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Il Guggenheim di New York ha una nuova direttrice: arriva Melissa Chiu
Personaggi
di redazione
Cambio ai vertici del Solomon R. Guggenheim Museum di New York: sarà Melissa Chiu a guidare l’istituzione a partire dall’1 settembre 2026, dopo oltre un decennio alla direzione dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington. Chiu lascia uno dei principali musei dello Smithsonian per assumere un ruolo centrale nel sistema Guggenheim, in una fase di riorganizzazione della leadership.
La nomina si inserisce infatti in un riassetto più ampio: Mariët Westermann, direttrice e CEO dal 2023, assumerà la guida dell’intera Solomon R. Guggenheim Foundation, sotto la cui egida ricadono, oltre al museo newyorchese, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Guggenheim Museum di Bilbao e il Guggenheim Abu Dhabi, attualmente in costruzione.

Di origini australiane, Chiu era stata nominata direttrice dell’Hirshhorn nel 2014, costruendo nel tempo una programmazione che puntava a coniugare ricerca artistica e attrattività pubblica. Durante il suo mandato, il museo ha ospitato mostre di artisti come Laurie Anderson, Georg Baselitz, Mark Bradford, Yayoi Kusama e Adam Pendleton, contribuendo a rafforzarne la visibilità internazionale. Parallelamente, Chiu ha sviluppato nuove strategie di finanziamento, portando l’istituzione a raccogliere circa 250 milioni di dollari e sperimentando formati ibridi tra arte e media, come la serie televisiva The Exhibit: Finding the Next Great Artist, realizzata in collaborazione con MTV e Smithsonian Channel.
Prima dell’esperienza allo Smithsonian, Chiu ha ricoperto un ruolo chiave all’Asia Society di New York, dove tra il 2001 e il 2014 è stata Museum Director e Senior Vice President, Global Art Programs, coordinando le attività museali tra New York, Houston e Hong Kong. Specialista dell’arte contemporanea dell’area Asia-Pacifico, ha curato o organizzato quasi 30 mostre, con artisti come Zhang Huan, Yoshitomo Nara, Sarah Sze, Cai Guo-Qiang, oltre a progetti come One Way or Another: Asian American Art Now e Art and China’s Revolution.
In precedenza era stata fondatrice e direttrice di 4A Centre of Contemporary Asian Art (1996-2001) e curatrice presso la University of Western Sydney, dove si era occupata dello sviluppo di collezioni di artisti emergenti australiani. Ha inoltre preso parte a numerosi board e comitati internazionali, tra cui l’Association of Art Museum Directors, l’American Alliance of Museums e advisory committee per biennali come quelle di Gwangju e Shanghai.
Tra le iniziative più rilevanti, nel 2001 ha contribuito alla fondazione dell’Asia Contemporary Art Consortium e, l’anno successivo, ha ideato l’Asia Contemporary Art Week, appuntamento annuale dedicato alla promozione degli artisti asiatici negli Stati Uniti.
Sul piano accademico, Chiu si è formata tra Australia e Stati Uniti: laurea in storia dell’arte alla University of Western Sydney, master in arts administration alla University of New South Wales e un dottorato dedicato all’arte cinese contemporanea nella diaspora, poi sviluppato nel volume Breakout: Chinese Art Outside China (2006). È autrice e curatrice di numerosi libri, tra cui Contemporary Art in Asia: A Critical Reader (MIT Press, 2010), e ha tenuto lezioni in istituzioni come Harvard University, Yale University, Columbia University e il Museum of Modern Art.
La nomina di Chiu al Guggenheim di New York arriva in un momento non privo di tensioni per lo Smithsonian Institution – e in generale per molte istituzioni culturali statunitensi –, impegnato in un confronto con l’amministrazione di Donald Trump su vari fronti, dalle linee di finanziamento alla gestione dei programmi espositivi e di attività. Tra i casi più recenti, quello di Kim Sajet, direttrice della National Portrait Gallery, dimessasi dopo le critiche ricevute per il sostegno a iniziative legate alla diversità e oggi alla guida del Milwaukee Art Museum. Come osservato dal New York Times, Chiu è la seconda figura a passare dall’Hirshhorn al Guggenheim in tempi recenti. Un passaggio che si lega anche alla presenza di Daniel Sallick, già presidente dell’Hirshhorn, entrato nel consiglio del Guggenheim nel 2024 dopo otto anni alla guida dell’istituzione di Washington. Tuttavia, Chiu ha chiarito che la decisione di lasciare Washington non è legata a questo contesto, definendo il nuovo incarico come «Un lavoro da sogno».








