20 giugno 2022

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 20 al 26 giugno

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Una selezione degli appuntamenti più interessanti della settimana dal 20 al 26 giugno, in scena nei teatri di tutta Italia, tra festival sui nuovi corpi e la escape tragedy greca

INEQUILIBRIO Filippo Porro e Simone Zambelli, foto Antonio Ficai

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal dal 20 al 26 giugno 2022.

DANZA

Inequilibrio Festival

Compie 25 anni e guarda al passato con uno sguardo sul futuro il festival di teatro, danza e arti performative, di Castiglioncello e Rosignano (LI). Dal 21 giugno al 4 luglio, 14 prime nazionali, 32 compagnie con ospiti italiani e internazionali.

Torneranno al festival gli artisti che hanno condiviso con Armunia questi anni e che qui hanno creato in residenza, come accade da molti anni, i loro lavori: da Roberto Abbiati, a Leonardo Capuano, Alessandra Cristiani, Davide Enia, Silvia Gribaudi, Roberto Latini, Elisa Pol, i Sotterraneo, Rita Frongia e Stefano Vercelli, Filippo Porro e Simone Zambelli, ad artisti che da sempre sono vicini ad Armunia come Marco Baliani (che fu protagonista della prima edizione di Inequilibrio), Oscar De Summa, Frosini/Timpano, Manfredi Perego, Sacchi di sabbia, Ambra Senatore, Paola Tintinelli e Rosanna Gay. Con loro disegneranno nuove traiettorie Jerome Bel/Laura Pante, Claudia Castellucci, Carmen Giordano, Lorenzo Covello, Camilla Monga, Sara Sguotti, Lorenzo Morandini, Charlie Prince, Andrea Hackl e Federica Porello, magnifica interprete e danzatrice della compagnia catalana Mal Pelo che sarà a Inequilibrio con la prima nazionale di “Bach” di Maria Muñoz.

Tra le prime nazionali, il 24 giugno “Ombellichi tenui”, con Filippo Porro e Simone Zambelli. Racconteranno, attraverso la danza, di due corpi che si preparano per affrontare un viaggio. S’incontrano, si accompagnano, si riconoscono, per poi perdersi l’uno nell’altro, fino a separarsi definitivamente. Un viaggio reale ma anche no, forse un viaggio che non si sposta mai, che resta sempre nello stesso luogo, che accade e non accade, tanto da entrare in un altrove.

INEQUILIBRIO Filippo Porro e Simone Zambelli, foto Antonio Ficai

Nervi Music Ballet Festival

Entra in scena domenica 26 giugno nella spettacolare cornice naturalistica dei Parchi di Nervi, a Genova, il festival realizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice dedicato agli appassionati del balletto classico-romantico e del balletto contemporaneo, oltre che agli amanti del grande repertorio sinfonico. 16 appuntamenti e un’anteprima distribuiti sull’arco di un mese, con spettacoli in prima e in unica data italiana.

L’inaugurazione è con il gala dello Youth America Grand Prix Stars of Today meet the Stars of Tomorrow, che ritorna a Nervi dopo il successo riscosso nel 2021. L’evento che corona il “concorso dei concorsi” del balletto internazionale è una esclusiva per l’Italia. Nel corso della serata, aperta da un grand défilé de ballet, i partecipanti alle master class in corso dal 20 al 25 giugno al Teatro Carlo Felice  condivideranno il palcoscenico con alcuni dei ballerini solisti e dei primi ballerini dei maggiori corpi di ballo di tutto il mondo: Jacopo Tissi (Teatro alla Scala), Luca Acri, Cesar Corrales e Meaghan Grace Hinkis (Royal Ballet), Benjamin Freemantle (San Francisco Ballet), Marcelo Gomes, Alejandro Martínez (Dresden Semperoper Ballett), Polina Semionova (Berlin State Ballet) Elisabeth Beyer e Yuma Matsuura (ABT Studio Company).

Nervi Music Ballet Festival. Il ballerino Alejandro Martinez

“Omma” di Josef Nadj a Parma

Nello spazio dell’Arena Shakespeare di Fondazione Teatro Due a Parma, il 23 giugno, data unica per l’Italia di “Omma” del coreografo ungherese Josef Nadj. Se, come egli dice, la danza è nata insieme all’umanità, tornare alla fonte della danza e del movimento può equivalere col recuperare l’origine dell’universo, la ricerca di quelle radici forti e ancestrali di cui abbiamo tanto bisogno per restare saldi mentre tutto vacilla. Presentato alla Biennale di Venezia 2021, “Omma” è un sunto del credo del coreografo: la fortissima fisicità impressa dagli otto danzatori africani, provenienti da più aree del continente, esprime un movimento senza tempo, che mantiene un voluto e inconscio significato rituale, pur con grande rigore scenico ed eleganza.

In questa proposta minimalista, incentrata sull’essenza dell’essere umano, movimento, voce, ritmo, respiro, musicalità riempiono il palco di potenza. Ciascuno dispiega storie e immaginazioni che si intersecano, convivono, si sfregano l’una contro l’altra, si scontrano, come gli atomi che formano la materia e il cui incontro ha creato il mondo che conosciamo.

Parma, Omma, © Severine Charrier

Carolyn Carlson e Bill Viola

Appena insignita del titolo di Académicienne de France, la coreografa americana, naturalizzata francese, torna a Roma dove manca da nove anni, per un evento unico: una performance itinerante che Carolyn Carlson ha ideato intorno alla mostra di Bill Viola, “Icons of Light”, attualmente ospitata nelle sale di Palazzo Bonaparte, residenza di Letizia Ramolino, madre di Napoleone. Una performance con tre repliche – il 23 giugno alle ore 19:30 – 20:30 – 21:30 – in cui la celebre coreografa, accompagnata dal gorgoglio che emerge ogni tanto dai video “acquatici” di Viola, condurrà gli spettatori di sala in sala, danzando tra le opere del videoartista americano: uno scambio vicendevole tra le arti, un raffinato dialogo tra anima e movimento.

L’evento è organizzato da Daniele Cipriani in collaborazione con Arthemisia e con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia. La performance si avvale del coordinamento della coreografa Simona Bucci, storica collaboratrice. Carlson, si esibirà insieme a Sara Orselli, solista italiana della sua compagnia con sede a Parigi. “Carolyn Carlson – Bill Viola” è il primo evento di una rassegna intitolata “Dancing into Visual Art”, ideata da Daniele Cipriani per Arthemisia.

DIALOGUE WITH ROTHKO, Chorégraphie, interpretation textes Carolyn Carlson. © Laurent Paillier

Compagnia Bellanda / Insaudo e Sharon Fridman a “Fuori Programma” 

Nell’ambito del festival romano Fuori Programma diretto da Valentina Marini, quest’anno dal titolo “Comunità in transito”, la Compagnia Bellanda/Giovanni Insaudo, nata dall’incontro tra la break dance di Giovanni Leonarduzzi, in arte Gava, e la danza contemporanea di Giovanni Insaudo, presenta in prima nazionale, in una versione pensata per il festival, il 23 e 24 giugno nel Parco Tor Tre Teste Alessandrino Sueño de Plata. I due ballerini/coreografi e interpreti usano un background e un vocabolario diametralmente opposto per riflettersi e guidarsi a vicenda. Il duetto parla della stanchezza, dei dubbi e dei cambiamenti che il viaggio inevitabilmente comporta. Il 28 e 29, in collaborazione con la Reale Accademia di Spagna a Roma, il coreografo israeliano da anni residente in Spagna Sharon Fridman presenterà “147 abrazos”, un estratto dal suo ultimo lavoro Dosis de Paraíso, un’esplorazione dell’amore e delle relazioni, e “Hasta donde”, un confronto fisico tra due corpi, pluripremiato passo a due che lo ha reso celebre dieci anni fa e che il coreografo e danzatore torna a interpretare per il festival.

Compagnia Bellanda

NUTIDA Nuovə danzatrici/ori

Prende il via il 23 giugno, e fino al 20 luglio, il nuovo Festival NUTIDA Nuovə danzatrici/ori (una produzione di Stazione Utopia) con la direzione artistica di Cristina Bozzolini e Saverio Cona. A inaugurarlo “Another Story”, coreografia di Diego Tortelli (Fondazione Nazionale della Danza/ Aterballetto). Due danzatori Estelle Bovay e Hélias Tur-Dorvaul raccontano la nuova storia del gesto più temuto e allo stesso tempo desiderato del 2020 colpito da un’epidemia globale: l’abbraccio. Un gesto che si trasforma in un atto quasi “terroristico”, non perdendo comunque il suo significato profondo di condivisione carnale effettiva. “Another Story” diventa quindi un abbraccio solitario, un abbraccio condiviso, un abbraccio violento, dolente, faticoso ed anche desiderato, nascosto, intimo, idolatrato. Nella stessa serata “Somnus” di Alice Catapano anche in scena con Matteo Capetola. Alcune definizioni indicano il sonno come una periodica sospensione dello stato di coscienza. L’apparente stato di quiete in cui l’organismo recupera energia. Periodo di riposo nel quale ogni individuo vive in modo singolare: sogni, incubi, insonnia.

NUTIDA Aterballetto, AnotherStory

A Scandicci (Fi), Pomario del Castello dell’Acciaiolo, all’interno di OpenCity 2022. 

Follow Water

All’interno di Festival Visioni XI, organizzato dall’Associazione Culturale Gruppo e-Motion con la direzione artistica di Francesca La Cava, la compagnia Mandala Dance Company presenterà “Follow Water – dove c’è acqua c’è Vita!” di Paola Sorressa, coreografia legata al tema dell’ambientalismo. Al centro della performance vi è l’acqua come elemento essenziale per la sopravvivenza umana, da sempre simbolo di Vita ma anche di conoscenza, saggezza, purificazione e guarigione. Collegata all’aspetto femminile, è simbolo di mutevolezza e di adattabilità. In psicologia rappresenta il dualismo dell’uomo per i suoi numerosi aspetti: dai mari profondi dell’inconscio all’esuberanza della Vita nascente perché attraverso l’acqua tutto fluisce in un divenire luminoso (Francesco Petrarca).

L’AQUILA, Mandala Dance Company, Follow Water

“Follow Water”, concept, coreografia e regia Paola Sorressa, danzatori Sara Zanetti, Lucrezia Mele, Vanessa Yareli Perez Mejia e Sebastian Zamaro/Alessia Stocchi; disegno luci e video Lucien Bruchon, musiche Komet e Kangding Ray. A L’Aquila, Palazzo dell’Emiciclo, il 21 giugno.

TEATRO

Ifigenia in Tauride

Lunghi applausi hanno accompagnato la tragedia di Euripide “Ifigenia in Tauride”, lo spettacolo diretto da Jacopo Gassmann che ha appena debuttato al Teatro Greco di Siracusa. Il testo di Euripide con la traduzione dal greco di Giorgio Ieranò, è la terza produzione della stagione della Fondazione INDA, e rimarrà in scena fino al 4 luglio. «Ifigenia in Tauride – scrive nelle note di regia Gassmann – è un testo costellato di domande e contraddizioni, a partire dalla sua natura stilisticamente ibrida. È una tragedia scura e inquieta che si trasforma improvvisamente in una “escape tragedy”, una sorta di fuga rocambolesca da una terra dove apparentemente si compiono sacrifici umani ma che, a uno sguardo più approfondito, rivelerà una natura molto più ambigua e sfuggente». Nel cast, Anna DellaRosa (Ifigenia), Ivan Alovisio (Oreste), Massimo Nicolini (Pilade), Alessio Esposito (Bovaro), Stefano Santospago (Toante), Rosario Tedesco (Messaggero).

SIRACUSA, Anna della Rosa in Ifigenia in Tauride

I treni della felicità – questa storia nei libri di storia non c’è

Attraverso il proprio corpo tre donne del presente, le attrici in scena, di età diverse e diverse zone d’Italia, restituiscono una grande storia del passato, con un atto di generosa autobiografia e svelamento di se’, interrogandosi su quanto Storia e Memoria abbiano contribuito a costituire le loro identità e attraverso quali meccanismi narrativi questo sia accaduto, in un delicato equilibrio tra la finzione e la realtà del teatro. La storia è quella de” I treni della felicità” ovvero la vicenda, dell’immediato secondo dopoguerra, che ha visto protagoniste le donne della neonata UDI, insieme a molte altre, nell’organizzazione di convogli che trasferirono in “Alta Italia” circa 70mila bambini in condizioni miserabili, provenienti da località di tutto il Paese stremate dal conflitto. Una vicenda che rappresenta un mito di fondazione del nostro Paese ma al tempo stesso una storia dimenticata, che racconta di chi sapeva costruire comunità.

ASTI, Treni della Felicità

“I treni della felicità – questa storia nei  libri di storia non c’è” , ideato e diretto da Laura Sicignano, testo Laura Sicignano e Alessandra Vannucci, con Fiammetta Bellone, Federica Carruba Toscano, Egle Doria, musiche eseguite dal vivo da Edmondo Romano. Produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse / Associazione Made’. Festival AstiTeatro Venerdì 24 giugno, Cortile del Michelerio. Prima nazionale. 

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