30 marzo 2021

Bruno Corà ricorda Sergio Longo e la storia del CaMusAC di Cassino

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Moderno e lungimirante imprenditore e mecenate, Sergio Longo, scomparso lo scorso primo marzo, diede vita al CaMusAC Museo di Arte Contemporanea di Cassino. Bruno Corà, Direttore scientifico del museo, ci ricorda la sua storia

Il giardino del CaMusAC con le sculture © CaMusAC

«All’inizio degli anni Novanta, quando conobbi Sergio e Maria Longo a Cassino, essi trascorrevano il tempo libero di alcuni fine settimana accompagnando con la loro presenza e un rilevante sostegno economico la locale squadra di basket assurta ai migliori livelli nazionali proprio grazie a mirate scelte strategiche compiute dalla loro lungimiranza di imprenditori. In particolare, Sergio era circondato dalla fama di essere qualcuno in grado di  risanare le aziende in crisi o iniziative in caduta libera e che, grazie a opportune idee e provvedimenti tecnico-economici e di natura mercantile, riusciva a riportare a miglior destino. A conoscenza della mia azione nell’arte, il discorso tra noi in quella circostanza cadde sul loro nascente interesse per alcune opere di pittura che avevano collezionato. Bastarono pochi incontri successivi e i Longo, rapidi e determinati nelle loro intuizioni mi spronarono a essere propositivo con indicazioni di carattere artistico onde avanzare in un percorso che avevano deciso di compiere insieme ai loro giovani figli Andrea e Brunella da poco laureati.

Maria e Sergio e Longo ritirano il Premio Cuomo © CaMusAC

Da allora sono trascorsi più di trent’anni e con passione crescente la famiglia Longo ha creato una delle collezioni di arte contemporanea internazionale tra le più qualificate esistenti nel centro Italia. Con una sorprendente visionarietà, Sergio Longo puntò subito soprattutto sull’acquisizione di sculture da collocare “en plein air” attorno alla loro abitazione, nelle aree verdi circostanti ove sorgevano anche alcuni edifici industriali di loro proprietà che negli ultimi anni, dopo il 2010, furono trasformati in ambienti idonei ad accogliere la collezione permanente intanto costituita e un primo disegno di raccolta museale. Un’autentica febbre di entusiasmo attraverso la vita di Sergio e Maria e a Cassino giunsero, invitati a realizzare opere, i più importanti artisti celebrati nella scena internazionale: Buren, LeWitt, Merz, Kounellis, Cabrita Reis, Pepper, Nagasawa, Mattiacci, Pistoletto, Spagnulo, Carrino, Anselmo, Paladino, ma anche Maestri viventi nel territorio come Gatto, Fiore, Marrocco e numerosi altri che contribuirono a creare il successo dell’iniziativa intrapresa e condotta con crescente passione.

In primo piano Sergio Longo con Bruno Corà © CaMusAC

Sergio Longo si rivolse all’Università degli Studi della città (in quegli anni insegnavo Storia dell’Arte in quell’Ateneo), promuovendo una convenzione specifica per offrire gratuitamente agli studenti e ai professori la fruizione diretta delle opere d’arte che altrimenti avrebbero potuto conoscere dal vero solo visitando i maggiori musei europei attraverso costosi viaggi.
Con la Fondazione del Cassino Museo d’Arte Contemporanea, voluto dall’intera famiglia Longo, la giovane istituzione privata si è successivamente rivolta al grande pubblico nazionale e internazionale. Ai numerosi convegni di studio, già promossi nei primi venti anni di attività in collaborazione con l’ateneo cassinate, sono seguite mostre internazionali collettive e di singoli artisti, visite guidate, spettacoli musicali, attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado.

Il Museo si è fatto carico di una copiosa editoria scaturita dagli eventi promossi e, seppur tardivamente, a Sergio Longo è stata conferita una onorificenza nazionale per l’impegno svolto a favore dell’arte e della cultura nel nostro Paese.

Insieme con la precoce fama di valido imprenditore, quella di mecenate era ormai giunta a coronare gli ultimi anni della sua intensa, generosa e coraggiosa vita.

Decine e decine di artisti e studiosi si sono stretti in questi giorni della sua scomparsa attorno a Maria, Brunella e Andrea Longo e agli altri famigliari, testimoni attivi della volontà del grande Sergio di traghettare quella Cassino vittima dello storico e tragico bombardamento in un disegno ideale di città dove l’Università degli Studi e il Museo d’Arte Contemporanea rifondassero per i prossimi decenni un centro magnetico, vitale per la crescita dei suoi abitanti e delle nuove generazioni italiane ed europee». Bruno Corà, Direttore scientifico del CaMusAC

 

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