07 ottobre 2002

fino al 17.X.2002 White Project Cupramarittima (ap), Galleria Franco Marconi

 
Tre artisti mettendo a confronto i loro diversi modi di interpretare il linguaggio pittorico inaugurano White Project; un ciclo di esposizioni che ci terrà compagnia con grandi nomi fino a maggio…

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Quest’anno la stagione espositiva di Franco Marconi è il risultato di un unico progetto espositivo che nell’arco di sei mesi porterà a Cupramarittima differenti personalità della giovane arte italiana e non solo. White Project, ideato e curato da Mauro Bianchini, propone quindi una serie di mostre personali e collettive in cui si mettono a confronto i diversi linguaggi e soprattutto le diverse suggestioni dell’arte contemporanea.
L’inaugurazione dell’evento vede come protagonisti tre differenti identità artistiche che pongono dialetticamente a confronto il loro diverso approccio al linguaggio pittorico.
Le opere di Paolo Consorti sono caratterizzate da una valenza quasi mistica; reinterpretano in chiave contemporanea storie antiche che si caricano di significati moderni e tendono in questo a mettere in luce le forti contraddizioni a cui è sottoposta la nostra società. Tecnologia e manualità danno vita a dei veri e propri tableau vivant, in cui l’intervento pittorico non si limita alla costruzione dei mini-set sui quali prendono vita i personaggi ma ritorna sul prodotto finito, nel ritocco, nella pulitura finale che tende a mettere in risalto i particolari più significativi. La pittura è ciclica, è ispirazione ma allo stesso tempo definizione, fine. In questa occasione Consorti presenta la figurazione di un naufragio, simbolo della deriva delle idee, dell’arte. I colori e la scena di per sè (un gommone giocattolo) rendono la rappresentazione volutamente irreale, estraniano la situazione da un contesto preciso e la rendono immagine mentale, dal sapore quasi feticista nella sua perfetta e sensuale lucentezza.
Il rapporto tra tecnica e pittura torna nelle opere di Marco Memeo che propone una rappresentazione puntuale, icastica nella sua semplicità. Il soggetto è la periferia urbana contemporanea in cui l’uomo, con le sue geometrie perfette, cede la propria umanità white project - restanoall’alienazione (foto in alto). Il taglio è fotografico, incentrato sul particolare. Il gioco è quello delle assenze, l’esistenza umana è testimoniata soltanto da interventi che ha operato sul paesaggio. Una gru ed un palazzo diventano quindi presenze inquietanti, sintesi di quella modularità tipica della costruzione metropolitana.
Anche per Giuseppe Restano l’iperrealismo rimane la principale chiave di lettura. Qui la ricerca pittorica acquista però una valenza intima. L’occhio del pittore coglie ciò che sta dietro alla visione fenomenica: la forma pura. Una tecnica straordinariamente precisa da vita a linee che si contorcono, si fondono, diventano una piscina (in foto). Anche in Restano la visione è volutamente distorta e sfocata, i diversi passaggi di colore che rendono straordinariamente le ombreggiature nei contorni danno un effetto mosso, in cui le figure sembrano scomporsi e ricomporsi nello stesso istante; la vibrazione da vita alla materia si scontra con la leggerezza e la trasparenza del colore e sfocia in una sorta di diapason pittorico.

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mostra visitata il 22.IX.2002 [inaugurazione]


Dal 22.IX al 17.X
WHITE PROJECT – Memeo, Consorti, Restano. Galleria Franco Marconi, Corso Vittorio Emanuele,70, Cupramarittima (ap). A cura di Mauro Bianchini
Orario: dal lunedì al sabato 16-20 chiuso la domenica. Ingresso libero.
Info 0735778703

[exibart]

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