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Tutto pronto per Frieze Los Angeles 2026, con un centinaio di gallerie locali e internazionali (da 22 Paesi) tutte concentrate al Santa Monica Airport. Quando: dal 27 febbraio al 1° marzo (con preview su invito il 26 febbraio). Dove: dentro e fuori i confini dei booth, con il programma pubblico e una serie di attivazioni che coinvolgono l’intera città. «Mentre il panorama artistico della città si evolve, Frieze Los Angeles continua a riflettere la forza del suo ecosistema creativo, definito da artisti, idee e sperimentazione», spiega Christine Messineo, Direttrice di Frieze per le Americhe. «Sulla scia delle sfide dello scorso anno, la comunità artistica locale continua a dimostrare una straordinaria resilienza e immaginazione. La coerenza può essere radicale in una città che prospera grazie al cambiamento: Frieze Los Angeles 2026 celebra la creatività, la comunità e un obiettivo condiviso per amplificare il dibattito che plasma la cultura odierna».
Così l’edizione di quest’anno, la numero nove, mette in risalto la dinamica comunità di gallerie di Los Angeles; e riflette come da tradizione lo spirito collettivo e resiliente della città – dopo che gli incendi dello scorso anno hanno bruciato oltre 40.000 acri e costretto migliaia di residenti a sfollare – con artisti come Matthew Brown, Château Shatto, Commonwealth and Council, Anat Ebgi, David Kordansky Gallery, The Pit, Roberts Projects. Tra le gallerie italiane (o con sede in Italia) partecipanti, Cardi Gallery (alla sua prima partecipazione), Massimodecarlo, kaufamann repetto, Richard Saltoun, Thaddaeus Ropac, Gagosian – quest’ultimo con una presentazione che mette l’accento su una serie di maestri californiani, come Richard Diebenkorn, Frank Gehry, David Hockney, Ed Ruscha e Wayne Thiebaud, in dialogo con le opere recenti di artisti provenienti dalla sede di Los Angeles della galleria, o che hanno esposto nella sede di Beverly Hills. E rispondono all’appello i giganti – oltre a quelli già menzionati che hanno scelto il Bel Paese come terra di rappresentanza – da David Zwirner a Pace Gallery, insieme a Gladstone Gallery, Perrotin, White Cube. E Hauser & Wirth, con un solo-show delle nuove opere di Conny Maier – il titolo è Dust Bowl – dove la polvere diventa espediente narrativo per esplorare temi di sostentamento, sopravvivenza, avidità, migrazione e sfruttamento.
Non solo le Galleries: c’è Focus, la piattaforma per nuove voci artistiche guidata per il terzo anno da Essence Harden, dedicata a quindici gallerie statunitensi attive da meno di dodici anni. E c’è, per il quarto anno, l’acclamato programma pubblico dell’organizzazione no-profit Art Production Fund, con una serie di installazioni e attivazioni site-specific sparse per l’aeroporto di Santa Monica (inclusi i campi sportivi e il parco comunitario). «Questi progetti all’aperto, gratuiti e aperti al pubblico, collegano Frieze alla più ampia comunità di Los Angeles attraverso un’arte contemporanea accessibile e coinvolgente», spiegano gli organizzatori. E intanto, al di là della programmazione di Frieze, l’intera città di Los Angeles si trasforma questa settimana in un ricettacolo di fiere (la nuovissima ENZO a Echo Park, e ancora Felix, The Other Art Fair, Post-Fair), di mostre istituzionali, di eventi creativi. E di opening strategici negli stessi giorni della maxi fiera, come Leiko Ikemura alla Lisson Gallery (24 febbraio-28 marzo) e Raymond Saunders da David Zwirner (24 febbraio-25 aprile).
«L’edizione di quest’anno riveste un significato speciale, poiché ci riuniamo per celebrare sia la continuità che il rinnovamento», spiega Kristell Chadé, Direttrice Esecutiva. «Frieze Los Angeles è diventata un punto d’incontro fondamentale all’interno del nostro calendario globale, collegando l’energia delle Americhe con la rete internazionale di gallerie, collezionisti e istituzioni di Frieze. Si distingue per la sua energia e apertura, plasmata dalla cultura creativa che rende Los Angeles una città così unica, la cui influenza si estende ben oltre la scena artistica della West Coast. Quel senso di connessione e dialogo resta al centro di Frieze Los Angeles 2026».










