03 febbraio 2026

Zona Maco 2026: come sarà la più grande fiera d’arte dell’America Latina

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La 22ma edizione di Zona Maco sta per aprire i battenti con un programma che trasformerà Città del Messico in uno dei nodi centrali del sistema dell’arte internazionale

ZONA MACO, Città del Messico

Tra il fermento per la prima edizione di Art Basel Qatar — che aprirà a breve a Doha — e il crescente interesse per l’italianissima Arte Fiera di Bologna, anche l’America Latina trova un meritato posto nel calendario di queste settimane, per addetti ai lavori, collezionisti e appassionati d’arte. Il 4 febbraio inaugurerà infatti, a Città del Messico, Zona Maco: fiera fondata nel 2002 da Zélika García e giunta ormai alla sua 22ma edizione. Si tratta di un appuntamento che è cresciuto in modo costante negli ultimi due decenni, trasformandosi da evento locale a piattaforma di riferimento per il sistema dell’arte latinoamericano e non solo.

ZONA MACO, Città del Messico

Zona Maco 2026: internazionale e multidisciplinare

La fiera conferma anche quest’anno la sua vocazione internazionale: sono oltre 200 le gallerie partecipanti, provenienti da ben 27 Paesi diversi. Ovviamente molti espositori messicani di calibro globale, tra cui Kurimanzutto, Karen Huber, Ethra e Travesia Cuatro. Tra i big internazionali, Pace Gallery, Sean Kelly, Marian Ibrahim, Carl Friedman Gallery, A Lighthouse Called Kanata. Significativa anche la presenza italiana, con Cadogan Gallery, Secci, Galleria Continua, Anna Marra, Wizard, Boccanera e CITCO. In questo modo, Zona Maco si propone come crocevia tra mercati consolidati e scene emergenti e instaurando un fruttuoso dialogo tra America Latina, Nord America, Europa, Africa e Asia. La fiera di Città del Messico continua a essere osservata come uno dei principali appuntamenti culturali del Sud globale, capace di attirare tanto grandi gallerie internazionali quanto spazi indipendenti e realtà più sperimentali.

La struttura dell’edizione 2026 è articolata in quattro grandi aree, un impianto che Zona Maco ha consolidato nel tempo e che continua a funzionare. Il cuore della fiera resta MÉXICO ARTE CONTEMPORÁNEO, sezione principale dedicata alle pratiche contemporanee dall’America Latina e dal resto del mondo, affiancata da DISEÑO, che intercetta il crescente interesse per il design da collezione; dal SALÓN DEL ANTICUARIO, dedicato al mercato dell’antiquariato, dai piccoli oggetti storici fino a pezzi museali e vintage; e da FOTO, sezione focalizzata sulla fotografia come linguaggio autonomo e mercato specifico.

ZONA MACO, Città del Messico

All’interno di MÉXICO ARTE CONTEMPORÁNEO si articola poi una struttura ancora più stratificata: oltre alla sezione generale, la fiera include SUR, dedicata a pratiche artistiche dal Sud globale; ARTE MODERNO, che rilegge il modernismo attraverso una prospettiva latinoamericana; ed EJES, sezione tematica che affronta questioni legate a migrazione e tensioni geopolitiche, rendendo esplicita una dimensione politica che da anni attraversa la programmazione di Zona Maco.

Tra le novità dell’edizione 2026 spicca invece FORMA: una nuova iniziativa pensata per progetti in bilico tra arte e design e che segnala l’interesse della fiera a intercettare nuovi mercati emergenti, in linea con una tendenza sempre più evidente nel sistema dell’arte globale a dissolvere ogni rigida linea di demarcazione tra categorie.

A completare il dispositivo fieristico ci sono poi EDITORIAL, una vera e propria mini-fiera dedicata all’editoria d’arte con circa 30 case editrici e magazine specializzati, e il TALK PROGRAM, che ospita incontri e conferenze con artisti, curatori e collezionisti internazionali.

Zona Maco costituisce però il fulcro di una serie di eventi più ampia e articolata: l’Art Week di Città del Messico, che propone un calendario ricchissimo di mostre e avvenimenti. Accanto alla fiera principale, si svolgeranno infatti Salón ACME, Feria Material, BADA México, e molte iniziative curate da istituzioni come il Museo Tamayo, il Museo Jumex e il MUAC.

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