13 marzo 2026

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

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A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione dei musei e degli spazi culturali della città

Cesare Di Liborio, Ho visto cose

La musica contemporanea attraversa la città, facendo risuonare i luoghi della sua memoria culturale e componendo una costellazione di esperienze sonore. A Milano prende il via una nuova stagione di Suoni Trasfigurati, la rassegna musicale promossa dalla Fondazione Pasquale Battista che torna nel 2026 con un ciclo di concerti dedicato all’incontro tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie. La terza edizione, intitolata Costellazioni / Constellations, si svolgerà dal 14 marzo al 25 novembre e proporrà sette appuntamenti gratuiti diffusi in alcuni dei principali musei e centri culturali della città. La direzione artistica è affidata a Luca Carnicelli e Luisa Longhi.

Organizzata con il supporto del main sponsor Levigas Luce e Gas del gruppo Augusta Ratio e con la collaborazione di realtà come MMT Creative Lab, NoMus e la Società del Quartetto di Milano, la rassegna conferma l’obiettivo di creare un dialogo tra istituzioni culturali, ricerca musicale e pubblico. Il programma di Suoni Trasfigurati 2026 riunisce musicisti e performer provenienti da diversi ambiti della ricerca musicale contemporanea. Tra gli artisti invitati, figurano Kyoka, Katarina Gryvul, Véronique Vanhoucke con Francesco Leprino, Tony Yike Yang, Ermanno Novali con Rosario Grieco, il Quartetto Itaca con Andrea Bacchetti e Andrea Ferrario.

Concepita come un laboratorio sonoro diffuso nello spazio museale, la rassegna si muove lungo una linea di ricerca che mette in dialogo pratiche musicali, arti visive e architettura. I concerti si svolgeranno infatti in luoghi simbolo della vita culturale milanese, tra cui ADI Design Museum, Triennale Milano, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia – Milano, Museo Teatrale alla Scala, Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Il titolo della stagione, Costellazioni, prende spunto da una riflessione di Walter Benjamin, secondo cui «Le idee sono per le cose ciò che le costellazioni sono per le stelle». L’immagine della costellazione diventa qui una chiave teorica per leggere la struttura del programma, inteso come una rete di relazioni tra elementi distanti, che acquistano significato proprio nel momento in cui vengono messi in dialogo. Una prospettiva che richiama anche le riflessioni di Theodor W. Adorno sulla tensione tra frammento e totalità nell’esperienza estetica.

Kyoka, Jordi Cervera

L’edizione 2026 si aprirà sabato 14 marzo negli spazi dell’ADI Design Museum con una performance della producer e sound artist giapponese Kyoka, figura di riferimento della sperimentazione elettronica internazionale. Attiva tra Berlino e Tokyo, Kyoka è nota per un linguaggio sonoro basato sulla manipolazione radicale dei materiali acustici e per essere stata la prima artista solista donna pubblicata dall’etichetta tedesca Raster-Noton, punto di riferimento dell’elettronica sperimentale europea.

Dopo l’apertura, il calendario proseguirà il 14 aprile alla Triennale Milano con la compositrice e producer ucraina Katarina Gryvul, il 27 maggio al Museo Teatrale alla Scala con il pianista Tony Yike Yang, e il 23 giugno al Museo del Novecento con il Quartetto Itaca affiancato dal pianista Andrea Bacchetti. In autunno la rassegna continuerà alle Gallerie d’Italia con il dialogo tra pianoforte amplificato e video di Véronique Vanhoucke e Francesco Leprino, al Museo della Scienza e Tecnologia con la performance audiovisiva di Ermanno Novali e Rosario Grieco, per concludersi il 25 novembre alla GAM con il concerto del chitarrista Andrea Ferrario.

Accanto ai concerti principali, il progetto prevede anche una serie di approfondimenti tematici che si svolgeranno tra giugno e novembre alla Centrale dell’Acqua di Milano, museo d’impresa di MM Metropolitana Milanese, rafforzando la dimensione di ricerca e divulgazione che caratterizza la rassegna.

Cesare Di Liborio, Ho visto cose

Un ruolo significativo è affidato anche all’immaginario visivo che accompagna la stagione. Le immagini realizzate dal fotografo Cesare Di Liborio, costruite attraverso dettagli architettonici, texture materiche e astrazioni luminose, sono pensate come un’estensione narrativa del progetto, anticipando e amplificando l’esperienza sonora dei concerti.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

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