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Sfreccia una Ferrari 250 GT SWB Berlinetta del 1960, telaio 2177 GT, sotto il cielo invernale di Parigi. Al Paris Expo Porte de Versailles, il prossimo 29 gennaio, sarà il lotto di punta di Gooding Christie’s, per la prima volta casa d’aste ufficiale dell’appuntamento automobilistico Rétromobile. Quindi, l’identikit: proviene da una collezione inglese e conserva ancora oggi il motore, il cambio e il differenziale originali. «Ogni aspetto di questa vettura», ha anticipato David Gooding, Presidente di Gooding Christie’s, «dalla sua documentazione, al dossier storico, ai componenti con numeri corrispondenti, alla storia delle competizioni d’epoca, alla provenienza stellare e alla sua accattivante livrea, ribadisce ciò che rende queste Ferrari così preziose nel nostro mercato». La stima? € 8-9 milioni. E con una contestualizzazione importante: proprio nelle ultime settimane, Gooding Christie’s, la casa d’aste globale di auto da collezione, insieme al dipartimento automobilistico di Christie’s, ha registrato l’anno di maggiore successo dalla fondazione nel 2003, con un totale di oltre $ 234 milioni. Un traguardo monumentale che cade nel primo anno dopo l’acquisizione di Gooding Christie’s da parte della major Christie’s.
Tornando alla Ferrari pronta a sfidare il mercato, invece: si tratta di un’auto che incarna in modo esemplare la duplice anima, stradale e competitiva, della Short Wheelbase Berlinetta. Consegnata nuova a Italauto SA e venduta a un residente svizzero, questa 250 SWB era equipaggiata con carburatori Weber 40 DCL6 e scarico da competizione Abarth, una configurazione che le consentiva di erogare una potenza di ben 243 CV. In origine rifinita nella rara livrea Rosso Rubino Chiaro con interni in pelle nera, la carrozzeria Scaglietti della 2177 GT presentava porte, cofano e baule in alluminio leggero, pianali in lega, finiture in alluminio, bocchettone del carburante esterno e attacchi rapidi per martinetti da competizione, tutti elementi tipici delle versioni più orientate all’uso sportivo.
Non manca una bella serie di riconoscimenti ufficiali. Nel 1962, il telaio 2177 GT fu acquistato dal banchiere ginevrino Armand Boller, che iscrisse la vettura a una delle competizioni automobilistiche più prestigiose d’Europa, la Ollon-Villars, dove ottenne un buon quinto posto. Mentre il successivo proprietario, l’albergatore e pilota privato Walter Ringgenberg di Berna, utilizzò la stessa Ferrari in diverse gare svizzere nel corso del 1964, ottenendo risultati di rilievo. In seguito, l’auto passò attraverso diversi proprietari americani e prese parte a numerosi eventi nordamericani di primo piano, tra cui la Mount Equinox Hill Climb, manifestazioni a Lime Rock e vari Ferrari Club of America National Meets.
A metà degli anni Settanta, sotto la proprietà del membro FCA e stimato collezionista Jim Riff dell’Illinois, la 2177 GT fu sottoposta a un restauro meticoloso a cura di Skip McCabe. Dopo l’intervento, la SWB Berlinetta divenne una presenza costante nel circuito dei concours d’élégance, conquistando i massimi riconoscimenti ai National Meets FCA del 1976, 1978 e 1979. La vettura fu inoltre protagonista della copertina del volume di riferimento di Ken Gross, Ferrari 250 GT SWB. A metà degli anni Novanta, come proprietà di Martin van Doorne, la 2177 GT fu oggetto di un ulteriore restauro di livello museale e, poco dopo, venne esposta alle celebrazioni del 50° Anniversario Ferrari a Roma e Maranello. Due decenni più tardi, l’auto fu nuovamente protagonista delle celebrazioni ufficiali del 70° Anniversario Ferrari a Fiorano.
Offerta oggi da una collezione con sede nel Regno Unito, la 2177 GT si presenta oggi «in condizioni superlative e conserva motore, cambio e differenziale originali “matching numbers”, come attestato dai fogli di produzione Ferrari, una caratteristica piuttosto rara tra le SWB Berlinetta», spiega il comunicato ufficiale. «Più recentemente, la vettura è stata riportata alla sua livrea originale di consegna, Rosso Rubino Chiaro con interni Nero, una combinazione cromatica tanto elegante quanto rara, che valorizza magnificamente questo design iconico».
A proposito della sua rarità: «Esemplare di straordinario fascino, destinato a distinguersi tanto su un prato da concorso, quanto su una pista storica o su strada aperta», dichiarano da Christie’, «questa Ferrari incarna l’essenza stessa dell’età d’oro di Maranello, grazie alla sua configurazione rara, alla storia sportiva d’epoca, all’eccellente provenienza e a un livello di autenticità non comune».










