08 aprile 2026

Addio a Christine Ruiz-Picasso: scompare la “madre” del Museo Picasso Málaga

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Si è spenta a 97 anni in Provenza la nuora del genio andaluso. Senza la sua tenacia e la sua donazione di oltre 200 opere, il sogno di Pablo Picasso di avere un museo nella sua città natale non sarebbe mai diventato realtà

Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Christine Ruiz-Picasso, figura chiave della cultura spagnola e internazionale, morta lunedì, 6 aprile 2026, nella sua casa in Francia. Vedova di Paul Ruiz-Picasso (il figlio primogenito dell’artista e della ballerina russa Olga Khokhlova), Christine ha dedicato buona parte della sua vita alla tutela e alla diffusione dell’eredità del suocero, legando indissolubilmente il proprio nome alla città di Malaga.

Fu proprio Christine, infatti, a metà degli anni Novanta, a dar forma concreta e istituzionalizzata a quel legame che unisce Picasso a Malaga, sua città natale. Colpita dall’entusiasmo dei malagueños durante alcune mostre temporanee al Palazzo Episcopale, la Ruiz-Picasso decide che era giunto il momento di dare a Pablo una “casa” definitiva nel cuore dell’Andalusia.

Insieme al figlio Bernard Ruiz-Picasso, Christine è stata così la forza motrice dietro la nascita del Museo Picasso Málaga, inaugurato nel 2003 nel magnifico Palazzo di Buenavista. Un’istituzione nata non da un acquisto statale ma da un gesto di straordinaria generosità: la donazione iniziale di ben 233 opere che oggi costituiscono il nucleo di una collezione capace di attirare 800mila visitatori l’anno.

Presidente d’onore del museo e insignita della Gran Croce di Alfonso X il Saggio, l’impegno di Christine Ruiz-Picasso ha trasformato Malaga da città portuale a capitale culturale di primo piano, ponendo le basi per quello che oggi molti chiamano “l’effetto Picasso” nel turismo e nella ricerca artistica della regione.

Nel 2023, in occasione del ventesimo anniversario del museo, l’auditorium dell’istituzione era stato a lei intitolato: un omaggio a una donna che, pur preferendo spesso l’ombra al palcoscenico, ha saputo gestire con rigore e sensibilità uno dei patrimoni artistici più complessi e preziosi del XX secolo.

Con la sua scomparsa, se ne va l’ultima grande testimone della famiglia che ha vissuto direttamente le ombre e le luci del Titano del Novecento ma il suo lascito resta vivo nelle sale di Buenavista.

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