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Tra neon e fantasie: il teatro segreto di Lisa Kereszi
Fotografia
Tra neon sfocati, tappeti logori e la luce tremolante dei locali notturni, le foto di Lisa Kereszi ci conducono in un’America sotterranea e sospesa, dove il burlesque diventa teatro di desideri, memoria e sogni mai del tutto realizzati. Curata da Marcella Manni per Photo Vogue Festival 2026, Fantasies occupa gli spazi commerciali di NONOSTANTE MARRAS.

Ogni scatto è un microcosmo di tensione poetica: le ballerine si muovono come figure emblematiche di un immaginario retrò, pin-up contemporanee che oscillano tra teatralità e intimità. Nasce un dialogo silenzioso tra corpi e spazi, rendendo ogni scena un piccolo rito visivo di bellezza, ironia e nostalgia.
Il progetto, nato tra il 1999 e il 2005, racconta la stratificazione di decenni e la tensione tra epoche diverse: gli anni Cinquanta con il loro glamour retrò e gli Ottanta con l’energia cruda dei neon si sovrappongono, creando un ponte tra la storia personale dell’artista e quella collettiva di una città e di un’epoca. Ogni immagine è calibrata per suggerire, senza mai spiegare del tutto, mondi paralleli che esistono solo nella percezione dello spettatore.

Fantasies è anche un’indagine sui codici culturali del desiderio e della performance. I locali notturni, i neon tremolanti, i dettagli degli interni non sono scenografie, ma sono linguaggio, segno e narrazione. Raccontano l’intimità, l’equilibrio sottile tra voyeurismo e partecipazione, tra la geografia dei luoghi e la performatività delle aspettative.
Fantasies è un progetto che ci invita a perdersi, a lasciarsi attraversare dalle immagini, a contemplare ciò che si vede e ciò che vorremmo vedere. Kereszi costruisce mondi sospesi, in cui il reale e il possibile si sovrappongono, dove l’ordinario si carica di poesia e il quotidiano si fa sogno, invitandoci a rimanere a lungo nel margine tra luce e ombra, tra desiderio e memoria.

© Lisa Kereszi. Courtesy Metronom










