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Zombie Filosofico
Mostra sul concetto di “zombie filosofico” con opere di Alberto Parres, Carolina De Cesaris, Daniela Di Lullo, Diana Pintaldi, EPVS, Gulia Lusikova e Irene Machetti. A cura di Alessia Simonetti, art director Cristallo Odescalchi.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Dal 26 aprile al 24 maggio 2026, lo spazio Rosticceria M presenta 'Zombie Filosofico', una mostra collettiva ideata da Cristallo Odescalchi e curata da Alessia Simonetti.
Il progetto indaga il concetto di “zombie filosofico”, formulato nell’ambito della filosofia della mente: un essere indistinguibile dall’umano sul piano comportamentale e fisico, ma privo di coscienza e della capacità di percepire attraverso i sensi, provare sensazioni, emozioni, piacere e dolore. Un paradosso che incrina la fiducia nell’evidenza del reale e interroga il rapporto tra apparenza e interiorità.
La mostra presenta le opere di Alberto Parres, Carolina De Cesaris, Daniela Di Lullo, Diana Pintaldi, EPVS, Gulia Lusikova e Irene Machetti, artisti che attraverso linguaggi differenti — pittura, ceramica, installazioni, video, performance e fotografia — esplorano il confine tra esperienza vissuta e rappresentazione, tra presenza e simulacro.
Al centro della riflessione si colloca il rapporto tra mondi interiori: uno autentico, uno riflesso e uno simulato. In questo scenario, la nozione di rappresentazione si lega al principio formulato dal filosofo e studioso del linguaggio Alfred Korzybsky — “la mappa non è il territorio” — secondo cui percezione, linguaggio e credenze (la “mappa”) non coincidono mai pienamente con la realtà oggettiva (il “territorio”). Le rappresentazioni mentali sono infatti versioni filtrate e semplificate del mondo reale; tuttavia, quando il simulacro raggiunge un elevato grado di verosimiglianza, può apparire così convincente da rendere indistinguibile la mappa dal territorio stesso. Nel contesto della mostra, questa tensione viene esplicitata: la mappa coincide con il simulacro, mentre il territorio è l’essere umano.
Il confronto tra essere umano e androide, tra esperienza diretta e mediata, richiama immaginari contemporanei come The Matrix, dove la simulazione raggiunge un grado di verosimiglianza tale da confondere i confini tra reale e artificiale. Anche tecnologie emergenti come Neuralink-un'interfaccia cervello-computer (BCI) impiantabile, sviluppata per connettere direttamente il cervello umano ai dispositivi digitali - aprono scenari in cui la comunicazione potrebbe avvenire oltre il linguaggio verbale, ridefinendo ulteriormente il concetto di esperienza e relazione.
'Zombie Filosofico' si configura così come uno spazio di indagine sulla natura dell’esperienza umana: cosa distingue una presenza viva da una sua replica perfetta? In che modo reagiamo emotivamente di fronte a un’entità che simula l’interiorità senza possederla? E soprattutto, è ancora possibile tracciare un confine netto tra realtà e rappresentazione?
Attraverso una pluralità di pratiche artistiche, la mostra invita il pubblico a confrontarsi con queste domande, mettendo in discussione le certezze percettive e aprendo a nuove possibilità di consapevolezza. In un’epoca dominata dalla riproducibilità e dall’intelligenza artificiale, 'Zombie Filosofico' propone una riflessione sul significato dell’essere umano e sulla costruzione di connessioni autentiche tra mondi interiori.
Il progetto indaga il concetto di “zombie filosofico”, formulato nell’ambito della filosofia della mente: un essere indistinguibile dall’umano sul piano comportamentale e fisico, ma privo di coscienza e della capacità di percepire attraverso i sensi, provare sensazioni, emozioni, piacere e dolore. Un paradosso che incrina la fiducia nell’evidenza del reale e interroga il rapporto tra apparenza e interiorità.
La mostra presenta le opere di Alberto Parres, Carolina De Cesaris, Daniela Di Lullo, Diana Pintaldi, EPVS, Gulia Lusikova e Irene Machetti, artisti che attraverso linguaggi differenti — pittura, ceramica, installazioni, video, performance e fotografia — esplorano il confine tra esperienza vissuta e rappresentazione, tra presenza e simulacro.
Al centro della riflessione si colloca il rapporto tra mondi interiori: uno autentico, uno riflesso e uno simulato. In questo scenario, la nozione di rappresentazione si lega al principio formulato dal filosofo e studioso del linguaggio Alfred Korzybsky — “la mappa non è il territorio” — secondo cui percezione, linguaggio e credenze (la “mappa”) non coincidono mai pienamente con la realtà oggettiva (il “territorio”). Le rappresentazioni mentali sono infatti versioni filtrate e semplificate del mondo reale; tuttavia, quando il simulacro raggiunge un elevato grado di verosimiglianza, può apparire così convincente da rendere indistinguibile la mappa dal territorio stesso. Nel contesto della mostra, questa tensione viene esplicitata: la mappa coincide con il simulacro, mentre il territorio è l’essere umano.
Il confronto tra essere umano e androide, tra esperienza diretta e mediata, richiama immaginari contemporanei come The Matrix, dove la simulazione raggiunge un grado di verosimiglianza tale da confondere i confini tra reale e artificiale. Anche tecnologie emergenti come Neuralink-un'interfaccia cervello-computer (BCI) impiantabile, sviluppata per connettere direttamente il cervello umano ai dispositivi digitali - aprono scenari in cui la comunicazione potrebbe avvenire oltre il linguaggio verbale, ridefinendo ulteriormente il concetto di esperienza e relazione.
'Zombie Filosofico' si configura così come uno spazio di indagine sulla natura dell’esperienza umana: cosa distingue una presenza viva da una sua replica perfetta? In che modo reagiamo emotivamente di fronte a un’entità che simula l’interiorità senza possederla? E soprattutto, è ancora possibile tracciare un confine netto tra realtà e rappresentazione?
Attraverso una pluralità di pratiche artistiche, la mostra invita il pubblico a confrontarsi con queste domande, mettendo in discussione le certezze percettive e aprendo a nuove possibilità di consapevolezza. In un’epoca dominata dalla riproducibilità e dall’intelligenza artificiale, 'Zombie Filosofico' propone una riflessione sul significato dell’essere umano e sulla costruzione di connessioni autentiche tra mondi interiori.
26
aprile 2026
Zombie Filosofico
Dal 26 aprile al 24 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Rosticceria M
Bracciano, Via Agostino Fausti, 37, (RM)
Bracciano, Via Agostino Fausti, 37, (RM)
Orario di apertura
martedì, mercoledì, giovedì, sabato 12:00-15:00, 19:00-21:00 ; lunedì, venerdì, domenica 12:00-15:00
Vernissage
26 Aprile 2026, 18:00
Sito web
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