07 marzo 2003

fino al 31.III.2003 Santolo De Luca – Feticissima sera Napoli, Inside Open

 
Un invito di forma insolita che promette una serata all’insegna del feticismo. Una stanza completamente nera da cui guizzano colori, luci e forme che diventano protagoniste di un dialogo in cui l’artista vuole avere l’ultima parola…

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La mostra di Santolo De Luca è un insieme di situazioni e di intrecci, culminanti con l’esposizione di dipinti da Inside Open. Il tutto si origina dall’invito alla mostra: un’etichetta di stoffa nera come quelle che solitamente troviamo dietro gli indumenti, su cui è cucito, al posto della “marca”, il titolo: Feticissima sera. La scelta di usare un invito Santolo De Luca - Feticissima seracosì inusuale è legata all’abilità di De Luca di giocare col linguaggio rendendolo parte integrante delle sue opere. Se ritorniamo al titolo della mostra, immediatamente ci sovviene un gioco di parole con la famosa canzone di Mario Merola nel film “O’ Zappatore” che esordiva con l’esclamazione “felicissima sera… ”. De Luca, invece, augura ai suoi ospiti una serata all’insegna del feticismo, da lui considerato come idea in sé del “desiderio” e non come smania di possedere un oggetto inevitabilmente destinato all’uso, al consumo, alla noia, alla fine.
L’artista utilizza un’etichetta non per pubblicizzare un prodotto, ma per stimolare la curiosità verso l’esposizione, per accrescere la volontà di partecipare all’evento, condividerlo con altri, parlarne e chiedersi dove sia l’opera che dà titolo alla mostra (che di fatto ancora non esiste).
Anche lo spazio espositivo di Inside Open è stato trasformato appositamente per ospitare Santolo De Luca: le pareti bianche sono state dipinte di nero, nera è la moquette sul pavimento, e dal nero, sintesi perfetta di tutti i colori, qualsiasi altro colore diviene luce. Ed ecco, infatti sbucare dalle pareti le immagini che compongono Il libro bianco. Si tratta di 12 dipinti ad olio su cartone sagomatoSantolo De Luca raffiguranti tubetti di colore che si animano e autonomamente liberano la materia da essi contenuta. E così dal tubo di colore giallo verrà fuori la parola “giallo” (e così per il rosso, il blu, il verde, il viola, l’oro, il bianco, il turchese, il nero, l’arancio, il rame e il rosa) perché è il colore stesso ad autodefinirsi. Il “libro bianco” che nel linguaggio giuridico è quello dove si segnano ipotesi di legge non ancora dibattute, rappresenta qualcosa di ancora non ben definito: un esperimento, una possibilità.
Il vuoto della stanza nera crea lo spazio nel quale i quadri e quindi i colori e le parole fluttuano come forme immateriali che si possono percepire, ma non possedere completamente, essendo inafferrabili come la parola “arte” stessa.

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Santolo De Luca – Feticissima sera
INSIDE OPEN, Via Duomo 214; Per appuntamento info: 3333444286
www.insideopen.com


[exibart]

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