02 settembre 2021

La seconda edizione di Rea! Art Fair, con 100 nuovi artisti. Le parole del team curatoriale

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Alla Fabbrica del Vapore, dal 4 al 6 settembre 2021 torna ReA! Art Fair, con 100 artisti nuovi rispetto all'edizione precedente

Il team di Rea Arte, Foto @xanikka

A Milano, alla Fabbrica del Vapore, dal 4 al 6 settembre 2021 torna ReA! Art Fair, organizzata da un gruppo di giovani imprenditrici dell’arte. In attesa di vedere la mostra con le opere dei 100 artisti in mostra, abbiamo raggiunto il team curatoriale, che nell’intervista ci ha raccontato lo spirito di ReA! Art Fair e della seconda edizione e ci ha anticipato i progetti per il futuro.

ReA! Art Fair è alla seconda edizione, quali sono le peculiarità dell’edizione 2021? 

Laura Pieri: «Per il secondo anno siamo felicissime di presentare 100 artisti emergenti, tutti nomi nuovi rispetto alla prima edizione! Moltissime sono le novità, in primis la possibilità di assistere alle performance e di partecipare in presenza ai talk, il cui programma è consultabile sui nostri social – l’anno scorso a causa delle direttive anti covid è stato possibile fruirne solo in modalità on line. L’allestimento è completamente rivoluzionato, cambiato ed evoluto perché fondamentale resta per noi presentare le opere degli artisti all’interno di un contesto più vicino a una vera e propria esposizione, scostandosi dalle canoniche fiere composte da stand statici». 

Fin dalla prima edizione il team curatoriale è tutto al femminile, che tipo di background professionali sono rappresentati? 

Elisabetta Roncati: «Essere tutte ragazze all’interno del direttivo non è stata una scelta a priori, ma una concomitanza di fattori che si sono manifestati passo passo. L’elemento che da sempre ci accomuna è credere che gli artisti emergenti abbiano bisogno di essere maggiormente rappresentati avendo inoltre valevoli possibilità professionali. ReA vuole essere per molti di loro il primo incontro con il mercato. Proprio per questo i nostri background sono molto differenti, anche se tutti attinenti al contesto creativo. Siamo un team giovane, in maggioranza under 35: c’è chi lavora in galleria, chi si dedica all’insegnamento, chi ha avviato una start up e chi ha intrapreso la carriera di advisor indipendente. Questa varietà di percorsi, oltre all’internazionalità delle nostre origini, ci ha permesso di comprendere ancora meglio le esigenze di chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’arte ed aspira a fare della creatività la propria professione».

Fabbrica del Vapore Ex Cisterne, ReA! Art Fair
Come sono stati selezionati i 100 artisti partecipanti?

Milena Zanetti: «La selezione è avvenuta tramite una call aperta internazionalmente, nella quale si richiede una breve biografia, uno statement dell’opera proposta e il portfolio dell’artista. Ovviamente i criteri di selezione si sono basati sui materiali ricevuti, ma il team curatoriale ha cercato soprattutto di valutare le prospettive e le visioni future dell’artista nel proporre progetti a lungo termine. Questo caratterizza la nostra visione comune di selezione, per poter investire e promuovere artisti emergenti con i quali poter collaborare durante tutto l’anno e continuare a sostenere la loro pratica. L’obiettivo è quello di esporre artisti per noi meritevoli e competenti per permettergli di conoscere, ed eventualmente inserirsi, nel mercato dell’arte.
Inoltre, il background differente del team curatoriale, composto da cinque figure professionali diverse con formazioni internazionali, ha permesso di analizzare gli artisti sotto molteplici aspetti creando contaminazioni di pensiero che hanno portano ad una eterogeneità finale».

ReA! Art Fair propone anche tre premi, potete ricordarci quali sono?

Maryna Rybakova: «Rispetto all’unico premio proposto l’anno scorso, per la seconda edizione ci sono 3 premi. Il primo, “Artsted Art Prize” è un premio in denaro di 1.500 euro, nato dalla collaborazione con Artsted, marketplace digitale che promuove il lavoro di artisti emergenti.
Di seguito, ReA! Art Prize che consiste in una mostra collettiva destinata a dieci artisti che si terrà nel 2022, la mostra dei vincitori dell’anno scorso si è svolta presso lo Scalo Lambrate (the Sanctuary) a Milano.
Entrambi i premi sono presieduti da una giuria esterna composta da Irene Cassina (gallerista, co-fondatrice di Cassina Projects), Marco Enrico Giacomelli (vicedirettore di Artribune), Chiara Nuzzi (curatrice, ICA Milano) e Luca Zuccala (giornalista, vicedirettore di Artslife, direttore di State Of Milano), Matteo Cremonesi (curatore, Office Project Room). Infine, il premio speciale edizione 2021 Look Forward è una residenza d’artista che si svolgerà a Napoli, presso SuperOtium, e che si avvale del sostegno di Silent Art Explorer, progetto di supporto dei talenti emergenti dell’arte co-fondato da Giulio Raffaele e Aurora Rossini. La residenza è destinata ad un unico vincitore selezionato da una commissione composta dal comitato scientifico di ReA! insieme a Silent Art Explorer, SuperOtium e a Tiziana Di Caro (gallerista)». 

Quali sono i progetti futuri di Rea! Art Fair? 

«Rea Fair fa parte di Rea Arte, l’associazione no-profit che pone gli artisti e i lavoratori del mondo dell’arte al centro della propria attività. Come associazione dall’anno scorso stiamo costruendo un progetto per l’educazione attraverso cui teniamo dei workshop rivolti a chiunque ne abbia bisogno. I temi trattati sono tanti come, ad esempio, costruire un portfolio, la scrittura di un comunicato stampa oppure lo storytelling per gli artisti e i curatori. Quest’anno non organizzeremo solo i workshop ma inizieremo a fare dei veri e propri corsi con rilascio di certificazione e nel frattempo vogliamo fornire consulenza agli artisti emergenti che ne hanno bisogno. Rea Education continuerà anche con i corsi per i bambini e i giovani studenti. Vogliamo costruire un sistema che funzioni a 360 gradi.
Un altro progetto importante a cui teniamo molto è quello degli studio visit che vogliamo ampliare sempre più, aprendo gli spazi a tutti coloro che siano interessati. Poco importa se i visitatori sono collezionisti o meno, l’obiettivo è quello di eliminare la barriera fra l’artista e la società, aiutandolo ad aprire a un pubblico sempre più ampio il suo mondo. Tantissime volte l’artista, soprattutto se è emergente, non viene visto come un professionista e per cambiare questa visione crediamo sia necessario concentrare i nostri sforzi su un doppio fronte: la società da una parte e l’artista dall’altra. L’arte sulla carta non sembra essenziale per sopravvivere ma noi pensiamo proprio il contrario e investiamo su questo». (SC)

ReA! Fair. Veduta della mostra presso la Fabbrica del Vapore, foto di Manifutura, 2020

 

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