05 gennaio 2026

In Scena: gli spettacoli e i festival da non perdere, in queste prime settimane di gennaio

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Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti, in programma fino alla metà di gennaio, in scena nei teatri di tutta Italia

Il Gabbiano Filippo Dini Ph Serena Pea

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione per la prima metà di gennaio.

Teatro e danza

Doppia regia per Il Gabbiano

L’opera più lirica di Anton Cechov, un affresco decadente di un’umanità sull’orlo del baratro, dove l’amore si trasforma in illusione e i sogni evaporano, vede, per la prima volta in assoluto, una doppia regia. Filippo Dini ha infatti affidato la regia dello “spettacolo di Kostja” al giovane Leonardo Manzan, per la necessità di rappresentare un incontro artistico tra generazioni.

Il Gabbiano narra di una società alla fine in cui già si avverte l’arrivo del cataclisma sociale e politico che è stata la Rivoluzione Russa. Allora come oggi il testo riesce a parlare di un’umanità decadente, di una società che sciupa ogni sogno e ogni fiducia perché non più in grado di realizzare le personali aspirazioni di uomini e donne. All’umanità non restano che le migliori energie, i più luminosi talenti, gli amori più appassionati, che vengono però stravolti e corrotti secondo le beffarde leggi non scritte della società in cui si tenta di esprimerli.

Il Gabbiano Filippo Dini Ph Serena Pea

“Il Gabbiano”, di Anton Čechov, traduzione Danilo Macrì, regia Filippo Dini, con Giuliana De Sio, Filippo Dini, Fulvio Pepe, Giovanni Drago, Valerio Mazzucato, Virginia Campolucci, Gennaro Di Biase, Angelica Leo, Enrica Cortese, Edoardo Sorgente; scene Laura Benzi, costumi Alessio Rosati, luci Pasquale Mari, musiche Massimo Cordovani. Produzione TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. A Roma, Teatro Argentina, dal 7 al 18 gennaio.

Gli angeli dello sterminio di Giovanni Testori

Prima nazionale del nuovo lavoro di Antonio Latella Gli angeli dello sterminio di Giovanni Testori, nell’adattamento di Federico Bellini (a Torino, Teatro Astra, produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, dal 9 al 18 gennaio).

50 centauri, angeli di un Paradiso perduto, seminano il terrore tra le rovine di una Milano già devastata dall’Apocalisse. Sono solo temporaneamente sopravvissuti alla fine di tutto; gli eventi di morte si susseguono senza interruzione in tutta la città, trasformata in un grande obitorio dove ogni cosa ha perso il suo nome, dove la stessa urbe, la città, ha ormai visto anche il suo Duomo trasformato in latrina o fossa comune. Spetta a un cronista, forse alter-ego dell’autore stesso, cercare di riordinare almeno la successione dei fatti, affidandosi ai racconti o alle intuizioni di una donna di grande eleganza, cartomante.

Gli angeli dello sterminio di Antonio Latella – foto di prova

Hair, il rock-musical di una generazione

Creato da Gerome Ragni, James Rado e Galt MacDermotHAIR è un ritratto vibrante della controcultura hippie degli anni ’60, con canzoni iconiche, come AquariusLet the sunshine in e I Got Life, diventate inni del movimento contro la guerra del Vietnam e simboli di una lotta più ampia contro tutti i conflitti. A quasi 60 anni dal debutto Off-Broadway nel 1967, HAIR (al Teatro Carcano di Milano, fino all’11 gennaio) è oggi più che mai il manifesto ideale dei giovani che cantano il loro desiderio di pace e libertà. Con HAIR The Tribal Love, una nuova edizione italiana con live band, regia, scene e costumi di Simone Nardini, coreografie di Valentina Bordi, si rende omaggio all’opera-rock simbolo del pensiero hippie che infranse ogni schema.

Hair

Il lutto si addice ad Elettra

Il lutto si addice ad Elettra è un affascinante e inquietante viaggio tra mito e moderna psicanalisi, tra dramma borghese e tragedia classica. In questo capolavoro della drammaturgia del Novecento, scritto da Eugene O’Neill nel 1931, e qui tradotto e adattato per l’immaginifica regia di Livermore da Margherita Rubino, si riverbera in chiave moderna l’epopea degli Atridi narrata da Eschilo nell’Orestea.

In uno spazio scenico suggestivo – un’ambientazione onirica che evoca le prospettive sghembe dei film espressionisti -, che è specchio distorto della mente umana, lo spettacolo fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di personaggi-mito, incarnazioni tragiche che rispecchiano inquietudini eterne.

Il lutto si addice ad Elettra, Marco Foschi, Linda Gennari @ Federico Pitto

Il lutto si addice ad Elettra”, di Eugene O’Neill, traduzione e adattamento Margherita Rubino, regia e scene Davide Livermore, con Paolo Pierobon, Elisabetta Pozzi, Linda Gennari, Aldo Ottobrino, Marco Foschi, Davide Niccolini, Carolina Rapillo, costumi Gianluca Falaschi, musiche Daniele D’Angelo, luci Aldo Mantovani. Produzione Teatro Nazionale di Genova. A Palermo, Teatro Biondo, dal 7 all’11 gennaio; a Napoli, Teatro Mercadante, dal 14 al 18 gennaio.

Catastrofi in un insolito pomeriggio estivo

Tra le massime drammaturghe inglesi viventi, Caryl Churchill sceglie lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. Nel nuovo spettacolo della compagnia lacasadargilla, quattro imprevedibili signore sorseggiano tè e immaginano, con gli occhi divertiti, catastrofi in un insolito pomeriggio estivo. Un singolare racconto intorno all’inquietudine profonda che il nostro mondo produce in ogni istante della vita. In scena in Italia per la prima volta, Escaped Alone racconta un’agile e acutissima immagine di una piccola apocalisse tutta umana.

Hero_Escaped_Alone

“Escaped Alone” di Caryl Churchill, traduzione Monica Capuani, regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, con Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Alice Palazzi, dramaturg Margherita Mauro, paesaggi sonori e ideazione spazio scenico Alessandro Ferroni, drammaturgia del movimento Marta Ciappina, scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, ambienti visivi Maddalena Parise, luci Luigi Biondi, costumi Anna Missaglia. Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. A Milano, Teatro Grassi, dal 10 gennaio all’8 febbraio.

Il potere delle volpi

Nell’ombra di una sala da pranzo, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia. Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni, incarichi di servizio e supposti vantaggi.

La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda Le Volpi – di Lucia Franchi e Luca Ricci -, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. La corruzione è proprio questo concedere a se stessi lo spazio di una impercettibile eccezione.

Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo Todo modo: «I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi».

Le Volpi

“Le Volpi”, di Lucia Franchi, Luca Ricci, con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia, Federica Ombrato, costumi Marina Schindler, suono Michele Boreggi, Lorenzo Danesin, luci Stefan Schweitzer, scena e regia Luca Ricci. Compagnia CapoTrave, Produzione Infinito SRL. Il 7 gennaio a Città di Castello (Pg), Teatro degli Illuminati, il 9 a Ortona (Ch), Teatro Tosti, il 10 a Capranica (Vt), Teatro Francigena, a Roma, Teatro Sala Umberto, dal 14 al 18 gennaio.

L’educazione sentimentale in una lezione d’amore

Continuano le recite, al Teatro Franco Parenti di Milano fino all’11 gennaio, di Lezione d’amore. Andrée Ruth Shammah dirige Milena Vukotic, Federico De Giacomo e Andrea Soffiantini nel racconto di una relazione inaspettata che, tra musica e silenzi condivisi, si trasforma in una profonda educazione sentimentale, educazione alla vita. Il testo, inedito, nasce da un’idea di Ruth Shammah e prende forma grazie alla scrittura condivisa con Federica Di Rosa. Lezione d’amore è uno spettacolo che attraversa con grazia e intensità i territori dell’introspezione, della memoria e del desiderio, alternando momenti di profondità emotiva a sfumature di raffinata ironia.

Milena Vukotic e Federico de Giacomo in Lezione d’amore di Andrée Ruth Shammah

Brokeback Mountain, una storia d’amore

Un’indimenticabile storia di amore, lotta e accettazione. Continua il tour in Italia (a Roma, Teatro Quirino, dal 13 al 18 gennaio) di Brokeback Mountain – A play with Music – basato sul racconto di Annie Proulx, adattato da Ashley Robinson e a vent’anni dal pluripremiato film omonimo -, una produzione teatrale con musiche dal vivo, in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells, interpretati da Malika Ayane e una live band, si intrecciano in modo indissolubile alla storia, tracciando paesaggi sconfinati e dando voce al tumultuoso mondo interiore di Ennis e Jack ambientato nel Wyoming, 1963, in un’America rurale di estrema povertà, fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i due diciannovenni accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata, le loro certezze di vita cambieranno per sempre, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni.

Nei ruoli dei protagonisti, Edoardo Purgatori e Filippo Contri. Accanto a loro anche Mimosa Campironi e Matteo Milani. Regia e adattamento italiano di Giancarlo Nicoletti.

Brokeback Mountain – A play with Music

Nel gioco dell’identità femminile

Con un travestimento posticcio e movenze minimali il flusso dello spettacolo Femina della coreografa Antonella Bertoni, ci porta nel gioco dell’identità femminile, effeminando, maschizzando, disimbambolando le quattro interpreti. Scorporazione e incorporazione di se stesse e l’altra: due poli, due luoghi fisici sulle rive opposte dello stesso fiume. Complici del loro stesso apparire si specchiano l’una nell’altra restituendo movenze specchiate, compresse e rivestite da un accompagnamento sonoro che magnetizza e fluisce senza alcuna reale interruzione né spazio per la melodia ma solo per l’aridità del ritmo.

Femina (a Catania, Scenario Pubblico, il 17 e 18 gennaio), è lo spazio di traduzione e allucinazione in quadro scenico di possibili forme e nomi del donnesco e femmineo mondo contemporaneo.

Femina, Compagnia Abbondanza-Bertoni, ph. Tobia Abbondanza

Scende giù per Toledo

Rosalinda Sprint scende per via Toledo come un miraggio in movimento, un’apparizione frettolosa di piume svolazzanti, verso un appuntamento mancato, in una Napoli che le appartiene e la rifiuta. Fragile, impudica, tenera e irriverente, Rosalinda è il cuore palpitante di un immaginario popolare napoletano: quello del femminiello. L’opera Scende giù per Toledo (a Genova, Sala Mercato, dall’8 al 10 gennaio), è tratta dal romanzo di Giuseppe Patroni Griffi, figura errante e poetica, che incarna la bellezza mutevole di una Napoli visionaria, metafisica: luogo emotivo, specchio infranto di chi la abita, culla di miserie e incanti. Con Arturo Cirillo, regista, interprete, Rosalinda diventa corpo e voce di uno spettacolo di grande potenza espressiva.

Scende giù per Toledo

Tre personaggi in Meno di due

Scritto e diretto da Francesco Lagi, Meno di Due (dal 13 al 18 gennaio allo Spazio Diamante di Roma) ha per protagonisti due persone, un uomo e una donna, che si incontrano per la prima volta dopo essersi scritti, mandati foto, conosciuti a distanza per alcune settimane, forse mesi. La scrittura di Lagi è un’indagine nei meccanismi della relazione umana nella società contemporanea, con uno stile che sospende attimi di quotidiano per rivelare fragilità e idiosincrasie, in un racconto intimo e divertito, costruito anche su ciò che è taciuto. I tre attori (Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena) danno vita a personaggi autentici e riconoscibili, capaci di svelarsi con tenerezza e leggerezza nella loro delicata insicurezza.

Francesco Colella e Anna Bellato in Meno di due

Pirandello in chiave pulp

Diretti da Gioele Dix, Massimo Dapporto e Fabio Troiano divertono e sgretolano ogni certezza con la complicità del pubblico, trasformando un grande classico pirandelliano in un gioco senza regole. Il metateatro, specialità di Pirandello, viene interpretato in chiave più attuale e irriverente.

Eppure, la lezione del maestro siciliano irrompe all’improvviso, quando il rapporto fra i due personaggi va oltre il limite del prevedibile. Pirandello pulp di Edoardo Erba (a Milano, Teatro Franco Parenti, fino al 4 gennaio), è un’intelligente e raffinata esercitazione teatrale sui temi esistenziali pirandelliani: la ricerca dell’identità, la scissione fra l’essere e l’apparire, il sottile confine fra senso dell’umorismo e senso del ridicolo. Prendendo spunto dalla trama de Il giuoco delle parti e ibridandola con le suggestioni dell’Enrico IV, il regista ha ideato un geniale labirinto nel quale i due personaggi giocano a nascondersi e a depistarsi a vicenda.

Pirandello Pulp, Ph Federico Pitto

5 centimetri d’aria, storia di un rapimento

 Torna in scena lo spettacolo dedicato alla tragica vicenda del sequestro di Cristina Mazzotti, a 50 anni dal fatto criminale che lo ispirò e a dieci dal debutto. Il testo di Paola Ornati rievoca la stagione italiana dei sequestri di giovani eredi di grandi famiglie imprenditoriali per mano della criminalità organizzata. Come accadde a “Cricri”, 18 anni appena compiuti, rapita la sera stessa in cui era uscita con il fidanzato e un’amica per festeggiare la maturità classica e la maggiore età. Tenuta prigioniera per 28 giorni in una buca, denutrita, con solo un tubo di plastica di cinque centimetri di diametro come presa d’aria, Cristina Mazzotti morì di stenti.

5cm d’aria © Laila Pozzo

“5 centimetri d’aria”, Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti, un progetto di Nando dalla Chiesa e Marco Rampoldi, testo Paola Ornati, regia Marco Rampoldi, spazio scenico Marco Rossi. Produzione Piccolo Teatro di Milano –Teatro d’Europa. Dal 13 al 18 gennaio, nella Scatola Magica del Teatro Strehler di Milano.

Vertigo Gala – True Colors

È un viaggio poetico nel cuore delle identità umane, che trasforma il circo contemporaneo in una tavolozza vibrante di emozioni. Il colore, metafora centrale dello spettacolo, è materia viva, filo narrativo (al Parco Europa di Mondovì, fino al 6 gennaio). Tecnica e ricerca espressiva si intrecciano in una scrittura raffinata, dove il virtuosismo non è mai fine a se stesso ma diventa linguaggio, racconto, relazione. A guidare in questo attraversamento è la presenza magnetica del croato Vladimir Ježić, artista e regista dello spettacolo, e attorno a lui gli artisti della Fondazione Cirko Vertigo. Attraverso una sorprendente manipolazione di bandiere, che diventano corpi in movimento, segni poetici che uniscono, Ježić costruisce un racconto fluido e imprevedibile, collegando i diversi quadri in un’unica onda cromatica.

Vertigo Gala – True Colors

Donne testimoni scomode del loro tempo

Intenso monologo tratto dai testi del premio Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievič e di Simone Weil, Appunti per il futuro (prima nazionale al Teatro Out Off di Milano, dal 13 gennaio al 1° febbraio) è un coro di voci femminili, una nuova narrazione degli eventi: non storie di vincitori e vinti, di torti e ragioni, ma dei sentimenti di chi racconta.

«Non scrivo una storia della guerra, ma una storia dei sentimenti», scrive la giornalista e scrittrice Aleksievič che si definisce una storica dell’anima. Dalla trama dei ricordi si forma così un’ideale staffetta per coltivare la necessità della memoria, addentrandosi nelle testimonianze delle persone, con i loro vissuti e le loro emozioni. Elena Arvigo, attenta indagatrice dell’universo femminile, rilegge così la Seconda guerra mondiale e il disastro nucleare di Chernobyl attraverso lo sguardo di donne “scaraventate” nella grande Storia.

Elena Arvigo Appunti per il futuro

I Have Seen that Face Before

Ospite del Network Internazionale Danza Puglia,  la rassegna di danza contemporanea diretta da Ezio Schiavulli all’interno della programmazione de L’Arte dello Spettatore al Teatro Traetta di Bitonto, l’11 gennaio, Giovanni Insaudo firma coreografia, regia e disegno luci di  I Have Seen that Face Before spettacolo che vede in scena i danzatori Sandra Salietti Aguilera Hélias Dorvault.

Lo spettacolo è un’immersione profonda nel mondo interiore dell’interprete, esplora il delicato istante tra la fine di una performance, il ritorno dei danzatori sul palco e l’incontro con il pubblico. Si pone domande come: sono gli inchini stessi una conclusione o una performance in sé, parte integrante dello spettacolo? L’interprete ha la possibilità di staccarsi dalla performance, o essere osservato è un prolungamento della stessa?

I Have Seen that Face Before, Ph. David Kalwar

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