25 luglio 2019

Gli effetti di Boris Johnson sull’arte in UK

 

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L’elezione di Boris Johnson a nuovo leader del Partito Conservatore e, quindi, come capo del governo britannico, ha lasciato molti commentatori interdetti. Ex Ministro della Cultura, dal 2001 al 2008, ex sindaco di Londra, dal 2008 al 2016, ex ministro degli Esteri, dal 2016 al 2018, Alexander Boris de Pfeffel Johnson, 55 anni, è famoso anche per il suo peculiare atteggiamento piuttosto incline alla gaffe e al politicamente scorretto. Come quando, nell’aprile 2005, in piena campagna elettorale, dichiaro che votare per i Tories avrebbe fatto «diventare più grosse le tette di vostra moglie e aumentare le chance di possedere una BMW». A destare perplessità, a parte il suo improbabile taglio di capelli, che ricorda quello di un Donald Trump beccato con le dita in una presa elettrica, è soprattutto la sua posizione intransigente sulla Brexit, che gli è valsa la fiducia ai danni della dimissionaria Theresa May, costretta a lasciare il ruolo di Primo Ministro proprio per la sua posizione morbida o indecisa sulla ormai gravosissima questione. In realtà, questo argomento potrebbe trasformarsi in un boomerang per la stabilità del suo incarico. Intanto, cosa ne pensano gli artisti, che sul tema Brexit hanno fatto sentire la loro opinione in diverse occasioni? In attesa di un auspicabile commento da parte di Banksy, che intanto è stato indagato per i suoi murales a Venezia, nell’ambiente c’è molta preoccupazione, come ha messo in evidenza Artnet. 
Johnson ha alcuni legami di famiglia con l’arte: sua madre, Charlotte Johnson-Wahl, è un’artista che si è fatta conoscere come ritrattista professionista, mentre la sua compagna, Carrie Symonds, ha studiato storia dell’arte all’Università di Warwick. A proposito, sarà la prima coppia non sposata ad entrare nell’appartamento del Primo Ministro, al numero 10 di Downing Street. 
«La nomina di Boris mi preoccupa. La vita culturale del Regno Unito è a un punto critico», ha commentato Gavin Turk, artista che ha recentemente partecipato a una dimostrazione contro il cambiamento climatico. Anish Kapoor ha risposto a una richiesta di commento con un’opera d’arte a dir poco esplicita e riferita alla complicata vita sentimentale del neo ministro. Eppure, durante il suo mandato di sindaco, Johnson diede impulso alla creazione della Orbit Tower, un progetto da 28 milioni di sterline, al quale partecipò anche lo stesso Kapoor.  
Hannes Koch, co-fondatore di Random International, ha affermato che «Permettere ai Tories di mettere al potere un clown non eletto dimostra che una minuscola frazione della popolazione britannica prende molto sul serio il suo senso dell’umorismo». Con qualche giorno di anticipo si era mosso David Zwirner, uno che la vede lunga, che pochi giorni fa ha annunciato l’apertura di una sede a Parigi, che potrebbe diventare il nuovo quartiere generale della galleria, sostituendo Londra. «La Brexit ha cambiato le regole del gioco. Da ottobre, la mia galleria di Londra sarà una galleria britannica, non europea. Ma io sono europeo e vorrei anche una galleria europea», ha dichiarato Zwirner al Financial Times. Ovviamente in questa scelta ci sono motivazioni di tasse e dogane ma su questo argomento Johnson ha una idea che potrebbe anche sembrare fantascientifica ma poi nemmeno tanto: creare in Gran Bretagna delle zone franche, indipendenti ai fini doganali, che potrebbero essere particolarmente interessanti per i collezionisti che desiderano mantenere libero da dazi il proprio patrimonio artistico, «una zona esente da imposte in stile Singapore», spiegava in maniera non troppo precisa ma molto diretta – la gioia dei populisti? – qualche giorno fa, durante un convegno a Belfast. 
Johnson fu anche un tiepido sostenitore della progetto del Fourth Plinth di Trafalgar Square, che pure ha portato tanti artisti di livello a progettare delle opere site-specifc per il plinto incompiuto della nota piazza londinese. Michael Elmgreen, del duo Elmgreen & Dragset, che hanno partecipato al progetto, hanno definito il nuovo ministro come una personalità capricciosa e a tratti confusa sugli argomenti sui quali discutere. 
Fonte: Artnet

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