22 marzo 2002

Un weekend per l’arte: X edizione della giornata FAI di Primavera

 
Due giorni – sabato 23 e domenica 24 – per scoprire un tesoro messo insieme dal tempo, dal genio, dalla fantasia e dalla dedizione degli uomini. Quest’anno saranno 380 i luoghi d’arte aperti straordinariamente dal FAI al pubblico in occasione della giornata di primavera. Exibart ha incontrato Marco Magnifico, direttore del Fondo per l’Ambiente Italiano...

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Può tracciare brevemente una storia del FAI, evidenziando quali sono gli obiettivi della Fondazione?
Il Fondo per l’Ambiente Italiano nasce nel 1975, sull’esempio del National Trust inglese, che è la più grossa realtà di tutela nel mondo, con due milioni di iscritti e centinaia di proprietà direttamente possedute e gestite. Lo scopo era fare qualcosa di concreto di duraturo per il patrimonio artistico e naturalistico italiano. Quindi sono arrivate le prime donazioni: Castello di Avio donato dalla contessa Castelbarco, nipote di Toscanini, il Monastero di Torba e poi via via sono arrivate le altre proprietà sino ad giungere alle trenta e passa di oggi.Villa Menafoglio Litta panza
Direi che è una storia senza scossoni particolari, semplicemente segnata da una costante crescita sia delle acquisizioni che degli iscritti, che della notorietà. Uno degli obiettivi principali del FAI è l’educazione della gente non solo a riconoscere la qualità e l’importanza della propria tradizione storico artistica e paesaggistica, ma ad impegnarsi in prima persona. Le persone dovrebbero essere aiutate a capire che si tratta di un patrimonio che è di loro proprietà.
Ma per far si che questo accada è necessario che tutti imparino a riconoscerlo, ad amarlo, a sentirlo come parte integrante… Accanto a questo c’è un’attività concreta che è quella di restaurare e poter aprire al pubblico tutto l’anno monumenti che ‘virtualmente’ diventano di tutti gli iscritti – che infatti hanno possibilità di entrare gratis ogni giorno dell’anno – . Quindi sono due gli scopi principali: quello di favorire la sensibilizzazione e quello più pragmatico, di tutela e gestione.

Può darci qualche anticipazione sulla prossima attività del FAI?
Non anticipo le prossime donazioni: verranno annunciate a suo tempo… noi viviamo di beneficenza è difficile quindi prevedere quello che succederà… Lo scopo è quello di estendere la presenza del FAI in tante regioni. Per fare un esempio: il 1° di giugno inaugureremo, dopo un restauro che ha richiesto un investimento di 4 miliardi e mezzo, in gran parte finanziato dalla Comunità Europea, la mitica Baia di Ieranto, l’unica baia intatta della penisola Sorrentina ove l’ Italsider donò al FAI nel 1986 47 ettari. Era totalmente abbandonata e mira di molti speculatori. Il FAI ha restaurato centinaia di olivi, il sentiero costeggiato da chilometri di muri a secco, le casette dei contadini con i tetti in battuto di lapillo, la possente torre cinquecentesca di Montalto…

Uno degli copi del FAI è favorire e formare una consapevolezza del patrimonio storico artistico e naturale Italiano e del resto recentemente la Presidentessa Giulia Maria Mozzoni Crespi si è pronunciata in termini piuttosto decisi circa la possibilità di rendere facoltativo l’insegnamento della Storia dell’Arte nelle scuole. Quali sono le vie che il FAI intende percorrere perché quest’obiettivo si realizzi?Castello di Avio
Le aperture straordinarie proposte nel programma della Giornata di Primavera permettono la conoscenza diretta di alcuni luoghi – di solito non accessibili – , ma senza la pesantezza di certe visite museali… certamente per capire e apprezzare è fondamenltale riuscire ad inquadrare personaggi e periodi storici, ma l’insegnamento non tocca noi.
Noi possiamo offrire – invece – la presa di coscienza diretta, il fatto che ‘toccando’ il monumento, visitandolo, divertendocisi diventa anche più facile e possibile che si apra un canale di comunicazione…

Con la speciale formula di adesione Corporate Golden Donor, il FAI ha aperto alle aziende. Qual è il suo parere relativamente al tanto dibattuto articolo della finanziaria che aprirebbe la gestione di alcuni servizi museali a soggetti ‘non statali’?
È bene che i privati siano ‘di un certo tipo’: perché non ci si improvvisa ‘gestori’ di beni culturali, non credo si possa – esempio – oggi fare pneumatici e domani seguire un museo. È necessario che l’azienda comprenda che con la gestione dei beni culturali non si fanno soldi, anzi si perdono: se un uomo è un imprenditore e pensa di approcciare la gestione di un museo o di un monumento con il piglio dell’imprenditore e non del mecenate e con lo scopo di ricavarne un reddito dovrebbe sapere che questo non è possibile.

Alcune Aperture Straordinarie, per le giornate FAI di Primavera

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www.fondoambiente.it il sito del FAI

Maria Cristina Bastante

[exibart]

1 commento

  1. SCRIVO DA MILANO: Molto interessante, come tutti gli anni… se non mi avesse avvertito un mio amico, per telefono, mi sarei persa una splendida visita a 2 palazzi storici e alla sede dell’Università Statale.
    Un consiglio, data la breve durata dell’evento e la poca pubblicità data dai media, cercate di anticipare di qualche giorno questo tipo di notizie…perchè alcuni distratti, compresa la sottoscritta, potrebbero aprire troppo tardi il msg.. e perdersi qualcosa di veramente interessante!!! comunque sia, grazie per le sempre interessanti notizie e gli spunti che date…

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