23 luglio 2019

Ekaterina Panikanova, Attraversando il mio giardino z2o Sara Zanin Gallery

 

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La Natura è così incredibilmente grande ed imperscrutabile da lasciare sgomenti davanti al senso di estrema piccolezza che l’essere umano può provare tentando di confrontarsi con essa. Ancor più profondo e denso è il legame che lega la Natura terrestre a quella umana, quel lungo viaggio nella scoperta di sé stessi. Per la sua nuova personale a cura di Marina Dacci alla galleria z2o, Ekaterina Panikanova apre le porte del suo giardino immaginifico, che sperimenta per la prima volta i nuovi media affrontati dall’artista in una nuova produzione, che nasce come site-specific per questo progetto, ma è destinata ad essere elemento caratterizzante anche dei suoi futuri lavori. Influenzata certamente dal carattere rurale della propria vita quotidiana (l’artista vive attualmente nella città di Pomezia, in campagna) la Panikanova porta negli spazi di via della Vetrina un po’ di quella natura incontaminata che è abituata a vivere ogni giorno. Gli oggetti abbandonano le pareti per incontrare il pavimento, le installazioni sfondano lo spazio come a cercare una quarta dimensione. La terra, i tronchi, persino gli alberi di eucalipto tipici della zona dell’agro pontino –  piantati proprio durante il periodo della bonifica negli anni del Fascismo – entrano nello spazio espositivo muovendosi al soffiare del vento con il loro ondeggiare ripetitivo e calmo, sviluppando un terzo livello oltre la carta dipinta. Famiglia, radici, infanzia: sono questi i pilastri portanti cui l’artista ha abituato il proprio spettatore negli anni; pilastri che non tradisce e non abbandona nemmeno in questo caso, sapendoli raccontare con una nuova serie di lavori leggera e impalpabile come la ceramica che realizza dallo stampo di alcuni centrini e che fa capolino tra i gli amati libri, simbolo di un lavoro tipicamente femminile e delicato. I numerosi bicchieri di cristallo, memoria dei palazzi di vetro che il nonno di Ekaterina realizzava: di tutto questo è fatto il suo mondo, il suo giardino immaginario che poi è lo scorrere del tempo, è narrazione di un prima, un ora e qui, un divenire stigmatizzato in quegli oggetti simbolici a lei molto cari. Il suo giardino immaginario, che è poi un giardino all’interno di uno spazio chiuso e circoscritto, è un viaggio nel suo intimo ancora più maturo e strutturato di quanto fatto finora. All’apertura del vaso di Pandora il suo contenuto incontenibile esplode nello spazio.
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Ekaterina Panikanova, Attraversando Il Mio Giardino, Installation View Room Ph Giorgio Benni

Ancor più sorprendenti sono i due frame video che scorrono in loop, cartoline viventi, seppur non invadenti nel confronto con la grandezza delle installazioni. Ancora una volta si tratta di immagini potenti, che riescono a raccontare una storia che arriva da molto lontano e che, nuovamente, riesce nel difficile compito di restituire un ricordo che appartiene alla sua memoria e potenzialmente alla memoria di ognuno. Nell’impercettibile movimento sull’acqua dei due palloni colorati, simili a due pianeti che si muovono sul proprio asse, vi è una cartolina da un’estate come lontanissima che ha il canto delle cicale. Nel volo senza fine della bambina che prova ad arrivare sempre più in alto con la sua altalena (Altrove, 2019) c’è uno sguardo – il suo – che guarda instancabile verso il futuro e quello di una donna, attenta, che instancabilmente lo custodisce.
“Attraversando il mio giardino” è quindi dimostrazione di quel che esiste al di là della sottile linea rossa che separa l’essere e il voler essere, quel che di sicuro già si possiede e quanto ancora più avanti ci si potrebbe spingere. Il lavoro di Ekaterina Panikanova trova in questo progetto sua ideale crescita ed evoluzione, trova – per l’appunto nella sua volontà di compiere quel salto coraggioso verso l’inesplorato – lo spazio di una scoperta sempre lucida e coerente con tutto il percorso già affrontato. In questo giardino, il suo, si entra in punta di piedi potendosi avvicinare ad una sensibilità profonda e mai celata; in questo giardino, che così tanto intimo appare, ci si sente così vicini a qualcosa di estremamente familiare, che dunque non appartiene solo a lei, ma ai sentimenti portanti dell’essere umano; in questo giardino si entra con gli occhi dell’artista condivisi e indirizzati di Marina Dacci, che con la sua estrema delicatezza accompagna la lettura di queste opere che parlano moltissime lingue differenti.
Alessandra Caldarelli
mostra visitata il 9 luglio 2019
Dal 20 giugno al 31 luglio 2019
Ekaterina Panikanova
Attraversando il mio giardino
z2o Sara Zanin Gallery, Roma
Via della Vetrina, 21 – 00186 Roma
Orario estivo: lunedì-venerdì 13.00-19.00 (o su appuntamento)
Info: info@z2ogalleria.it; www.z2ogalleria.it

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