-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Asta 283 – I sessione
ARTE CONTEMPORANEA
Prato, Venerdì 29 Maggio 2026, ore 15,30
Asta 283 – II sessione
ARTE MODERNA
Prato, Sabato 30 Maggio 2026, ore 16,00
Esposizione Milano (selezione di opere)
Farsettiarte, Portichetto di via Manzoni (angolo via della Spiga)
14 – 20 Maggio
Orario 10,00-19,00 (festivi compresi)
Ultimo giorno di esposizione, Mercoledì 20 Maggio, fino alle ore 17,00
Esposizione Prato
Farsettiarte, viale della Repubblica (area Museo Pecci)
23 – 30 Maggio
Orario 10,00-13,00 / 15,00-19,00 (festivi compresi)
Una ricca selezione di opere per l’Asta di Maggio di Farsettiarte: capolavori che raccontano il Novecento, attraversando figurazione, astrazione e concettualità con esempi di qualità museale.
Uno dei grandi protagonisti della sessione “Arte Moderna” è Giorgio Morandi, con Natura morta del 1921, anni in cui l’artista gravitava nel clima della rivista Valori Plastici. Questa natura morta rivela la costruzione silenziosa e meditativa che diventerà la cifra delle still life morandiane.
Gli anni Venti del Novecento sono inoltre rappresentati da un notevole paesaggio di Carlo Carrà, Autunno in Toscana, 1927, appartenuto alla collezione del musicista Alfredo Casella. Dipinto cruciale del periodo del “realismo lirico”, in cui Carrà abbandona definitivamente le tensioni metafisiche per approdare a una visione più contemplativa della natura. Tra i maestri figurativi spicca anche una Maternità, opera esemplare della maturità di Felice Casorati. La madre si impone per la sua costruzione rigorosa e silenziosa, in cui la figura è isolata in uno spazio mentale più che fisico.
Altro grande Artista in Asta da Farsettiarte è il Pictor Optimus Giorgio de Chirico, presente con opere estremamente significative, che testimoniano la ricchezza della sua produzione.
San Giorgio, 1920, appartiene a quella fase cruciale in cui De Chirico, con alle spalle la creazione della Metafisica, sente l’esigenza, come tutti gli artisti del tempo, di un ritorno all’ordine e ai maestri antichi e alle loro tecniche secolari, la splendida natura morta I frutti dell’autunno, esposto alla Biennale romana del 1923, in cui i frutti disposti su un drappo si stagliano su uno sfondo marino, introduce una profondità spaziale inattesa. Piazza d’Italia, 1963, è uno dei soggetti più iconici della pittura metafisica, tra i più richiesti dal collezionismo internazionale. La piazza come spazio mentale, costruita attraverso prospettive forzate, architetture classiche e ombre innaturali. La scena è immobile, sospesa in un tempo indefinito, generando un senso di straniamento che è al centro della poetica del Maestro.
Completano il catalogo delle opere della prima parte del Novecento un nucleo di dipinti futuristi, tra cui si segnalano Bandiere all’Altare della Patria, 1915 di Giacomo Balla e un importante lavoro dell’aeropittore Tullio Crali Prima che si apra il paracadute, 1940.
La frattura del dopoguerra e l’irrompere sulle scene della pittura informale è invece perfettamente incarnata da una carrellata magnifica di opere che rappresentano al meglio le diverse declinazioni della pittura non figurativa apparsa sulla scena dagli anni Cinquanta in poi.
Superficie 590 di Giuseppe Capogrossi rappresenta uno dei momenti cruciali nella definizione del linguaggio segnico di Capogrossi. Battaglia navale di Emilio Vedova, 1952-53, tra le opere più intense del suo primo periodo informale, condensa la violenza gestuale e la tensione politica della pittura di Vedova.
A questa tensione risponde il lirismo controllato di Afro con Interno (1971), dove la composizione si dissolve in campiture leggere, quasi respiranti. Afro costruisce lo spazio non per opposizione ma per risonanza, creando una pittura che è insieme memoria e vibrazione.
Entrez S.V.P. Porta 17 di Piero Dorazio, 1958-59, si colloca in un momento decisivo della sua ricerca, quando l’artista definisce una pittura astratta fondata sull’interazione dinamica del colore e della luce. Chiude la grande rassegna di pittura informale la tela del maestro internazionale Hans Hartung, che in T1962-U10, 1962, sviluppa uno dei linguaggi più riconoscibili dell’astrazione europea del dopoguerra, basato su segni incisivi e gesti controllati.
L’importante rassegna del Novecento continua con la Pop Art, presente con Andy Warhol, di cui è posta all’incanto una rarissima serigrafia della prima serie delle iconiche Campbell’s Soup, 1968 (Vegetable Soup, Campbell’s Soup I) e per la Pop Art Italiana invece Mimmo Rotella, in catalogo con il capolavoro Venus, 1961, un raro décollage su tela proveniente dalla storica Galleria La Salita di Roma. Le esperienze concettuali sono rappresentate da una delle celebri linee di Piero Manzoni, uno dei nuclei più radicali e fondativi della sua ricerca. In Linea m 1,27 egli sottrae l’opera alla visione diretta, racchiudendo una linea tracciata su carta all’interno di un cilindro sigillato.
Nella sessione “Arte Contemporanea” saranno presenti inoltre altre numerose opere di protagonisti italiani e internazionali, tra cui Arman, Mimmo Paladino, Enrico Castellani, Giuliano Vangi e molti altri.
Informazioni
www.farsettiarte.it
Immagini
- Giuseppe Capogrossi, Superficie 590, 1950, olio su tela, cm 120×80
- Afro, Interno, 1971, tecnica mista su tela, cm 99×110
- Giorgio de Chirico, Piazza d’Italia, 1963, olio su tela, cm 40×50
- Giorgio Morandi, Natura morta, 1921, olio su tela, cm 36,5×41










