12 dicembre 2012

Fino al 10.I.2013 Ekaterina Panikanova. Un, due, tre, fuoco Z2O Galleria Sara Zanin, Roma

 
Nella mostra della giovane artista moscovita, immagini e oggetti familiari danno luogo a percorsi di senso che uniscono temi mitologici a temi della nostra vita -

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La prima mostra a Roma di Ekaterina Panikanova è stata pensata dall’artista come un unico percorso concettualmente senza soluzione di continuità, ma scandito in tre fasi quanti sono gli spazi della galleria. Nella prima stanza campeggia l’immagine di un padre con il bambino seduto sulle sue ginocchia, dipinta con inchiostro nero su libri vecchi, giornali e carte delle più diverse provenienze, usati, segnati e ingialliti dal tempo. La foggia degli abiti ricorda gli anni Cinquanta, una torta è dipinta sotto di loro, forse in celebrazione del compleanno del bambino, che guarda sorridente verso un punto lontano, come già prefigurando un futuro. L’uomo, pur mostrando un’aria soddisfatta, ha qualcosa d’incerto. L’artista rende forti impressioni e stati d’animo attraverso piccoli dettagli e con un uso particolare dell’inchiostro, che a volte lascia colare su parti del dipinto.

Nel secondo spazio, in un video in bianco e nero, prendono fuoco libri e su più pagine sono dipinte le corna di un cervo poggiate su una torta; le pagine man mano si sfogliano e inceneriscono. Nell’ultima sala, tra le altre, due grandi opere si fronteggiano: una è coperta da libri dipinti totalmente in nero; l’altra offre allo sguardo strati di pagine dipinte una sull’altra sempre con inchiostro nero, da cui affiorano ancora grandi corna di cervo su una torta. Attraverso le molteplici stratificazioni di forme e di significati, sembra di attraversare una personale Biblioteca di Babele che suggerisce una riflessione sul misterioso limite tra ciò che riteniamo di conoscere e ciò che potremmo conoscere, come accade con il toccare un libro, e in particolare nel fascino di un libro già letto, vissuto, segnato.

Il lavoro di Ekaterina Panikanova avvince per il contrasto tra la semplicità dei mezzi: libri usati e inchiostro nero, e la complessità di temi e impressioni evocati. Nelle opere, immagini e simboli dall’apparenza spesso innocua ma al tempo stesso inquietante, si innescano su livelli di senso che uniscono temi mitologici a temi della nostra vita e delle nostre esperienze: i libri come più estesa forma di conoscenza e comunicazione, il nero come negazione e accecamento, il fuoco che scalda, illumina e tutto incenerisce.

L’originale ricerca di Ekaterina crea una sintesi visiva di singolare suggestione tra quegli opposti che regolano l’esistenza umana fin dai suoi primordi e che la figura mitologica di Prometeo rappresenta. Prometeo, sottraendo il fuoco agli dèi, dà agli uomini un nuovo status che partecipa allo status divino; possedere e domare il fuoco eleva ad uno stato superiore, ma permette anche una dimensione di potere come dominio e sopraffazione. Prometeo, oltre che del fuoco è, secondo il mito, inventore delle lettere e dei numeri; anche la diffusione del libro e della scrittura corrispondono a due forze opposte e contrastanti: da un lato il potere della diffusione culturale, dall’altro il sequestro dello strumento stesso come mezzo di esercizio del potere.

Giuliana Stella

Mostra visitata il 23 novembre

dal 23 novembre 2012 al 10 gennaio 2013

Ekaterina Panikanova. Un, due, tre, fuoco

Z2O Galleria | Sara Zanin

Via della Vetrina 21 – (00186) Roma

Orari: da martedì a sabato, ore 10.30-19.30 o su appuntamento

Info: tel. +06 70452261 – info@z2ogalleria.itwww.z2ogalleria.it

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