22 marzo 2022

Gli occhi della Land Art: Gianfranco Gorgoni a Parma

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Una mostra per riscoprire le celebri opere fotografiche di Gianfranco Gorgoni, realizzate a partire dagli anni Sessanta in collaborazione con i grandi maestri della Land Art americana

Gianfranco Gorgoni / Ugo Rondinone, Seven Magic Mountains – Sunrise (2016), Dry Lake, Nevada, 2016 – 2018 © The Estate of Gianfranco Gorgoni

Gianfranco Gorgoni è noto al grande pubblico per essere stato il primo documentarista del fenomeno della Land Art in America; ha immortalato, grazie all’obiettivo fotografico, i principali earthworks realizzati a partire dal 1967.
I suoi scatti documentano l’operato dei più grandi artisti che hanno aderito al movimento della Land Art americana e ora queste fotografie sono protagoniste dell’importante mostra “BDC64 – Land Art in America – Fotografie di Gianfranco Gorgoni”, a cura di BDC e Photology, che ha inaugurato nella serata di venerdì 11 marzo 2022 a BDC Bonanni Del Rio Catalog a Parma.

Gianfranco Gorgoni © Franco D’Amico, Casoli

La mostra propone una serie di celebri opere fotografiche di Gorgoni, realizzate a partire dagli anni Sessanta in collaborazione con i grandi maestri della Land Art americana: Christo, Walter De Maria, Michael Heizer, Nancy Holt, Richard Serra, Robert Smithson e Ugo Rondinone.
Il fenomeno della Land Art nasce nel momento in cui, nel 1967, un gruppo di artisti realizza una serie di interventi artistici direttamente all’interno della natura, in uno spazio definito tra New York e l’America Nord-occidentale. Sono operazioni artistiche che nascono da un profondo disagio maturato nei confronti del possesso dell’opera d’arte, della sua commercializzazione e artificialità. Per tale ragione la galleria d’arte viene privata del ruolo originario e intrinseco da sempre attribuitole: non contribuirà più al significato dell’opera, bensì sarà ospite del processo creativo grazie alle fotografie e ai video, testimoni della realizzazione dell’opera e della sua manifestazione finale.
Si inserisce in tale contesto l’intuizione geniale di Gianfranco Gorgoni che si fa autore ufficiale della rappresentazione fotografica delle opere; grazie al supporto del gallerista Leo Castelli il progetto sulla Nuova Avanguardia avrà inizio: Gorgoni fotograferà le opere di Land Art nel deserto americano che saranno soggetto di un libro pubblicato nel 1972; proprio con queste fotografie la Castelli Gallery organizza la sua prima mostra.
Gli artisti della Land Art ambiscono all’azzeramento del limite dell’opera, optando per uno spazio ampio, sterminato e quindi non delimitabile; la soluzione è offerta dalla natura, che diventa oggetto e spazio espositivo.

Gianfranco Gorgoni / Robert Smithson, Spyral Jetty (1970), Rosel Point, Salt Lake City, Utah, 2010 – 2018 © The Estate of Gianfranco Gorgoni

I territori del Nord America diventano i protagonisti della rappresentazione e, con loro, i diversi ecosistemi che li contraddistinguono e i cambiamenti stagionali e climatici che ne alterano l’aspetto. Il cambiamento è sì ciclico, ma ogni volta nuovo e diverso.
Lo spazio espositivo di BDC permette una narrazione fluida, grazie all’allestimento delle opere che seguono la struttura della chiesa sconsacrata, viaggiando sui muri del corpo centrale e snodandosi poi nell’abside.
L’opera che ha reso celebre l’artista Robert Smithson e che rappresenta il manifesto della Land Art è Spyral Jetty: realizzata nel 1970, consiste in un molo artificiale a forma di spirale costruita con terra e rocce sul Great Salt Lake (Utah). Spyral Jetty ha tre livelli di percezione, da terreno, dall’interno e dall’esterno, Gorgoni, nella fotografia realizzata e presente in mostra, offre allo spettatore la visione esterna (out) con la quale l’earthwork può essere apprezzato nella sua interezza.

Gianfranco Gorgoni / Christo & Jeanne-Claude, Surrounded Island (1983), Biscayne Bay, Miami, Florida, 1983 – 2018
© The Estate of Gianfranco Gorgoni

Tra le meravigliose fotografie esposte a BDC Bonanni Del Rio Catalog è certamente di grande impatto Sun Tunnels di Nancy Holt; è qui rappresentato un intervento sul paesaggio, nel deserto dello Utah, in cui Holt concepisce quattro cilindri di dimensioni imponenti, orientati in modo tale da poter catturare il solstizio d’estate e quello invernale.
Sono poi presenti le fotografie di Running Fence e Surrounded Island di Christo e Jeanne-Claude: Running Fence è una recinzione continua per quasi quaranta chilometri che si snoda da Est a Ovest nella campagna californiana a Nord di San Francisco; Surrounded Island è costituita da enormi teli in polipropilene fucsia vicino a Miami, nella baia di Biscayne, concepita da Christo e Jeanne-Claude come se fosse un’enorme tela.

Richard Serra’s Sculpture in the Bronx, N.Y.C. 1972 © The Estate of Gianfranco Gorgoni

Seven Magic Mountains realizzata da Ugo Rondinone è un earthwork che invita ad un’ampia riflessione in merito al rapporto tra artificio e natura, uomo e ambiente; è costituita da sette totem di roccia caratterizzati da colori fluorescenti che si stagliano solitari nel deserto del Nevada. La fotografia di Gorgoni, che la rappresenta, concretizza una visione onirica e la rende tangibile, le cromie dei volumi imponenti si fondono con il colore sfumato dell’orizzonte, in un continuum sognante.
In ogni fotografia è colto l’impatto dell’intervento artistico sul paesaggio; il punto di vista inaspettato vuole offrire una visione d’insieme, invitando il fruitore ad adottare uno sguardo che lo estranei dalla contingenza dei fatti.
L’enorme valore delle fotografie di Gorgoni consiste proprio nel fatto che le opere di Land Art, esperibili fisicamente, siano invece rappresentate con una visione globale che restituisce l’idea primordiale dell’artista, quasi a voler fissare su carta, unitamente, utopia creativa, processo di realizzazione e opera compiuta in un sempiterno ciclo.

BDC – Bonanni Del Rio Catalog
fino 27 Marzo 2022
Orari mostra: venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 20
Sede: Borgo delle Colonne 28, Parma

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