezione messo a disposizione, perché l'arte si protegge solo offrendola in dono. Lasciarsi contagiare dall'energia simbolica, generando nuovi sguardi, educando i propri sensi all'insolito e favorendo nuove abitudini mentali, senza arrendersi alla latitanza della cultura: perché il sonno dell'attenzione genera mostri di noia. “Showcases Gallery” è un luogo eccentrico, trasparente e permanente, capace di dialogare con le pietre più nobili ed antiche della città, catalizzando un campo di forze creative e rigenerando una qualità dello spazio urbano come luogo di meditazione inattesa. L'insorgere di improvvise occasioni di bellezza gratuita.
Un contenitore di materia, luce, forma, ossigeno immaginativo. Un campo di azione per interrogarsi sul senso e risvegliare una sensibilità consapevole, un territorio di sfida per gli artisti e…, per imparare a reggere l'urto delle interpretazioni dei cittadini, perché le trovate apparentemente assurde e le scommesse paradossali dell'arte contemporanea sono autentiche bussole per trovare una via d'uscita dal caos.”
INFORMAZIONI UTILI
TITOLO DELLA MOSTRA: TRAME DI MACCHINA - Mostra personale di TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià)
MOSTRA A CURA DI: Franco Crugnola Studio di Architettura
SEDE ESPOSITIVA: SHOWCASES GALLERY (by Franco Crugnola Studio di Architettura)
Via Felice Cavallotti 4 – 21100 Varese
Via San Martino della Battaglia 11 – 2100 Varese
DATE DI APERTURA: dal 07 aprile al 04 maggio 20266
GIORNI E ORARI DI APERTURA:
SEMPRE APERTO E SEMPRE VISIBILE 24/24h 365 gg/anno
INFO E CONTATTI TEL: 338 2303595 / +39 0332 237529
EMAIL: showcases.gallery@gmail.com WEB: http://showcasesgallery.blogspot.it
UN PROGETTO PROMOSSO DA:
Dott. Arch. Franco Crugnola
Franco Crugnola Studio di Architettura
Via G. Garibaldi 17
21100 Varese (Italia)
http://fcstudiodiarchitettura.blogspot.it
E-mail: studiodiarchitettura@francocrugnola.it
07
aprile 2026
TRIS.TO.QUADS (Matteo Cavaglià) – Trame di Macchina
Dal 07 aprile al 04 maggio 2026
arte contemporanea
Location
SHOWCASES GALLERY – Via F. Cavallotti 4
Varese, Via Felice Cavallotti, 4/a, (VA)
Varese, Via Felice Cavallotti, 4/a, (VA)
Orario di apertura
9-24
Vernissage
7 Aprile 2026, 15
Sito web
Autore
Curatore
Progetto grafico
Sponsor






