10 febbraio 2011

fino al 25.II.2011 Rosa Menkman Brescia, Fabio Paris

 
Fondo viola. Volto rosso. Primissimo piano pop-acido su schermo piatto. L’icona di Rosa Menkman che sorge dai pixel dell’etere. Per mostrarci la sua personale via all’ordine e al progresso...

di

Order and progress: la saudade brasiliana di Rosa Menkman (Arnhem, 1983), da poco tornata da una residenza
al São Paulo Museum of Image and Sound,
si unisce a una riflessione sul senso della comunicazione nell’epoca dei media.
Il risultato è un’esposizione piccola e preziosa da Fabio Paris.

Dear mr Compression, del 2009, domina la parete
di entrata della galleria: 3’ e 40” di immagini in cui il volto di Menkman è
trasfigurato in un insieme di forme concave e convesse, accanto al quale
scorrono parole. È un testamento poetico e intimo dell’artista, un colloquio
con una persona che non c’è più, che viene colto attraverso lo sguardo grezzo
di una webcam e declinato con uno sdolcinato linguaggio da chat.

È proprio questo senso del rumore, dell’immagine sgranata che
diventa l’elemento attorno al quale Rosa Menkman costruisce la sua estetica,
fondandola su uno degli incubi della contemporaneità: il glitch, tecnicamente
un baco, o un “bug”, per dirla con il gergo degli informatici. Un errore che
intacca la perfezione aurea delle immagini, quel senso di eternità e ferma
purezza alle radici dell’arte occidentale. È un software creato appositamente
dall’artista che dà origine alle deformazioni, alle flessioni, agli errori di
programmazione che tormentano il volto di Menkman riflesso nelle sue opere. Un
percorso che da sempre interessa gli artisti: da Leonardo a Munch – come sottolinea Domenico
Quaranta, che ha curato l’esposizione – che sottoponeva i suoi quadri agli
strapazzi di pioggia e intemperie per farli “maturare o morire”.

Rosa Menkman - Order and Progress - veduta della mostra presso la Fabio Paris Art Gallery, Brescia 2011
Rumore contemporaneo, e non meteorologico, è quello
dell’artista olandese che, da elemento che impedisce la comunicazione, la piena
comprensione dell’immagine, diviene mezzo necessario per sviluppare nuovi
percorsi, una nuova pienezza di senso. E numerose riflessioni teoriche che, da
sempre, accompagnano il lavoro dell’artista.

Ne è esempio anche A
Vernacular of File Formats
del 2010: ancora una meditazione sul senso di
corruzione e transeunte dell’immagine artistica. Nove piccoli pannelli quadrati
mostrano tutta la potenzialità del glitch, applicato a immagini tratte da
computer, video analogici e digitali. Distorsioni, cromatismi alterati,
pixelizzazioni aggrediscono l’immagine di Menkman in parrucca biondo-platino.
Un lavoro ancora in progress viste le infinite potenzialità del medium tecnico;
opere mai uguali a se stesse dato che, secondo Domenico Quaranta, Menkman è una
“nomade dell’errore”.

Rosa Menkman - A Vernacular of File Formats - 2010
Un vecchio televisore Antarex custodisce, invece, Collapse of PAL, 2010, 17 minuti che raccontano
un paesaggio in cui a essere esaltato è il tonalismo blu nostalgico di un
panorama mittel-europeo. E che narrano l’epopea perduta del PAL, l’ormai
obsoleto metodo di codifica del colore dei televisori analogici.

isabella berardi

mostra visitata il 4 febbraio
2011


dal 15 gennaio al 25 febbraio 2011

Rosa Menkman – Order
and Progress

a cura di Domenico Quaranta

Fabio
Paris Art Gallery

Via Alessandro Monti, 13 – 25121 Brescia

Orario: da lunedì a sabato ore 15-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0303756139; fax +39 0302907539; fabio@fabioparisartgallery.com;
www.fabioparisartgallery.com

[exibart]

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