31 dicembre 2019

Opening 2020: Tomás Saraceno a Palazzo Strozzi, Firenze

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Dal 22 febbraio a Palazzo Strozzi la più grande mostra di Tomás Saraceno in Italia, che si preannuncia spettacolare. (E a settembre nelle sale del palazzo la mostra di Jeff Koons)

Saraceno Strozzi firenze
Tomás Saraceno, Webs of At-tent(s)ion, 2018, 76 spider frames, spider silk, carbon fiber, lights. Installation view at ON AIR, Carte Blanche to Tomás Saraceno, Palais de Tokyo, curated by Rebecca Lamarche-Vadel. Photographed by Andrea Rossetti, 2018, courtesy l'artista @studiotomassaraceno.org

Per il 2020 Palazzo Strozzi ha in serbo due mostre che registreranno decine di migliaia di visitatori: dal 22 febbraio al 19 luglio presenterà il più ampio progetto mai realizzato in Italia da Tomás Saraceno (1973, Argentina) e da settembre 2020 a gennaio 2021 una grande mostra di Jeff Koons (1955, Stati Uniti), annunciate entrambe lo scorso giugno.

Mentre le sale di Palazzo Strozzi, fino al 12 gennaio, ospitano la mostra dedicata a Natalia Goncharova, l’istituzione ha recentemente diffuso i dettagli sul progetto espositivo di Saraceno, che si caratterizzerà per un allestimento particolarmente scenografico e di ntevaole complessità tecnica dell’allestimento.

La mostra si intitolerà Aria e sarà curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi: sarà «il più ampio progetto mai realizzato in Italia da Tomás Saraceno esalta il contesto storico e simbolico di Palazzo Strozzi e di Firenze attraverso un profondo e originale dialogo tra Rinascimento e contemporaneità, proponendo un cambiamento del modello di riferimento: dall’uomo al centro del mondo, all’uomo come parte di un universo in cui ricercare una nuova armonia», ha anticipato l’istituzione.

Le parole di Arturo Galansino

Arturo Galansino ha così annunciato la mostra: «L’arte di Tomás Saraceno ci fa riflettere su problemi e sfide caratteristici della nostra era – l’Antropocene – divenuti sempre più urgenti, come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la sostenibilità, il superamento di barriere geografiche e sociali […].
A Palazzo Strozzi la ricerca artistica di Tomás, che con la sua visione aperta e interconnessa schiude mondi utopici e allo stesso tempo reali, viene ulteriormente amplificata di senso e resa esteticamente unica dal confronto con il nostro edificio, simbolo dell’Umanesimo. Il titolo della mostra – “Aria” – oltre a riferirsi a temi ed elementi caratteristici del lavoro dell’artista, vuole essere un monito al rispetto del pianeta e della sua atmosfera, ormai criticamente compromessa, e prefigurare il passaggio ad una nuova era geologica – l’Aerocene – incentrata proprio su questo preziosissimo elemento».

Il percorso espositivo

Palazzo Strozzi ha già svelato il percorso espositivo, che porta a Firenze alcuni dei progetti recenti dell’artista più noti e suggestivi.

La mostra si aprirà con un’installazione site specific per il cortile di Palazzo Strozzi: «tre grandi sfere specchianti sospese, e diviene simbolo dell’interesse di Saraceno per i temi ambientali. L’artista immagina un futuro privo di confini e libero dall’uso di combustibili fossili: una nuova era di solidarietà tra uomo e ambiente, espressa da Aerocene, comunità artistica interdisciplinare avviata dall’artista stesso».

«Dal cortile la mostra prosegue all’interno del Palazzo in un percorso tra grandi installazioni che consentono di immergersi in ambienti evocativi che suggeriscono futuri alternativi. Nella prima sala i visitatori si trovano all’interno dell’installazione Connectome (“Connettoma”), che prende il nome dalla mappa delle connessioni neurali del cervello, composta da un insieme di sculture poliedriche sospese, modellate sulla forma delle bolle di sapone.
Il percorso prosegue con gli ambienti dedicati a Sounding the Air (“Suonando l’aria”) e Webs of At-tent(s)ion (“Reti di at-ten(s)ione”), in cui i visitatori sono chiamati a immergersi nei mondi sensoriali delle ragnatele e delle atmosfere che li caratterizzano; How to Entangle the Universe in a Spider Web? (“Come impigliare l’universo in una ragnatela?”), studio sulla relazione tra diverse dimensioni, con la ragnatela che diviene immagine dell’universo; Particular Matter(s) Jam Session (“Jam Session di materie particolari”) e Aerographies (“Aerografie”), che evocano un suggestivo parallelismo tra polvere cosmica e inquinamento attraverso il movimento dell’aria nello spazio; A Thermodynamic Imaginary (“Un immaginario termodinamico”), coinvolgente esperienza che rievoca il cosmo in modo immersivo; Flying Garden (“Giardino volante”), provocazione scultorea che mette in discussione i concetti di confine e territorio».

Le sale saranno unite da un particolare fil rouge: «Invitando i visitatori a riflettere sulla figura del ragno e della sua tela, protagonisti di molte delle opere di Saraceno, l’esposizione si snoda intorno alla serie delle Arachnomancy Cards (“Carte dell’aracnomanzia”), trentatré carte pensate dall’artista come dei veri e propri tarocchi, che diventano metafore dei legami tra tutte le cose esistenti in natura, viventi e non viventi. A Palazzo Strozzi ognuna delle dieci sale della mostra è associata a una carta che diviene una sorta di araldo che collega i contenuti di ogni spazio, creando inaspettate connessioni tra elementi apparentemente lontani».

Alcune iniziative per il pubblico

Durante il periodo della mostra sarà «possibile prenotarsi per una lettura in mostra delle carte dell’aracnomanzia, mentre attraverso la App Arachnomancy tutti i visitatori sono invitati a sviluppare nuovi sistemi di percezione e di consultazione degli “oracoli ragnatele”.

Con la app i visitatori possono anche documentare le ragnatele che incontrano nella vita quotidiana e partecipare all’esercizio collettivo di Mapping Against Extinction fotografando e registrando, in un database, questi “oracoli” che spesso passano inosservati o vengono eliminati.

La mostra è accompagnata da un ricco programma di eventi e attività che include la realizzazione di progetti speciali come Museo Aero Solar e Aerocene Flights, spettacolari performance di elementi volanti che si basano sulla ricerca dell’artista di sperimentare nuove forme di mobilità, alimentati dall’aria e dall’energia solare e non dai combustibili fossili», si legge nel coumincato stampa.

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