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XI Biennale Internazionale di Fotografia
Una Biennale “made in Italy” che riflette per la prima volta in modo critico e organico sulla storia del fotogiornalismo italiano con un percorso di 350 immagini firmate dai più grandi reporter, agenzie e archivi
Comunicato stampa
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Una Biennale “made in Italy” che riflette per la prima volta in modo critico e organico sulla storia del fotogiornalismo italiano con un percorso di 350 immagini firmate dai più grandi reporter, agenzie e archivi.
Uliano Lucas curatore della mostra guida un viaggio nella storia d’Italia degli ultimi ’50 raccontando l’intreccio tra il modificarsi del paese, i centri di potere, il mondo editoriale, seguendo l’evolversi del linguaggio dell’informazione e della fotografia d’informazione in rapporto alle mutate richieste della società: dal neorealismo del dopoguerra al paparazzismo, dal reportage sociale che si afferma negli anni ’60 insieme ad un nuovo modo di guardare e raccontare, alla fotografia di cronaca dei fotografi di redazione degli anni del terrorismo e delle stragi di mafia, dalla foto anonima d’agenzia che attraversa tutta la storia degli ultimi 50 anni, a riprova del desiderio di evasione e di fiabe moderne di una classe media sorda di fronte ai bisogni e alle pulsioni reali del paese, ai nuovi stili e messaggi degli scatti degli anni ’90, strettamente legati alla riorganizzazione del mondo dell’informazione nella globalizzata e tecnologicizzata società postmoderna, ma anche all’ingresso della fotografia, anche quella di news, nel mondo dell’arte e del collezionismo.
Una storia delle immagini, delle scelte compiute dall’informazione nel campo della fotografia giornalistica.
Documentano davvero le foto pubblicate in questi cinquant’anni sulle decine di periodici di questo paese, la realtà dell’Italia? Cosa ha fotografato il fotoreporter e cosa ha scelto di pubblicare il direttore? Qual è il limite del loro fare informazione? In che misura le richieste dell’editoria hanno condizionato o modificato il modo di fotografare del reporter?
Una storia di direttori, intellettuali e reporter che hanno tentato di infrangere il muro dell’informazione di potere e fare un buon giornalismo d’immagine. Ecco allora le esperienze nel campo della grafica e della fotografia di Pasquale Prunas con Le Ore ed Il Messaggero, di Carlo Rizzi con L’Europeo ed Epoca, di Gianluigi Colin coi supplementi del Corriere della Sera e di Corona con King e La Voce e le scelte innovative nell’uso dell’immagine di Gianluigi Melega a L’Europeo e Panorama, di Nicola Cattedra a Tempo Illustrato e a L’Ora, di Nini Briglia ad Epoca, di Tommaso Giglio a L’Europeo, di Paolo Pietroni come ideatore di Sette e di Lo Specchio, e di Bracaglia, inventore dei supplementi di Vie Nuove, infine, di Alberto Ronchey a La Stampa.
La mostra sarà accoppagnata da un convegno e da una serie di interventi rivolti alle scuole e curati dalla sezione didattica della Fondazione.
Uliano Lucas curatore della mostra guida un viaggio nella storia d’Italia degli ultimi ’50 raccontando l’intreccio tra il modificarsi del paese, i centri di potere, il mondo editoriale, seguendo l’evolversi del linguaggio dell’informazione e della fotografia d’informazione in rapporto alle mutate richieste della società: dal neorealismo del dopoguerra al paparazzismo, dal reportage sociale che si afferma negli anni ’60 insieme ad un nuovo modo di guardare e raccontare, alla fotografia di cronaca dei fotografi di redazione degli anni del terrorismo e delle stragi di mafia, dalla foto anonima d’agenzia che attraversa tutta la storia degli ultimi 50 anni, a riprova del desiderio di evasione e di fiabe moderne di una classe media sorda di fronte ai bisogni e alle pulsioni reali del paese, ai nuovi stili e messaggi degli scatti degli anni ’90, strettamente legati alla riorganizzazione del mondo dell’informazione nella globalizzata e tecnologicizzata società postmoderna, ma anche all’ingresso della fotografia, anche quella di news, nel mondo dell’arte e del collezionismo.
Una storia delle immagini, delle scelte compiute dall’informazione nel campo della fotografia giornalistica.
Documentano davvero le foto pubblicate in questi cinquant’anni sulle decine di periodici di questo paese, la realtà dell’Italia? Cosa ha fotografato il fotoreporter e cosa ha scelto di pubblicare il direttore? Qual è il limite del loro fare informazione? In che misura le richieste dell’editoria hanno condizionato o modificato il modo di fotografare del reporter?
Una storia di direttori, intellettuali e reporter che hanno tentato di infrangere il muro dell’informazione di potere e fare un buon giornalismo d’immagine. Ecco allora le esperienze nel campo della grafica e della fotografia di Pasquale Prunas con Le Ore ed Il Messaggero, di Carlo Rizzi con L’Europeo ed Epoca, di Gianluigi Colin coi supplementi del Corriere della Sera e di Corona con King e La Voce e le scelte innovative nell’uso dell’immagine di Gianluigi Melega a L’Europeo e Panorama, di Nicola Cattedra a Tempo Illustrato e a L’Ora, di Nini Briglia ad Epoca, di Tommaso Giglio a L’Europeo, di Paolo Pietroni come ideatore di Sette e di Lo Specchio, e di Bracaglia, inventore dei supplementi di Vie Nuove, infine, di Alberto Ronchey a La Stampa.
La mostra sarà accoppagnata da un convegno e da una serie di interventi rivolti alle scuole e curati dalla sezione didattica della Fondazione.
01
settembre 2005
XI Biennale Internazionale di Fotografia
Dal primo settembre al 02 ottobre 2005
fotografia
Location
PALAZZO BRICHERASIO
Torino, Via Giuseppe Luigi Lagrange, 20, (Torino)
Torino, Via Giuseppe Luigi Lagrange, 20, (Torino)
Biglietti
Intero Euro 7,00; Gruppi e convenzioni Euro 6,00; Ridotto Euro 5,00 (studenti fino a 26 anni, militari, over 65 anni); Bambini Euro 3,50 (da 6 a 14 anni)
Orario di apertura
Da martedì a domenica 15.30 – 22.30; Giovedì 10.30 – 22.30
Vernissage
1 Settembre 2005, ore 19
Sito web
www.fif.arte2000.net
Curatore




