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Where Do We End?
Dove finiamo Noi?
-Forse non smettiamo mai davvero di essere: continuiamo semplicemente altrove-
Comunicato stampa
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WHERE DO WE END?
Bobbina Cultural Space, 5A Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
31 marzo 2026 – 9 aprile 2026
Inaugurazione: martedì 31 marzo 2026 alle ore 18.00
Luogo: Bobbina Cultural Space, 5° Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
Date: dal 31 marzo al 9 aprile 2026
Ingresso: gratuito
Bobbina Cultural Space di Sofia ospita, dal 31 marzo al 9 aprile 2026, WHERE DO WE END?, la mostra collettiva che vede come protagonisti cinque artisti italiani della nuova generazione dell’arte contemporanea.
L’esposizione mette in dialogo il pubblico bulgaro con figure che hanno già lasciato il segno sulla scena internazionale, tra cui partecipanti alla Biennale di Venezia e vincitori di prestigiosi riconoscimenti come The Talent Prize 2025 di Inside Art.
La mostra presenta le opere di Erica Bardi, Ilaria Bellomo, Gugliemo Maggini, Lorenzo Montinario e Federica Vesprini, artisti caratterizzati da un forte linguaggio visivo e una ricerca concettuale che attraversa molteplici materiali e media.
Il progetto curatoriale esplora il rapporto tra individuo e mondo in un’epoca dove l’identità è sempre più fluida e i confini sono in continua trasformazione. Attraverso linguaggi artistici differenti, le opere invitano il pubblico a riflettere su una domanda semplice, ma estremamente profonda: dove finiamo noi?
La capitale bulgara diventa parte integrante di questa riflessione, città dove culture e sensibilità diverse si incontrano, e lo stesso spazio espositivo diventa in un luogo di scambio ed incontro, dove le prospettive ed identità entrano in dialogo.
“Ciò che chiamiamo fine potrebbe allora non coincidere con un esaurimento, ma con una soglia: un punto di attraversamento in cui le forme si incrinano, si dislocano, si aprono a configurazioni inattese.
Le opere riunite in questa mostra sembrano muoversi proprio all’interno di questo spazio liminale.
Non si limitano a rappresentare una condizione, né a stabilire un significato definitivo.
Operano piuttosto come dispositivi di slittamento: superfici sensibili in cui materia, immagine e pensiero entrano in relazione con ciò che eccede la loro forma immediata.”
La curatela è di Ludovica Cancellieri, Lorenzo Ilari e Boyana Raycheva.
La mostra è realizzata grazie al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Sofia, la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, la Fondazione Singer-Zahariev, l’azienda Riki Shoes e la cantina Quercete.
L’inaugurazione si terrà martedì 31 marzo alle ore 18.00.
Luogo: Bobbina Cultural Space, 5° Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
Date: dal 31 marzo 2026 al 9 aprile 2026
Ingresso: gratuito
NOTE BIOGRAFICHE ARTISTI:
Erica Bardi:
(Napoli, 1998) ha conseguito la laurea magistrale in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera e il diploma al CFP Bauer di Milano, nel biennio Fotografia e linguaggi della comunicazione visiva. Il suo interesse per la fotografia si è sviluppato durante gli studi, combinando la propria ricerca con una dimensione materiale ed editoriale, sviluppatasi soprattutto durante un semestre alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, nel 2025. Nello stesso anno ha vinto la borsa di studio Iartnet – una piattaforma internazionale per la pratica/ricerca artistica e il patrimonio culturale presso le istituzioni italiane di alta formazione artistica.
Nel 2023 ha vinto il Liquida Grant del Liquida Photofestival di Torino, esponendo alla Cavallerizza Reale della medesima città e alla Fabbrica del Vapore di Milano. Ha partecipato a due mostre presso Casa Testori a Milano: “La prima volta”, a cura di Marta Cereda (2023) e “Oltre/dentro Dentro/oltre”, a cura di Giuseppe Frangi (2025). Sempre nel 2025 ha esposto durante la REA Fair di Milano e nella mostra “Soft cover” allo Swansea College of Art (Galles). Nello stesso anno ha pubblicato la sua prima auto-pubblicazione, in collaborazione con Chippendale Studio, As long as the Sun lasts, riedito nel 2026.
Ilaria Bellomo:
Artista e ricercatrice indipendente. Attraverso pratiche multidisciplinari, tra cui tessitura, poesia visiva e installazioni, la sua ricerca concepisce l’arte come medium tra materia e invisibile, esplorando i mondi sottili attraverso un dialogo non antropocentrico e in connessione con archetipi e antichi saperi femminili. Nel 2024, la sua opera Omaggio all’anima è stata esposta al Padiglione Venezia durante la 60a Biennale Arte, nell’ambito di “Foreigners Everywhere”.
Guglielmo Maggini:
Il lavoro di Guglielmo Maggini si colloca al confine tra installazione e scultura. La sua arte coglie il passaggio da un mondo all’altro: un mondo di colori, talvolta esuberanti, un mondo di epifanie, di forme che non contengono più qualcosa ma che diventano esse stesse portatrici di qualcosa di dimenticato. Materiali plastici organici come l’argilla, e sintetici come la gomma, le resine e più in generale il mondo dei polimeri plastici, si fondono in una sensibile esplorazione del rapporto tra vita e morte, un viaggio tra memoria storica e personale.Lo spazio è concepito come un volume plastico, immaginario ma soprattutto psicosomatico.Le relazioni tra lo spettatore, l’opera e l’architettura diventano il fulcro del processo artistico di Maggini: da un lato, lo spazio fisico influisce inevitabilmente sulla percezione sensoriale del visitatore; dall’altro, l’intervento artistico provoca cambiamenti profondi e decisivi nella percezione oggettiva del mondo esterno.
Lorenzo Montinaro:
nato a Taranto nel 1997. Vive e lavora tra Milano e Taranto. Si è diplomato in Didattica e comunicazione dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in Arti Visive allo Iuav di Venezia. Da gennaio a dicembre 2022 è stato artista in residenza presso gli studi Viafarini a Milano. Nel 2021 ha partecipato alla mostra “What the fuck is prosperity”, presso A plus a, a cura di Curatorial School, a Venezia. Nel 2022 alle mostre “Visioni (s)velate” a Viafarini a cura di Elena Bray, “E ci fa dispetto il tempo” presso Sottofondo Studio ad Arezzo a cura di Elena Castiglia, "Monumento" nel calendario delle settimane d'arte di Bolzano a cura di Nina Stricker, "Rea art fair" alla Fabbrica del vapore di Milano a cura di Rea, "Ma tu rimani" a Casavuota a Roma a cura di Sabino De Nichilo e Francesco Paolo Del Re. Nel 2023 alle mostre “L'erba sulla polvere” presso MA project di Perugia a cura di Davide Silvioli, “Non rimane che volare” presso Osservatorio Futura a Torino a cura di Osservatorio Futura e Giuseppe Amedeo Arnesano, “Edicola Radetzky” presso Edicola Radetzky a Milano a cura di Arnold Braho. Nel 2024 partecipa alla mostra bipersonale “Quasi Niente” presso Contemporary Cluster a Roma a cura di Lorenzo Madaro, “Dopo la fine” presso Galleria Ramo a Como, “Sacro è” presso la Fondazione Mario Merz a Torino a cura di Giulia Turconi, Address Unknown presso Fabbrica del Vapore di Milano a cura di Viafarini, “Fatmah” presso la galleria Contemporary Cluster a cura di Arnold Braho. Nel 2025 prende parte alla mostra “Bee in a bonnet” presso Montoro 12 Gallery, Bruxelles, Nello stesso anno, in occasione del Giubileo ordinario della Chiesa del 2025, avrà luogo una sua mostra personale presso la Cattedrale di San Cataldo di Taranto a cura di Maria Abramenko. Nel 2023 il Comune di Milano gli commissiona un monumento permanente dedicato al censimento degli ebrei del 1938, presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2023 è stato inserito dalla rivista Exibart tra i 222 artisti emergenti su cui investire.
Federica Vesprini:
La sua ricerca pittorica indaga temi come lo straniamento, l’identità e il ricordo, in relazione alle dinamiche sociali contemporanee. Affine con le più varie poetiche che raccontano la sfida dell’uomo “in rivolta”, impegnato a custodire la propria libera espressione, fatta di fragilità e insieme di totalità, rifiutando ogni compromesso che possa limitare il diritto di essere se stessi. Partendo da immagini fotografiche archiviate nel tempo, utilizza il mezzo
pittorico come un filtro, uno strumento che chiaramente distorce la visione oggettiva, riportando al centro la sorpresa dello sguardo personale del singolo.
Contatti:
Ludovica Cancellieri - cancellieriludovica@icloud.com
https://www.instagram.com/ludovicacancellieri?igsh=MWJhbTFyYndrd2xm&utm_source=qr
Lorenzo Ilari – lorenzilari@gmail.com
https://www.instagram.com/lorenzo_ilari/
Boyana Raycheva, art advisor della mostra – raycheva.boyana@gmail.com
Bobbina Cultural Space, 5A Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
31 marzo 2026 – 9 aprile 2026
Inaugurazione: martedì 31 marzo 2026 alle ore 18.00
Luogo: Bobbina Cultural Space, 5° Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
Date: dal 31 marzo al 9 aprile 2026
Ingresso: gratuito
Bobbina Cultural Space di Sofia ospita, dal 31 marzo al 9 aprile 2026, WHERE DO WE END?, la mostra collettiva che vede come protagonisti cinque artisti italiani della nuova generazione dell’arte contemporanea.
L’esposizione mette in dialogo il pubblico bulgaro con figure che hanno già lasciato il segno sulla scena internazionale, tra cui partecipanti alla Biennale di Venezia e vincitori di prestigiosi riconoscimenti come The Talent Prize 2025 di Inside Art.
La mostra presenta le opere di Erica Bardi, Ilaria Bellomo, Gugliemo Maggini, Lorenzo Montinario e Federica Vesprini, artisti caratterizzati da un forte linguaggio visivo e una ricerca concettuale che attraversa molteplici materiali e media.
Il progetto curatoriale esplora il rapporto tra individuo e mondo in un’epoca dove l’identità è sempre più fluida e i confini sono in continua trasformazione. Attraverso linguaggi artistici differenti, le opere invitano il pubblico a riflettere su una domanda semplice, ma estremamente profonda: dove finiamo noi?
La capitale bulgara diventa parte integrante di questa riflessione, città dove culture e sensibilità diverse si incontrano, e lo stesso spazio espositivo diventa in un luogo di scambio ed incontro, dove le prospettive ed identità entrano in dialogo.
“Ciò che chiamiamo fine potrebbe allora non coincidere con un esaurimento, ma con una soglia: un punto di attraversamento in cui le forme si incrinano, si dislocano, si aprono a configurazioni inattese.
Le opere riunite in questa mostra sembrano muoversi proprio all’interno di questo spazio liminale.
Non si limitano a rappresentare una condizione, né a stabilire un significato definitivo.
Operano piuttosto come dispositivi di slittamento: superfici sensibili in cui materia, immagine e pensiero entrano in relazione con ciò che eccede la loro forma immediata.”
La curatela è di Ludovica Cancellieri, Lorenzo Ilari e Boyana Raycheva.
La mostra è realizzata grazie al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Sofia, la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, la Fondazione Singer-Zahariev, l’azienda Riki Shoes e la cantina Quercete.
L’inaugurazione si terrà martedì 31 marzo alle ore 18.00.
Luogo: Bobbina Cultural Space, 5° Triaditsia street, Sofia - Bulgaria
Date: dal 31 marzo 2026 al 9 aprile 2026
Ingresso: gratuito
NOTE BIOGRAFICHE ARTISTI:
Erica Bardi:
(Napoli, 1998) ha conseguito la laurea magistrale in Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera e il diploma al CFP Bauer di Milano, nel biennio Fotografia e linguaggi della comunicazione visiva. Il suo interesse per la fotografia si è sviluppato durante gli studi, combinando la propria ricerca con una dimensione materiale ed editoriale, sviluppatasi soprattutto durante un semestre alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, nel 2025. Nello stesso anno ha vinto la borsa di studio Iartnet – una piattaforma internazionale per la pratica/ricerca artistica e il patrimonio culturale presso le istituzioni italiane di alta formazione artistica.
Nel 2023 ha vinto il Liquida Grant del Liquida Photofestival di Torino, esponendo alla Cavallerizza Reale della medesima città e alla Fabbrica del Vapore di Milano. Ha partecipato a due mostre presso Casa Testori a Milano: “La prima volta”, a cura di Marta Cereda (2023) e “Oltre/dentro Dentro/oltre”, a cura di Giuseppe Frangi (2025). Sempre nel 2025 ha esposto durante la REA Fair di Milano e nella mostra “Soft cover” allo Swansea College of Art (Galles). Nello stesso anno ha pubblicato la sua prima auto-pubblicazione, in collaborazione con Chippendale Studio, As long as the Sun lasts, riedito nel 2026.
Ilaria Bellomo:
Artista e ricercatrice indipendente. Attraverso pratiche multidisciplinari, tra cui tessitura, poesia visiva e installazioni, la sua ricerca concepisce l’arte come medium tra materia e invisibile, esplorando i mondi sottili attraverso un dialogo non antropocentrico e in connessione con archetipi e antichi saperi femminili. Nel 2024, la sua opera Omaggio all’anima è stata esposta al Padiglione Venezia durante la 60a Biennale Arte, nell’ambito di “Foreigners Everywhere”.
Guglielmo Maggini:
Il lavoro di Guglielmo Maggini si colloca al confine tra installazione e scultura. La sua arte coglie il passaggio da un mondo all’altro: un mondo di colori, talvolta esuberanti, un mondo di epifanie, di forme che non contengono più qualcosa ma che diventano esse stesse portatrici di qualcosa di dimenticato. Materiali plastici organici come l’argilla, e sintetici come la gomma, le resine e più in generale il mondo dei polimeri plastici, si fondono in una sensibile esplorazione del rapporto tra vita e morte, un viaggio tra memoria storica e personale.Lo spazio è concepito come un volume plastico, immaginario ma soprattutto psicosomatico.Le relazioni tra lo spettatore, l’opera e l’architettura diventano il fulcro del processo artistico di Maggini: da un lato, lo spazio fisico influisce inevitabilmente sulla percezione sensoriale del visitatore; dall’altro, l’intervento artistico provoca cambiamenti profondi e decisivi nella percezione oggettiva del mondo esterno.
Lorenzo Montinaro:
nato a Taranto nel 1997. Vive e lavora tra Milano e Taranto. Si è diplomato in Didattica e comunicazione dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in Arti Visive allo Iuav di Venezia. Da gennaio a dicembre 2022 è stato artista in residenza presso gli studi Viafarini a Milano. Nel 2021 ha partecipato alla mostra “What the fuck is prosperity”, presso A plus a, a cura di Curatorial School, a Venezia. Nel 2022 alle mostre “Visioni (s)velate” a Viafarini a cura di Elena Bray, “E ci fa dispetto il tempo” presso Sottofondo Studio ad Arezzo a cura di Elena Castiglia, "Monumento" nel calendario delle settimane d'arte di Bolzano a cura di Nina Stricker, "Rea art fair" alla Fabbrica del vapore di Milano a cura di Rea, "Ma tu rimani" a Casavuota a Roma a cura di Sabino De Nichilo e Francesco Paolo Del Re. Nel 2023 alle mostre “L'erba sulla polvere” presso MA project di Perugia a cura di Davide Silvioli, “Non rimane che volare” presso Osservatorio Futura a Torino a cura di Osservatorio Futura e Giuseppe Amedeo Arnesano, “Edicola Radetzky” presso Edicola Radetzky a Milano a cura di Arnold Braho. Nel 2024 partecipa alla mostra bipersonale “Quasi Niente” presso Contemporary Cluster a Roma a cura di Lorenzo Madaro, “Dopo la fine” presso Galleria Ramo a Como, “Sacro è” presso la Fondazione Mario Merz a Torino a cura di Giulia Turconi, Address Unknown presso Fabbrica del Vapore di Milano a cura di Viafarini, “Fatmah” presso la galleria Contemporary Cluster a cura di Arnold Braho. Nel 2025 prende parte alla mostra “Bee in a bonnet” presso Montoro 12 Gallery, Bruxelles, Nello stesso anno, in occasione del Giubileo ordinario della Chiesa del 2025, avrà luogo una sua mostra personale presso la Cattedrale di San Cataldo di Taranto a cura di Maria Abramenko. Nel 2023 il Comune di Milano gli commissiona un monumento permanente dedicato al censimento degli ebrei del 1938, presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2023 è stato inserito dalla rivista Exibart tra i 222 artisti emergenti su cui investire.
Federica Vesprini:
La sua ricerca pittorica indaga temi come lo straniamento, l’identità e il ricordo, in relazione alle dinamiche sociali contemporanee. Affine con le più varie poetiche che raccontano la sfida dell’uomo “in rivolta”, impegnato a custodire la propria libera espressione, fatta di fragilità e insieme di totalità, rifiutando ogni compromesso che possa limitare il diritto di essere se stessi. Partendo da immagini fotografiche archiviate nel tempo, utilizza il mezzo
pittorico come un filtro, uno strumento che chiaramente distorce la visione oggettiva, riportando al centro la sorpresa dello sguardo personale del singolo.
Contatti:
Ludovica Cancellieri - cancellieriludovica@icloud.com
https://www.instagram.com/ludovicacancellieri?igsh=MWJhbTFyYndrd2xm&utm_source=qr
Lorenzo Ilari – lorenzilari@gmail.com
https://www.instagram.com/lorenzo_ilari/
Boyana Raycheva, art advisor della mostra – raycheva.boyana@gmail.com
31
marzo 2026
Where Do We End?
Dal 31 marzo al 09 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Bobbina Cultural Space
Sofia, ulitsa "Triaditsa", 5a
Sofia, ulitsa "Triaditsa", 5a
Orario di apertura
Da Martedì 31/3/2026 a Giovedì 9/4/2026
Vernissage
31 Marzo 2026, 18:00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione
Trasporti
Sponsor
Patrocini




