12 marzo 2026

The Phair 2026 a Torino: la fotografia contemporanea si svela alle OGR

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Le OGR di Torino ospitano la settima edizione di The Phair | Photo Art Fair, appuntamento internazionale dedicato alla fotografia e alle pratiche artistiche che ne esplorano le infinte possibilità

Nanda Lanfranco, Giuseppe Penone al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino, 1991 Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli - Torino CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli Fondo Nanda Lanfranco

Dal 22 al 24 maggio 2026, la Sala Fucine delle OGR – Torino ospiterà la settima edizione di The Phair | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e alle opere d’arte realizzate attraverso l’uso del mezzo fotografico. Negli ultimi anni la manifestazione si è progressivamente consolidata come uno degli appuntamenti più significativi in Italia per le pratiche artistiche che esplorano il linguaggio fotografico in chiave contemporanea, spesso attraversando territori interdisciplinari che coinvolgono arti visive, installazione e ricerca concettuale.

La fiera si inserisce nel contesto culturale di Torino, città che da tempo rappresenta uno dei principali poli italiani per la fotografia contemporanea, grazie alla presenza di istituzioni museali, archivi e centri di ricerca attivi nello studio dell’immagine. In questo ambito, The Phair si propone come una piattaforma di incontro tra gallerie, artisti, curatori e collezionisti, con l’obiettivo di riflettere sulle trasformazioni della fotografia nel panorama dell’arte contemporanea.

Come nelle precedenti edizioni, anche per il 2026 la fiera è accompagnata da un’immagine guida che orienta la visione curatoriale dell’evento e rafforza il dialogo con le istituzioni culturali del territorio. Per questa edizione è stata scelta una fotografia di Nanda Lanfranco, proveniente dal fondo a lei dedicato istituito nel 2025 presso il CRRI – Centro di Ricerca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.

L’immagine, intitolata Giuseppe Penone al Castello di Rivoli (1991), ritrae Giuseppe Penone all’interno degli spazi del museo. Lo scatto condensa in un unico gesto il rapporto tra corpo, spazio e percezione, elementi centrali sia nella ricerca dell’artista sia nella pratica fotografica di Lanfranco. La figura di Penone appare in movimento, come se attraversasse una soglia invisibile tra permanenza e trasformazione. Il camminare come spostamento fisico diventa dunque un atto per interrogare la relazione tra individuo, ambiente e materia.

Nata a Genova, nel 1935, e morta nel 2023, Nanda Lanfranco è stata una figura significativa nella fotografia italiana legata all’arte contemporanea. Attiva fin dagli anni Settanta, iniziò a fotografare da autodidatta, sviluppando uno sguardo attento al rapporto tra immagine, spazio e presenza degli artisti nei luoghi dell’arte.

Nel corso della sua carriera ha seguito da vicino mostre, performance e allestimenti, ritraendo artisti e opere in momenti spesso informali o preparatori. A partire dal 1975 documentò azioni performative di figure come Laurie Anderson, Charles Simonds e Marina Abramović & Ulay, mentre tra il 1977 e il 1982 fu fotografa ufficiale della Samangallery di Genova diretta da Ida Gianelli. Negli stessi anni collaborò con la galleria Locus Solus, contribuendo alla documentazione di numerosi progetti espositivi.

Dagli anni Ottanta le sue fotografie sono apparse su riviste specializzate internazionali come Domus, Artforum e Artpress. Nel 1983 iniziò inoltre una lunga collaborazione con Il Giornale dell’Arte, per cui ha seguito importanti manifestazioni come la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel.

Una parte significativa del suo lavoro è oggi conservata nel Fondo Nanda Lanfranco presso il Centro di Ricerca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, che testimonia il lungo rapporto della fotografa con il museo torinese e con le principali figure dell’arte contemporanea dagli anni Settanta ai primi Duemila.

La scelta dell’immagine in cui è ritratto Penone riflette l’identità stessa di The Phair, che negli anni ha privilegiato progetti espositivi caratterizzati dalla contaminazione tra linguaggi e dalla sperimentazione delle possibilità offerte dal mezzo fotografico. Oltre che come genere artistico autonomo, la fotografia viene inquadrata come linguaggio in cui si incontrano pratiche diverse, dalla documentazione performativa alla costruzione installativa dell’immagine, fino alla ricerca sulla percezione e sullo spazio.

L’edizione 2026 di The Phair accoglierà 50 tra le più prestigiose gallerie nazionali e internazionali del settore e inviterà a considerare la fotografia come un territorio in continua trasformazione, dove ogni immagine può diventare una soglia da attraversare e un dispositivo di conoscenza. La relazione tra artista, spazio e sguardo, evocata dalla fotografia di Lanfranco, diventa metafora del progetto complessivo della fiera: un luogo in cui l’immagine fotografica si apre al dialogo con altre forme di ricerca visiva e con le trasformazioni del contemporaneo.

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