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Circa 60 nuovi progetti di acquisizione: è questo il numero macroscopico annunciato dal Musée d’Orsay, che comunica così l’arricchimento delle sue collezioni di quasi 1000 pezzi nell’anno appena volto al termine. Nessun limite tra pastelli e arti decorative, fotografia e lettere manoscritte, che «riflettono la diversità della politica di acquisizione del museo e illustrano la natura multidisciplinare delle sue collezioni».
Qualche nome, per rendere l’idea. Si parte con Tre donne nella neve di George Hendrik Breitner, 1892-1894, il pittore – scarsamente rappresentato nelle principali istituzioni museali internazionali, al di fuori dei Paesi Bassi – che voleva essere testimone del suo tempo. Pennellate ampie, inquadratura audace, rappresenta tre donne di un quartiere operaio accelerano il passo nel freddo dell’inverno olandese. Lo abbiamo visto esposto al TEFAF di Maastricht nell’edizione 2025, nello stand di Albricht Art Gallery. «Sylvain Amic, Presidente del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie, scomparso il 31 agosto 2025, rimase colpito dalla bellezza realistica ed espressiva di quest’opera dipinta ad Amsterdam intorno al 1893», si legge nel comunicato ufficiale del museo francese. «È in suo onore che la Société des Amis des musées d’Orsay et de l’Orangerie (SAMO) la dona al Musée d’Orsay e arricchisce le collezioni, accanto ai dipinti di Van Gogh e dopo l’acquisizione nel 2018 di Covoni III di Mondrian, con una potente opera di un artista olandese d’avanguardia».

C’è anche uno splendido e inquietante pastello di Edgar Degas, Physionomie de criminel (1880-1881), tra le grandi acquisizioni annuali dell’istituzione, raffigura due giovani sul banco degli imputati mentre ascoltano il verdetto del giudice. Con una curiosità: «Degas “ritocca” i tratti dell’imputato per adattarli agli stereotipi associati alla criminalità, fin dalla prima fase degli schizzi», spiega la nota del museo, «con fronti basse, sfuggenti come il mento, occhi da donnola e nasi aquilini. Il profilo stesso è conforme alle convenzioni della frenologia e dell’antropologia criminale. Persino le pupille di Michel Knobloch sono tinte della tonalità rossastra che Degas usa per dipingere i suoi capelli, come quelli di una volpe». L’opera passava all’asta da Christie’s, alla fine di ottobre, con una stima di € 250.000-350.000.
Ancora un’acquisizione degna di nota, la fotografia Le Tailleur de pierres di Charles Nègre, del 1853. «Nègre trascende le questioni del pittoresco e del genere. Utilizzando il sistema ottico che produceva le sue piccole fotografie circolari, il fotografo mirava a ottenere quelle che già chiamava “stampe istantanee”», rivela ancora l’istituzione. Importante anche la collezione di 240 disegni di Maurice Denis, che insieme agli altri artisti Nabis si è impegnato per abbattere le barriere tra le arti e ha contribuito al rinnovamento dell’illustrazione; e ancora gli studi preparatori per l‘Imitazione di Cristo, una delle sue prime opere illustrate.
Tra le opere più peculiari della lista, poi, un set di 17 lettere autografe di Gustave Eiffel, e 4 lettere firmate di Jules Janssen, celebre astronomo francese. «Questi documenti fanno luce sullo straordinario progetto di installare un osservatorio sulla cima del Monte Bianco», spiega in una nota il Musée d’Orsay. «Gustave Eiffel propose di ancorare una struttura metallica nella roccia, ma questo progetto fu abbandonato a favore di una costruzione in legno. Per circa dieci anni, a cavallo tra il XX e il XX secolo, questo osservatorio permise lo svolgimento di vari esperimenti scientifici, condotti da astronomi, meteorologi e biologi».










