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Art Marbella, la fiera sotto l’ombrellone

Il calendario internazionale delle fiere d’arte non conosce ferie, e segue collezionisti e non anche in spiaggia. Persino nei giorni della canicola estiva. È, infatti, ai nastri di partenza Art Marbella. Siamo nell’Andalusia del sud, nella perla indiscussa della Costa del Sol, dove ogni anno si dà appuntamento il jet set internazionale per la tintarella. E non solo. Dal prossimo 28 luglio fino al 2 agosto, il Palacio de Congresos y Exposiciones aprirà, infatti, le porte alla terza edizione di Art Marbella con un numero di espositori internazionali superiore agli anni precedenti: Del Infinito e Doble Zeta Art Gallery dall’Argentina; Baró Galeria dal Brasile; Gallery CLU, RoFa Projects e Winn Slavin Fine Art dagli USA; Gloria Cohen, Galerie Koralewski, Lieven De Buck Fine Arts e Maëelle Galerie dalla Francia; Rosenfeld Porcini e Maddox Art dal Regno UNito; SAMHART Gallery e Wadström Tönnheim Gallery dalla Svezia; Gallery Steiner e SvH Atelier Gallery dall’Austria; Proyecto H Contemporáneo dal Messico; Kún Kelemen Fine Arts dalla Slovacchia.
Consistente come sempre il manipolo delle gallerie spagnole che giocano in casa, 
con delle new entry, tra le quali Cayón e la Galería Pilar Serra di Madrid, e Joan Prats di Barcellona. Il parterre degli artisti in mostra include maestri spagnoli come Joan Miró, Antoni Tàpies, Eduardo Chillida, Pablo Palazuelo, Albert Rafols‑Casamada e Jorge Oteiza, insieme a importanti artisti contemporanei quali Manolo Valdés, Luis Gordillo, Herminio, Susana Talayero, Jaume Plensa, Ignacio Llamas e David Magán. 
Il Palmarès degli artisti internazionali annovera l’immancabile Lucio Fontana, Yves
Klein e Mimmo Rotella, insieme ad artisti contemporanei come Cornelia Parker, Túlio Pinto, Michael Joo, Carlos Cruz‑Díez, Mimmo Paladino e Masao Yamamoto.
Ma per saperne di più su questo appuntamento abbiamo intervistato Alejandro Zaia, director di Art Marbella.

Qual è il bilancio delle prime due edizioni della fiera, numeri alla mano?
«È molto positivo. Siamo riusciti a sviluppare un nuovo mercato nel sud d’Europa e su tutto il Mediterraneo durante l’estate. Per quanto riguarda le vendite, la fiera è andata meglio di quanto ci aspettassimo. A questo si aggiunga il numero crescente di pubblico. Per questa edizione aspettiamo più di 16.000 visitatori».

Qual è il profilo, l’identikit del vostro visitatore?
«Ci sono due profili distinti. Il collezionista habitué delle fiere internazionali d’arte, che arriva per conto proprio o con il programma dedicato ai collezionisti che organizza Art Marbella, comprendente anche ospitalità, visite culturali e feste esclusive.
C’è poi il turista neofita, alto spendente, che vuole mettere un piede dentro questo mondo».

Quali sono stati i suoi riferimenti "fieristici” per costruire questa nuova edizione di Art Marbella? 
«Sono partito innanzitutto dalla mia esperienza nel settore, cominciata 10 anni fa organizzando la prima fiera dedicata all’arte latinoamericano a New York, chiamata PINTA. Dopo è venuta PINTA London. Senza dubbio, comunque, quando si organizza una nuova edizione si guarda sempre alle migliori, Art Basel e Frieze».

Quali sono le novità di questa edizione?
«Sono diverse. A partire dalla presentazione di un nuovo lavoro di Dionisio González, uno degli artisti che seguo con maggiore interesse. Ci saranno poi opere di Lita Cabellut, l’artista donna spagnola più quotata al mondo. Sono numerosi, poi, i progetti realizzati per l’occasione, come la personale di Enrique Brinckman della galleria londinese Rosenfeld Porcini, oppure la mostra curata da Rolando Carmona, con la collaborazione della Galleria Maëlle di Parigi, sull’attuale situazione in cui versa il Venezuela (con ORLAN tra gli artisti)». 

Da chi è composto il board che l’ha affiancata per questa nuova edizione della fiera?
«Dai galleristi Pedro Carreras, Carles Taché e María Baro».

Nelle precedenti edizioni Art Marbella è stata aperta al pubblico dalle ore 17 alle 22. Un orario insolito per una fiera d’arte. Anche quest’anno avrà questi orari?
«Sì, perché ci dobbiamo saper adattare al luogo e alla stagione. E a Marbella l’estate è la data più indicata per celebrare una fiera come la nostra. Tutti i galleristi che all’inizio ci guardavano increduli per l’orario, oggi ci ringraziano perché ha dato i suoi risultati». (CBS)