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fino al 26.IV.2007 Non tutte le strade portano a Roma Roma, Ex Gil
roma
Una mostra che smentisce il vecchio adagio? Sicuramente un tentativo di raccontare un territorio, quello laziale, attraverso l’occhio della fotografia contemporanea. In uno spazio aperto per la prima volta…
L’Ex Gil è un edificio polifunzionale costruito su commissione pubblica tra il 1933 e il 1936, destinato prima all’Opera Nazionale Balilla, poi alla Gioventù Italiana del Littorio. L’architetto che lo ha progettato, Luigi Walter Moretti (Roma 1907 – Isola di Capraia 1973) si iscrive in quella corrente che può essere definita come l’ultima riconoscibile dell’architettura italiana: la razionalista. L’Ex Gil viene oggi recuperato come spazio polifunzionale, ma con un occhio alla cultura. In questi giorni ospita infatti la mostra che ha fatto da anteprima al Festival Internazionale di Roma FotoGrafia. La rigida divisione funzionale degli spazi, combinata ad una ricerca di luminosità e continuità per mezzo di grandi finestre, raccordi e gallerie ne fanno un luogo ottimale per l’esposizione. La mostra presenta sette giovani fotografi, italiani e stranieri, e si propone un’indagine topografica del litorale e dell’entroterra laziale, con un esplicito intento di promozione territoriale, sottolineato dalla collaborazione attiva della Regione Lazio.
Tra gli ospiti internazionali troviamo Guy Tillim (Johannesburg, 1962), Xavier Ribas (Barcellona, 1960), e Raphael Dallaporta (Parigi, 1980). Il primo è conosciuto per i suoi reportage africani, incentrati sul ritratto e sulle trasformazioni sociali. In questo frangente si è concentrato su un piano più concettuale, ricercando nel paesaggio le tracce del pellegrinaggio del santo più amato e conosciuto d’Italia: Francesco d’Assisi.
La cura per la composizione è il punto di forza delle foto di Xavier Ribas, tratte dalla serie Vulci, scattate nell’omonimo parco archeologico. Sono immagini di grande eleganza, dalle inquadrature ortogonali, dove il campo è quasi sempre diviso nettamente in due settori. Con grande semplicità riesce a raccontarci le diverse fasi di una stessa storia umana: la vita agreste contemporanea rubata allo scorrere impercettibile del fiume che è quasi palude, e l’insediamento remoto che l’ha preceduta.
Altri luoghi e altre atmosfere quelle di Raphael Dallaporta, il più giovane del gruppo, che ha coperto il litorale laziale, tra i confini nord e sud della regione. Ogni sua foto, disciplinata e luminosa racchiude l’attesa di un piccolo evento. Le immagini si rifrangono tra loro come onde e raccontano la vita nascosta del mare, lungamente deserta nascosta all’uomo nei mesi che precedono l’estate. La presenza dell’uomo è segnata da particolari con una loro vena ironica.
Tra gli italiani spicca Giuliano Matteucci (Roma, 1976) che ci guida fra le tenere nebbie di Farfa. Il Tevere è una lastra di alabastro su cui gli oggetti naturali e umani si poggiano senza lasciare ombra, e solo i riflessi lattiginosi, di una barca, di una canna di fiume, separano il cielo e le acque. E sempre a Farfa è ambientata la ricerca di Angelo Antolino (Napoli, 1979), La strategia dell’attenzione, una serie di immagini realizzate nel 2006 presso il borgo che ne ospita l’Abbazia. Luca Nostri (Faenza, 1976) svolge la sua indagine sull’Appia, da Roma alle porte della Campania, accostando in maniera analitica aree archeologiche e segni urbani.
Infine, Luca Campigotto (Venezia, 1962), i cui lavori occupano una sala intera. Gli scatti ritraggono le isole di Ponza, Santo Stefano e Ventotene da un punto di vista poetico e storico. È un vagabondare per le linee estreme dei loro profili, che conduce ad approdi inaspettati: le carceri abbandonate di Santo Stefano, i resti delle miniere e un vecchio fortino, luoghi di detenzione di anarchici e antifascisti. Non c’è riposo in questi resti di civiltà, che osservano severi dalle finestre cupe e sbarrano il passo con recinti e porte divelte. La natura è più esplicita, assale chi guarda, minaccia con un cielo di latte cagliato, dove un sole cieco fa comparire di quando in quando delle fosse opaline. Il mare impensierito sbatte contro le rocce, e ci sente come nel preludio di un poema epico: l’impressione è di una grande energia che attende liberazione.
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Non tutte le strade portano a Roma
Angelo Antolino, Luca Campigotto, Raphael Dalla porta, Giuliano Matteucci, Luca Nostri, Xavier Ribas, Guy Tillim
Ex-Gil, Largo Ascianghi – 00153, Roma (viale Trastevere)
Orario: martedì-domenica 14-21. Ingresso 2 euro
Info: tel. +39 06 70473500; 06 70473500
www.culturalazio.it – www.fotografiafestival.it
Curatore Marco Delogu
[exibart]










