-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Il palazzo “maledetto” di Venezia torna sul mercato. Ca’ Dario, per la precisione, un gioiello architettonico affacciato sul Canal Grande, tra la Chiesa della Salute e la Collezione Peggy Guggenheim, vicino al Museo d’Arte Contemporanea Punta della Dogana di Francois Pinault. E con una facciata rinascimentale magnifica, decorata con intarsi in marmi policromi, in Pietra d’Istria, che ben riflette l’influenza orientale – mentre la facciata posteriore, quella che dà sul Campiello Barbaro, presenta archi gotici trilobati e camini. Claude Monet lo immortalò nel 1908, ne rimase impressionato il critico d’arte inglese John Ruskin, e così gli scrittori Henry James e Henri de Régnier. Insomma, un luogo da sogno, che Christie’s International Real Estate mette in vendita con un «prezzo su richiesta», come si addice ai beni più desiderati. Se non fosse per le leggende che gravitano, da secoli, intorno alla sua storia.
Partiamo proprio dagli inizi. Alla fine del XV secolo il palazzo fu ristrutturato da Pietro Lombardo per Giovanni Dario, segretario del Senato veneziano, diplomatico e mercante, che riuscì a negoziare un accordo di pace molto vantaggioso con gli Ottomani. Fu proprio per questi incarichi che la Serenissima corrispose a Dario una grossa somma di denaro, a mo’ di ricompensa. Alla morte di Giovanni Dario, il palazzo fu lasciato alla figlia Marietta, che si tolse la vita, poi rimase nelle mani della famiglia fino al 1836, e la sua storia fu tutta costellata delle disgrazie capitate ai vari acquirenti – da cui la leggenda della maledizione. Come Charles Briggs, americano, che acquistò il palazzo all’inizio del Novecento e morì in circostanze drammatiche. O Raul Gardini, che lo abitò negli anni ’80 e morì suicida nel 1993.
Ma al di là di queste vicende e superstizioni, il palazzo è una vera perla veneziana. Lo descrive nel dettaglio l’annuncio di Christie’s International Real Estate: il piano terra, con accesso sia dal Canal Grande che dalla strada, si apre sul retro sul giardino e presenta un ampio salone con colonne, un pozzo in marmo rosso, un grande camino e un’elegante scala in marmo che conduce al primo piano nobile, impreziosito da una fontana moresca realizzata da Dario. Il secondo piano nobile ospita eleganti saloni con tessuti Bevilacqua e antichi lampadari di Murano. Al terzo piano si trovano le camere da letto impreziosite da boiserie e una meravigliosa terrazza loggiata che gode dell’incantevole vista sul giardino. Si attendono aggiornamenti, adesso, sul nuovo passaggio di proprietà.










