05 marzo 2026

Christie’s mette all’asta la collezione del Castello di Tournay

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Nel Settecento il suo proprietario era il filosofo Voltaire. Quest’estate, gli arredi, i dipinti e la biblioteca dello château andranno in vendita al migliore offerente

In situ view, Collections of the Château de Tournay © Christie's images limited 2026, Nina Slavcheva

Nel Settecento fu proprietà del filosofo Voltaire. Adesso Christie’s annuncia la vendita dei suoi arredi e della biblioteca, con due aste che si terranno a Parigi rispettivamente il 17 e il 18 giugno. È la collezione dello Château de Tournay: arazzi e mobili, opere d’arte e argenteria, dipinti di importanti maestri antichi, impressionisti e moderni, poi quasi 200 preziosi volumi che vanno dal XVIII al XX secolo. «È piuttosto raro trovare una collezione di arti decorative classiche abbinata alla biblioteca di un bibliofilo», ha spiegato Hippolyte de la Féronnière, Direttore del Dipartimento Mobili e Oggetti d’Arte e Responsabile delle vendite. «Il proprietario ha restaurato completamente il castello per ospitare le sue collezioni in un ambiente raffinato e coerente, con una biblioteca perfettamente integrata nell’arredamento».

Tra i pezzi forti della selezione, una coppia di poltrone alla regina in condizioni straordinarie, timbrate da Georges Jacob. Consegnate nel 1786 per il Castello di Fontainebleau, sono registrate ne Le Mobilier royal français da Pierre Verlet, ex curatore capo delle opere d’arte del Louvre (€ 300.000–500.000). Una scrivania in stile Régence impiallacciata in legno di tiglio con decorazioni in bronzo dorato, già nella collezione di James de Rothschild (€ 150.000–250.000 ), nonché un paravento Savonnerie, un esemplare analogo del quale si trova al Musée Nissim de Camondo (€ 8.000–12.000), completano questa selezione destinata ai collezionisti attratti dalle provenienze eccezionali.

Una coppia di fauteuils à la reine in condizioni eccezionali, recanti il marchio di Georges Jacob. Consegnate nel 1786 per il Château de Fontainebleau, sono documentate in Le Mobilier royal français di Pierre Verlet (già capo conservatore delle opere d’arte al Musee du Louvre) (€300.000–500.000). © Christie’s images limited 2026

Molto apprezzati in tutta Europa, in particolare in Italia dal XVII secolo in poi, i set di mobili composti da oggetti decorativi coordinati incarnano una raffinata arte di vivere e si distinguono qui per la nobiltà dei loro materiali: il porfido egiziano o svedese, così come i marmi e i graniti dai colori intensi, celebrano tutti la preziosità dei minerali. Simbolo supremo di lusso ed erudizione, il porfido lavorato a Roma raramente lasciava l’Italia, fatta eccezione per le più grandi collezioni. Un orologio a obelisco , che illustra il gusto per l’antico di fine XVIII secolo (€ 50.000-80.000), offre un esempio lampante di questa tradizione. Una coppia di pot-pourri neoclassici (€ 7.000-10.000) e un tavolo da biblioteca impiallacciato in porfido (€ 30.000-50.000) completano questo insieme di rara distinzione.
Anche l’arte della tavola occupa un posto privilegiato nella collezione, in particolare con diversi servizi della Manufacture nationale de Sèvres, tra cui uno commissionato dal re Luigi Filippo I per il castello di Eu (€ 20.000-30.000) e un altro acquistato nel 1839 dal duca di Nemours (€ 15.000-25.000).

Completa l’insieme una sezione dedicata ai dipinti antichi, moderni e contemporanei. Tra le altre opere, una maestosa Veduta di Parigi datata intorno al 1670 (€ 80.000-120.000), una vibrante veduta del porto di Algeri dipinta nel 1921 da Albert Marquet (€ 40.000-60.000), una scena pastorale, Un prato a Saint-Briac, firmata da Émile Bernard (€ 50.000-70.000), e un’opera di François Rouan in cui la sua tecnica di tessitura distintiva si esprime attraverso l’interazione di motivi e colori (€ 60.000-80.000).

E chiude l’anteprima una straordinaria selezione di libri della biblioteca. C’è ovviamente Voltaire – l’ex proprietario illustre del castello – a occupare un posto d’onore, con le sue Œuvres rilegate con lo stemma di Maria Feodorovna (€ 12.000-18.000), così come la celebre edizione “Kehl” (€ 10.000-15.000). E si incontrano poi i più grandi nomi della storia della letteratura, accanto alle provenienze più prestigiose: da Montaigne a Maria Luisa, da Madame de Pompadour a Picasso, da La Fontaine a Léger. Tutti questi volumi sono offerti in condizioni eccellenti, come sottolinea Vincent Belloy, specialista del dipartimento Libri e Manoscritti: «Il collezionista aveva un gusto impeccabile e un occhio eccezionalmente attento alle condizioni dei libri, un criterio decisivo per i bibliofili». Appuntamento quest’estate, a Parigi.

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