29 ottobre 2020

Thomas De Falco nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, Roma

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Oggi la performance di Thomas De Falco nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, a Roma, tra tessitura, natura, archetipo della figura materna e tecnologia

Thomas De Falco, Arbor Vitae - Le jardin noir, foglie con cuciture a vista , cavi elettrici e wrapping di 4 metri che fuoriescono dal libro 
“Metamorfosi”, 2020, courtesy l’artista

A Roma Thomas De Falco (1982) presenta oggi, 29 ottobre, dalle 20 e alle 23, Arbor Vitae – Le jardin noir, una nuova performance, concepita dell’artista, che vive tra Milano, Parigi e Londra, con la collaborazione di Erica Ravenna Fiorentini e Veronica Siciliani Fendi per la cornice architettonica della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio.
Ad Arbor Vitae parteciperanno le performer Elena Orsini Baroni e Sofia Odescalchi, la vocal perfomer Virginia Guidi e il musicista Alessandro Cilona, che eseguiranno un brano musicale scritto appositamente per quest’opera.

«L’arte di De Falco è l’arte della tessitura. La contraddizione tra tecnologia e natura è al centro della sua ricerca: realizza arazzi e sculture tessili praticando l’antica tecnica di tessitura su telaio verticale, nei quali l’intreccio dei materiali naturali come il cotone, la lana, la canapa e la seta con cavi elettrici, fili di rame e di plastica, assume un forte valore simbolico, sottolineando la drammaticità di un conflitto che sembra non esaurirsi», ha spiegato l’organizzazione.

L’azione performativa di oggi «investirà la navata centrale della chiesta di Sant’Ignazio di Loyola, lungo i profili di un’installazione monumentale che evoca la metamorfosi nell’intrecciarsi tra natura e tecnologia, pensata appositamente per i volumi barocchi della chiesa di Sant’Ignazio.
Nello spazio sacro, gli elementi peculiari del linguaggio artistico di De Falco dialogano con le finte architetture della cupola seicentesca affrescata da Andrea Pozzo. Un gioco scenografico reso ancor più immersivo dalle sonorità di organo, flauto traverso e dalla voce di un mezzo soprano che pervadono l’ambiente sulle note composte dall’artista stesso», ha proseguito l’organizzazione.

(L’accesso alla performance sarà regolato nel rispetto delle misure di legge previste per la prevenzione dell’epidemia da Covid-19 e delle indicazioni precauzionali di distanziamento sociale.)

Thomas De Falco, Arbor Vitae – Le jardin noir, foglie con cuciture a vista , cavi elettrici e wrapping di 4 metri che fuoriescono dal libro 
“Metamorfosi”, 2020, courtesy l’artista

 

Thomas De Falco ci ha raccontato Arbor Vitae – Le jardin noir

Come è nata questa performance? 

«Ho concepito questa performance con la volontà di valorizzare la figura della donna nel mondo e nella società, è una sorta di elogio a Madre Natura. Un libro in particolare ricorre sempre nelle mie ricerche e riflessioni, si intitola Le petit Ami di Paul Léautaud. Nel testo, l’autore racconta della presenza della madre nella sua assenza, una madre regina che abbandona; ecco il tema dell’abbandono della madre è sempre stato per me ricco di significati.
In questa performance ricorre la figura della donna come colonna portante, elemento imprescindibile che genera vita, ma che abbandona, anche. Un altro tema poi, per la prima volta, si intreccia alla trattazione del femminile e dell’idea di madre: la contaminazione, l’insinuarsi della tecnologia digitale nel mondo e dunque nella natura».

Thomas De Falco, Arbor Vitae – Le jardin noir, foglie con cuciture a vista , cavi elettrici e wrapping di 4 metri che fuoriescono dal libro 
“Metamorfosi”, 2020, courtesy l’artista
Quali aspetti della tua ricerca si possono rintracciare, in particolare, in questa performance? 

Da molti anni la mia ricerca si concentra in maniera quasi ossessiva sullo studio degli alberi e della natura in senso più ampio, toccando anche l’ambito filosofico.
Questa performance e l’installazione in cui prende forma accolgono foglie e rami d’albero, cuciti nei tessuti animati dai performer insieme a cavi elettrici ed elementi tecnologici, rendendo evidente la metamorfosi in atto in questo confondersi di natura e tecnologia».

Come sarà articolata la performance? 

«Nelle azioni, nell’installazione si percepisce come la tecnologia abbia contaminato il nostro pianeta e quello che sta accadendo negli ultimi anni, con la dipendenza da cellulare e social network, attraverso una radice tecno-scultorea.
La perfomance si concentra poi sulla figura della donna, metaforicamente albero, le cui terminazioni si dipanano in tessuti lunghi 200 metri che invadono tutta la navata centrale della Chiesa di Sant’Ignazio. Questo tessuto ha colore rosso e particolari oro, sulla sua superficie si intersecano, fondono e combinano foglie, rami, telefoni, cavi elettrici cuciti insieme.
La perfomer avrà poi un copricapo realizzato in ferro, come se fosse una gabbia, con cavi elettrici, rami intrecciati e un grande velo rosso. Sul corpo un pezzo di PC, quasi a creare un organo elettrico.
La perfomance sarà accompagnata da un musicista e da una mezzo soprano che si esibiranno su un testo musicale scritto appositamente per quest’opera, in cui si ripetono ossessivamente parole come: wifi, Google, no wifi».

Thomas De Falco, Arbor Vitae – Le jardin noir, foglie con cuciture a vista , cavi elettrici e wrapping di 4 metri che fuoriescono dal libro 
“Metamorfosi”, 2020, courtesy l’artista

La Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma è un gioiello storico-artistico e è anche molto connotato storicamente. Come ti sei relazionato con tutto questo? 

«Mi sono innamorato di questa Chiesa. Ho pensato di realizzare qui Arbor Vitae proprio per via della sua conformazione tanto imponente e per la ricca decorazione barocca. Volevo creare un contrasto tra i colori dell’interno e il rosso che domina l’azione e l’installazione, una conversazione quasi mistica tra architettura storica e blocco scultoreo». 

In quali altri progetti ti vedremo impegnato nei prossimi mesi, pandemia permettendo?

«Molti progetti sono stati purtroppo annullati a causa di questa situazione. Per ora ho una mostra virtuale a Londra che inaugurerò a novembre. Non vivendo in Italia, al momento, non posso fare grandi progetti futuri da qui a settembre, ma in programma ci sono anche altre due nuove mostre. Certo, sempre covid permettendo».

Thomas De Falco, Arbor Vitae – Le jardin noir, foglie con cuciture a vista , cavi elettrici e wrapping di 4 metri che fuoriescono dal libro 
“Metamorfosi”, 2020, courtesy l’artista

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