30 marzo 2026

Art Basel Hong Kong 2026: il bilancio tra collezionisti e musei internazionali

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91.500 visitatori, oltre 170 istituzioni e vendite solide fin dalla preview. Così la fiera rafforza la centralità di Hong Kong, tra nuovi collezionisti e rinnovata energia di mercato

art basel hong kong 2026
Kongkee, gdm. Courtesy of Art Basel

Chiude il sipario su Art Basel Hong Kong 2026. Con un pubblico altamente internazionale di collezionisti (da tutta l’area Asia-Pacifico, tra cui Cina continentale, Hong Kong, Corea, Taiwan, Giappone e Sud-est asiatico, oltre che da Europa e Stati Uniti) e istituzioni globali (rappresentanti di oltre 170 musei e fondazioni provenienti da 27 Paesi), per un totale importante di 91.500 visitatori. E con ottimi risultati fin dai primi giorni d’apertura. Ecco cosa dicono i galleristi alla fine della fiera (qui invece le presentazioni dei booth all’apertura, inclusa l’ampia rappresentanza italiana), tra maxi vendite e riflessioni generali.

«Siamo lieti di annunciare che il trend positivo del mondo dell’arte per Hong Kong continua», ha dichiarato il gallerista David Zwirner. «Le vendite del giorno dell’inaugurazione sono state ottime e, cosa ancora più importante, abbiamo registrato un elevato numero di nuovi collezionisti. Una nuova generazione sta entrando nel mercato dell’arte asiatico». Molte le gallerie che, nel corso dell’intera settimana, hanno notato un aumento delle conversazioni e delle acquisizioni interregionali, con collezionisti di diverse aree geografiche, generazioni e categorie, nonché un notevole incremento di interesse da parte di acquirenti più giovani e neofiti del mercato.

Galleria Massimo Minili. Courtesy of Art Basel

«Molti dei nostri amici – curatori, artisti e collezionisti – della regione sono a Hong Kong questa settimana e questo si è tradotto in ottime conversazioni e in una splendida energia», ha rivelato Marc Payot, Presidente di Hauser & Wirth. «Ad Art Basel Hong Kong abbiamo assistito a un notevole passo avanti… di conseguenza, già il primo giorno, abbiamo collocato opere di Louise Bourgeois, George Condo, Rashid Johnson, Lee Bul, Cindy Sherman, Avery Singer, Qiu Xiaofei e Flora Yukhnovich in prestigiose collezioni e istituzioni in Asia e non solo».

Si raccoglie l’entusiasmo generale, ad Art Basel Hong Kong 2026: «Hong Kong è tornata! Siamo stati entusiasti di affidare importanti opere di Suki Seokyeong Kang, Lee ShinJa e Jennifer Tee a prestigiose istituzioni e fondazioni asiatiche. Molti collezionisti sono arrivati ​​da tutta la regione, in particolare un numero maggiore di visitatori dalla Cina continentale», dice Tina Kim, fondatrice della Tina Kim Gallery (New York). E ancora: «Con circa 5 milioni di sterline di vendite totali e circa 20 opere collocate fino ad oggi», spiega Wendy Xu, Amministratore Delegato per l’Asia di White Cube, «l’entusiastica risposta alle opere di Antony Gormley e Tracey Emin, insieme alle importanti acquisizioni di pezzi di Etel Adnan, Mona Hatoum, Howardena Pindell e Shao Fan… questo slancio rafforza la solidità e la rilevanza del nostro programma nella regione» 

Tina Kim Gallery, Courtesy of Art Basel

Ad Art Basel Hong Kong 2026, anche il debutto della sezione Zero10, la stessa che a Miami vedeva come protagonisti i cani robot di Beeple. Com’è andata, nella versione asiatica? «Siamo molto soddisfatti del numero di nuovi collezionisti che si sono avvicinati al settore in tutta l’Asia: Singapore, Thailandia, Corea, Cina continentale e Giappone rimangono una roccaforte… e siamo in trattative avanzate con collezionisti in Europa e negli Stati Uniti», è il verdetto di Frederic Arnal, cofondatore di Fellowship (Los Angeles), espositore nella sezione Zero 10. «È stato meraviglioso tornare a Zero 10 per il suo debutto in Asia.

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Fellowship x Artxcode. Sougwen Chung, SPECTRAL – Oscillation 1, Munich, 2024. Courtesy of the artist and Fellowship x Artxcode

Abbiamo incontrato nuovi collezionisti locali, tra cui istituzioni e fondazioni entusiaste di sostenere l’arte digitale», fa eco Aniko Berman, Direttrice, AOTM (New York), Zero 10. Buoni riscontri anche in termini di vendite: «Siamo stati entusiasti di vedere Magical Compact di Emi Kusano venduto immediatamente dopo l’apertura», commenta Ichiko Kameyama, Direttrice, √K Contemporary (Tokyo), Zero 10. «Presentare opere digitali accanto a opere d’arte fisiche più tradizionali si è rivelato estremamente gratificante, poiché ci ha permesso di interagire non solo con i collezionisti già familiari con l’arte digitale, ma anche con coloro che solitamente si concentrano su opere fisiche».

Già confermato, sulla scia dell’entusiasmo, l’appuntamento per il 2027: si terrà dal 25 al 27 marzo all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre. Adesso la prossima tappa del colosso Art Basel è a giugno, con l’edizione regina di Basilea.

Mazzoleni, Art Basel Hong Kong 2026, artwork Marinella Senatore. Credits Studio Abbruzzese. Courtesy Mazzoleni
√K Contemporary, Emi Kusano, Ornament Survival – Nursing the Machine, 2026. Courtesy of √K Contemporary

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