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Venezia non smette di ricucire i fili della sua complessa trama culturale: con una firma che sigilla l’intesa tra la Fondazione Musei Civici di Venezia – MUVE, il Casinò e l’Associazione Richard Wagner, il museo dedicato al genio di Lipsia entra ufficialmente a far parte del sistema museale cittadino. Il museo vedrà la piena operatività a partire dal 2027, proponendosi come uno spazio in cui il visitatore potrà approfondire la biografia e la produzione del grande compositore.
Il Museo Wagner: un nuovo tassello per la Venezia Enciclopedica
Il Museo Wagner, ospitato dal 1995 nel piano ammezzato del monumentale palazzo quattrocentesco di Ca’ Vendramin Calergi, dove il compositore si spegneva il 13 febbraio 1883, diventa così il quattordicesimo tassello della galassia MUVE.
L’accordo, siglato dalla presidente Mariacristina Gribaudi alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, affida alla Fondazione la gestione delle sale e di una collezione privata di altissimo pregio: documenti rari, partiture autografe, manifesti e cimeli che raccontano l’intimo legame tra Wagner e la laguna, suo rifugio prediletto, lontano dalle interferenze del mondo.

Con questa messa a sistema, la panoramica culturale coperta dalle collezioni dei Musei Civici diventa sempre più completa ed enciclopedica e l’ingresso nel network permetterà inoltre di attivare cortocircuiti curatoriali di estremo interesse. Come ha sottolineato la stessa Gribaudi, «L’ingresso del Museo Wagner rafforza la vocazione enciclopedica del nostro sistema, creando nuove connessioni dalla musica alle arti visive». Ad esempio, la storia del teatro di Casa Goldoni e le collezioni di strumenti musicali del Museo Correr trovano ora un interlocutore diretto in ambito wagneriano.
Ma il dialogo più suggestivo rimane quello con Mariano Fortuny: il “mago” di Palazzo Pesaro degli Orfei, pur non avendo mai incontrato Wagner, ne fu profondamente influenzato attraverso la mediazione dell’intellettuale Angelo Conti. Quelle atmosfere wagneriane, già protagoniste delle sale del Museo Fortuny, trovano oggi una sponda istituzionale solida nella sede di Ca’ Vendramin Calergi.

Verso il 2027: valorizzazione e accessibilità
Prima del “nuovo corso” previsto per il 2027, la Fondazione avvierà una fase di studio per interventi di valorizzazione e restyling funzionale. L’obiettivo è duplice: in primis, tutelare un patrimonio che unisce il collezionismo privato all’eredità civica, in secondo luogo, rendere il museo, finora luogo d’elezione per appassionati e studiosi, un presidio culturale aperto al pubblico internazionale, integrato nei flussi della Venezia contemporanea.
Soddisfazione espressa anche da Alessandra Althoff Pugliese, presidente dell’Associazione Richard Wagner, che vede in questo accordo il coronamento di un percorso iniziato oltre trent’anni fa nel segno del gemellaggio culturale tra Venezia e Bayreuth, città tedesca dove il compositore si trasferì nel 1872 e dove tuttora si svolge un importante Festival a lui dedicato.











