Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
VideoLab Film Festival 2006
Rassegna Nazionale di Corti del Cinema d’Arte
Comunicato stampa
Segnala l'evento
I cine-occhi del Pasolini corto
di Andrea Di Falco
L’omaggio a Pasolini era in programma da anni. Sì, perché Pasolini, oltre a essere uno dei più prolifici autori di cinema lungo, com’è noto, è stato uno dei più attivi cineasti collettivi. I cosiddetti film a episodi degli anni Sessanta l’hanno trovato pronto. E quegli episodi sono dei corti. Dei corti che nascono dentro un lungo. Corti di straordinaria compiutezza poetico-formale. Uno su tutti, La ricotta. Del ’63. Che fa parte di Ro.Go.Pa.G. Dalle iniziali dei registi che l’hanno composto. Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti. Ecco l’omaggio. L’omaggio a Pasolini. Un autore inevitabile. E per questo da evitare. Ma che, dopo otto anni di festival, ha dettato, naturalmente, la struttura di questa edizione. Attraverso La ricotta, appunto. E Che cosa sono le nuvole? Ma anche attraverso Nanni Moretti. Con il primo capitolo di Caro Diario: In vespa. In cui, sulle note di Keith Jarret, Moretti attacca i luoghi comuni e trova Pasolini nell’unico luogo non scomunicato in cui Pasolini è: il monumento a lui dedicato sul lungomare di Ostia. Dove Pasolini è stato ammazzato. Ma Pasolini lo incontriamo anche nella Cruda età, con le parole e la faccia di Tonino Forcisi La Delfa. Che presenta Mamma Roma. La Cruda età è un video-pensiero, non un ricordo, che Alessandro De Filippo e Vincenzo Cascone (presente anche con Ex, video-testimone di un’opera pittorica in divenire) hanno montato per fare conoscere le idee pasoliniane di Tonino. Tonino Forcisi La Delfa. Regista sciclitano scomparso l’anno scorso. Frequentatore del Videolab Film Festival. Dalla prima edizione. Quella del ’99. Dove presenta 95/100. E poi, l’anno dopo, una retrospettiva completa: 8 mm di realtà. Già, perché la realtà di Tonino è filtrata dai suoi cine-occhi.
E cine-occhi sono anche quelli che vedete qui sopra. Cine-occhi di Pasolini. Grandi, slabbrati, allungati. Cine-occhi di un letterato. Già. Pasolini, scrive. Prima di girare. Per questo Luca Castellano indaga sulla scrittura pre-cinematografica. La sceneggiatura. E, all’incontrario, dopo la morte, la vita. Così Luca cerca il Pasolini della trilogia della vita (Il Decameron, Racconti di Canterbury, Il fiore delle mille e una notte).
Altra storia, altra stazione cinematografica, altra acqua. Dopo Ostia, l’oceano. Quello Atlantico. Miami, Florida. Il Sicilian Film Festival. Un viaggio in America per organizzare un festival. Fatto da siciliani per gli americani. Lì, a Miami, ho conosciuto Emanuele Viscuso. Scultore e musicista palermitano direttore del Sicilian Film Festival. Lì, a Miami, ho girato un documentario, montato con Andrea Cognata. Il mio diario americano. Appunti parziali su una metropoli anticastrista. In cui, in realtà, vive una gioventù fieramente antibushista. Lì, a Miami, ho partecipato a un festival, proprio dietro lo schermo. Il Sicilian Film Festival. Ed è questo aspetto che viene fuori nel mio cine-diario. Un corto di cui Viscuso è protagonista. Dagli incontri alle proiezioni pubbliche, dalle preoccupazioni alle gioie private. Viscuso appare anche in Twin Towers. Un documentario sull’installazione, al Lido di Venezia, delle sue torri in plexiglas, in occasione della mostra Open Asia.
Raccontando storie con la mia videocamera. Quasi un’autobiografia per immagini. E’ l’eredità che lascia di sé Lorenzo Vecchio. Regista e scrittore isolano. Parlano di lui il padre, Sebastiano, docente di filosofia del linguaggio dell’Università di Palermo e Giuseppe Traina, docente di letteratura italiana dell’Università di Catania.
Fuori Fuoco di Gianluca Salvo. E’ un appuntamento fisso da tre anni. Sorta di blob cinico, indolente, comico. Dal cinema alla tv nazionale, dal web alle antenne locali, Gianluca riesce a fondere, con disincanto e un’anarchica strafottenza, il meglio, ma soprattutto il peggio, di quello che si vede sugli schermi. E con gli schermi, da un’ottica opposta, classica, si confronta Andrea Traina: Schermi moderni. Un nuovo corto dell’unico autore presente in tutte le edizioni del Videolab. Uno spot su Short Village, portale di cinema su internet. Schermi moderni è una riflessione sul linguaggio cinematografico dalle origini a oggi.
Infine, i Corti del cinema d’arte. Con le rivisitazioni bukowskiane di Sigfrido Giammona, scritte da Luca Marchi (La sirena e Hank). Con il raffinato esordio di Francesco Lo Bianco (Nessuna logica apparente). Con i silenzi e i rumori delicati e spettrali di Ivano Fachin (Vox Rerum). Con l’ironia esplosiva che si abbatte sulla perenne dicotomia gioco del calcio-rispetto per la moglie di Alessandro Marinaro (Campioni del mondo).
di Andrea Di Falco
L’omaggio a Pasolini era in programma da anni. Sì, perché Pasolini, oltre a essere uno dei più prolifici autori di cinema lungo, com’è noto, è stato uno dei più attivi cineasti collettivi. I cosiddetti film a episodi degli anni Sessanta l’hanno trovato pronto. E quegli episodi sono dei corti. Dei corti che nascono dentro un lungo. Corti di straordinaria compiutezza poetico-formale. Uno su tutti, La ricotta. Del ’63. Che fa parte di Ro.Go.Pa.G. Dalle iniziali dei registi che l’hanno composto. Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti. Ecco l’omaggio. L’omaggio a Pasolini. Un autore inevitabile. E per questo da evitare. Ma che, dopo otto anni di festival, ha dettato, naturalmente, la struttura di questa edizione. Attraverso La ricotta, appunto. E Che cosa sono le nuvole? Ma anche attraverso Nanni Moretti. Con il primo capitolo di Caro Diario: In vespa. In cui, sulle note di Keith Jarret, Moretti attacca i luoghi comuni e trova Pasolini nell’unico luogo non scomunicato in cui Pasolini è: il monumento a lui dedicato sul lungomare di Ostia. Dove Pasolini è stato ammazzato. Ma Pasolini lo incontriamo anche nella Cruda età, con le parole e la faccia di Tonino Forcisi La Delfa. Che presenta Mamma Roma. La Cruda età è un video-pensiero, non un ricordo, che Alessandro De Filippo e Vincenzo Cascone (presente anche con Ex, video-testimone di un’opera pittorica in divenire) hanno montato per fare conoscere le idee pasoliniane di Tonino. Tonino Forcisi La Delfa. Regista sciclitano scomparso l’anno scorso. Frequentatore del Videolab Film Festival. Dalla prima edizione. Quella del ’99. Dove presenta 95/100. E poi, l’anno dopo, una retrospettiva completa: 8 mm di realtà. Già, perché la realtà di Tonino è filtrata dai suoi cine-occhi.
E cine-occhi sono anche quelli che vedete qui sopra. Cine-occhi di Pasolini. Grandi, slabbrati, allungati. Cine-occhi di un letterato. Già. Pasolini, scrive. Prima di girare. Per questo Luca Castellano indaga sulla scrittura pre-cinematografica. La sceneggiatura. E, all’incontrario, dopo la morte, la vita. Così Luca cerca il Pasolini della trilogia della vita (Il Decameron, Racconti di Canterbury, Il fiore delle mille e una notte).
Altra storia, altra stazione cinematografica, altra acqua. Dopo Ostia, l’oceano. Quello Atlantico. Miami, Florida. Il Sicilian Film Festival. Un viaggio in America per organizzare un festival. Fatto da siciliani per gli americani. Lì, a Miami, ho conosciuto Emanuele Viscuso. Scultore e musicista palermitano direttore del Sicilian Film Festival. Lì, a Miami, ho girato un documentario, montato con Andrea Cognata. Il mio diario americano. Appunti parziali su una metropoli anticastrista. In cui, in realtà, vive una gioventù fieramente antibushista. Lì, a Miami, ho partecipato a un festival, proprio dietro lo schermo. Il Sicilian Film Festival. Ed è questo aspetto che viene fuori nel mio cine-diario. Un corto di cui Viscuso è protagonista. Dagli incontri alle proiezioni pubbliche, dalle preoccupazioni alle gioie private. Viscuso appare anche in Twin Towers. Un documentario sull’installazione, al Lido di Venezia, delle sue torri in plexiglas, in occasione della mostra Open Asia.
Raccontando storie con la mia videocamera. Quasi un’autobiografia per immagini. E’ l’eredità che lascia di sé Lorenzo Vecchio. Regista e scrittore isolano. Parlano di lui il padre, Sebastiano, docente di filosofia del linguaggio dell’Università di Palermo e Giuseppe Traina, docente di letteratura italiana dell’Università di Catania.
Fuori Fuoco di Gianluca Salvo. E’ un appuntamento fisso da tre anni. Sorta di blob cinico, indolente, comico. Dal cinema alla tv nazionale, dal web alle antenne locali, Gianluca riesce a fondere, con disincanto e un’anarchica strafottenza, il meglio, ma soprattutto il peggio, di quello che si vede sugli schermi. E con gli schermi, da un’ottica opposta, classica, si confronta Andrea Traina: Schermi moderni. Un nuovo corto dell’unico autore presente in tutte le edizioni del Videolab. Uno spot su Short Village, portale di cinema su internet. Schermi moderni è una riflessione sul linguaggio cinematografico dalle origini a oggi.
Infine, i Corti del cinema d’arte. Con le rivisitazioni bukowskiane di Sigfrido Giammona, scritte da Luca Marchi (La sirena e Hank). Con il raffinato esordio di Francesco Lo Bianco (Nessuna logica apparente). Con i silenzi e i rumori delicati e spettrali di Ivano Fachin (Vox Rerum). Con l’ironia esplosiva che si abbatte sulla perenne dicotomia gioco del calcio-rispetto per la moglie di Alessandro Marinaro (Campioni del mondo).
25
agosto 2006
VideoLab Film Festival 2006
Dal 25 al 26 agosto 2006
arte contemporanea
Location
VILLA PACE
Santa Croce Camerina, Contrada Kastalia, (Ragusa)
Santa Croce Camerina, Contrada Kastalia, (Ragusa)
Curatore



