28 febbraio 2026

La fiera boutique MAZE Art, a St. Moritz, crea un dialogo coerente tra luogo, opere e persone

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Nel cuore dell’Engadina, circa trenta gallerie internazionali danno vita a un microcosmo raffinato che intreccia maestri antichi, arte del Novecento e pezzi iconici di design

maze st moritz

C’è MAZE Art nel cuore delle Alpi, a St.Moritz. Una “fiera boutique”, come si dice in questi casi – appena una trentina di stand – in mostra dal 27 febbraio al 1° marzo. Che si traducono in un’atmosfera intima, curata, e la selezione dei booth è raffinatissima d’altronde, quasi un microcosmo che racchiude il meglio, dall’antiquariato al collectible design. «Ciò che distingue MAZE/Art St. Moritz 2026», rivela a exibart il direttore artistico Baptiste Janin, «è la sua capacità di creare un dialogo coerente tra luogo, programma e persone. Ambientata negli interni in stile Belle Époque dell’Hotel Reine Victoria, la fiera riunisce circa trenta gallerie selezionate con rigore, operanti in ambiti che spaziano dall’arte moderna e contemporanea al design da collezione, dalla fotografia agli oggetti d’eccezione e all’antiquariato – dai maestri antichi di De Jonckheere ai pezzi iconici di design di Friedman Benda, dall’arte italiana del dopoguerra di Mazzoleni al patrimonio concettuale di Pietro Spartà. Questo approccio trasversale riflette il modo in cui i collezionisti vivono davvero l’arte: attraversando epoche, linguaggi e categorie».

Courtesy of Friedman Benda. Photography © Stephane Aboudaram | We Are Content(s)

Sguardo agli highlights degli stand. C’è Friedman Benda tra i protagonisti della nuova edizione,al centro del booth presenta una selezione di opere fondamentali di Ettore Sottsass che celebra i suoi anni sperimentali tra il 1955 e il 1965, con risultati negli ambiti della ceramica, dell’arredamento, della pittura, inclusi gli esemplari provenienti dalla collezione personale dell’architetto e designer italiano. Uno dei dipinti più significativi di Sottsass, Opera Cosmica (1958), è stato presentato al pubblico più recentemente in occasione di L’Objet Magique (2021–22), la mostra retrospettiva dedicata a Sottsass al Centre Pompidou di Parigi. Poi ancora Matteo Lampertico, Mazzoleni, Mennour, L’Appartement, Pietro Sparta, De Jonckheere, Angela Weber. E intanto Phillips, nel suo stand, prosegue il tour mondiale dei capolavori di Vilhelm Hammershøi, prima dell’esito finale nelle aste di Modern & Contemporary Art di marzo e maggio.

«Oltre all’esposizione», spiega ancora il direttore artistico, «iniziative come la collaborazione con il Muzeum Susch estendono l’esperienza nel tessuto culturale dell’Engadina — una regione definita da audacia, raffinatezza e spirito cosmopolita. Il nostro format boutique garantisce intimità, visibilità mirata e incontri significativi, trasformando St. Moritz non solo in una fiera, ma in un momento curato in cui arte, architettura e contesto confluiscono».

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