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Quando rivela la nuova selezione di opere, Marco Arosio, Direttore del dipartimento di Arti Decorative del XX secolo e Vetri di Murano, dichiara che difficilmente riuscirà «a organizzare di nuovo un’asta con una collezione di vetri così straordinari». La vedremo in vendita il prossimo 14 aprile, da Cambi Casa d’Aste, a Milano, in via San Marco 22. E qui inizia il racconto di una serie di lotti davvero eccezionali, in anteprima.
«Da una collezione privata degli eredi del pittore Renato Tomassi», spiega, «presento un nucleo dell’autore più prezioso e raro del Novecento italiano: una ceramica, un soprammobile in vetro piombato e soprattutto tre straordinari vasi realizzati da Hans Stoltenberg Lerche per la vetreria Fratelli Toso all’inizio degli anni Dieci». Da una collezionista torinese tra le più raffinate, che prestò diversi suoi pezzi alla prima mostra dedicata al vetro italiano del Novecento a Torino nel 1984, proviene invece un nucleo di capolavori come la pianta grassa in pasta vitrea rossa di Napoleone Martinuzzi – «simile a quella già presente al Vittoriale degli Italiani», sottolinea l’esperto – oltre a un rarissimo vaso di Carlo Scarpa per Cappellin, a sezione esagonale in color rosa diafano con foglia oro. E dell’architetto veneziano, proveniente da un’altra collezione storica, sarà inoltre in vendita un grande vaso a uovo con decoro a rilievi su superficie corrosa, presentato alla XX Biennale di Venezia del 1936.

Opere di qualità museale, nomi altisonanti, provenienze speciali, che offrono un viaggio attraverso la storia della manifattura e del gusto italiano. «Ma Murano non è solo Venini», tiene a ribadire Arosio. «Del grande Flavio Poli avrò in vendita un vaso e due straordinari pesci in vetro sommerso blu-rubino, che vinsero il premio alla XI Triennale di Milano nel 1957. Dal genio di Barovier uno dei suoi pezzi più celebri, di cui si conoscono soltanto due esemplari: la grande coppa Groviglio nella versione con cordolo nero sommerso, presentata alla VII Triennale di Milano nel 1940 e alla Biennale di Venezia nello stesso anno. Ancora di Venini, e forse il pezzo più significativo dell’asta, un rarissimo vaso della serie Mosaico Multicolore con decoro a tessere di canne policrome sommerse». Poi, per rendere l’idea del valore: «Un vaso simile della stessa serie fu venduto nella mia prima asta nel 2016 realizzando € 200.000».
Chiudono l’anteprima alcuni tra i vetri più celebri di Fulvio Bianconi, provenienti dalla collezione dell’ambasciatore Gérard Gaussen, già presidente onorario del Comitato francese per la salvaguardia di Venezia. E ancora una collezione di autori internazionali, non realizzati a Murano, raccolti dalla gallerista Louise Berndt dal 1997, insieme ad alcune opere scultoree del marito, il maestro vetraio Loredano Rosin. L’appuntamento è a martedì 14, con l’asta di Cambi. E oggi (sabato 11), lunedì 13 aprile (dalle ore 10 alle 19) e martedì 14 aprile (dalle ore 10 alle 13) per vedere dal vivo questa selezione preziosa. E lasciarsi conquistare.










