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fino al 1.II.2004
Il viaggio dell’uomo immobile
Genova, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce

   
 Da Paik a Viola, da Studio Azzurro alla Bravo. Un percorso stimolante negli ultimi dieci anni. Un’occasione non comune in questi ultimi tempi in Italia, per visitare una mostra tematica esclusivamente di videoarte… Pietro Bussio 
 
pubblicato
La direttrice e curatrice del Museo di Villa Croce Sandra Solimano continua, dopo Globe: la torre di Babele e In faccia al mondo, la sua ricerca e indagine nell’«ordine del caos» che coinvolge l’uomo contemporaneo. Con la prima esposizione l’attenzione era rivolta all’odierna “globalizzazione babelica” della vita e del fare arte, soprattutto in chiave esistenziale e non filosofica; con la seconda si rifletteva sull’ambiguità tra ritratto e ritraente, fra nuovi modi realizzativi applicati al medium fotografico e sulla perdita del tempo reale della pellicola fotografica con l’utilizzo del digitale.
Così anche Il Viaggio dell’Uomo immobile è un itinerario introspettivo, in parte intimista, che ogni individuo è chiamato a compiere di fronte al binomio arte e Mari Oyama Drift in a life tecnologia e in particolare di fronte alle installazioni videoartistiche e ai suggerimenti percettivi che appartengono fin dall’origine all’ontologia della videoarte.
Un possibile percorso espositivo inizia con le grida silenziose del volto frammentato di Oursler (Digital), transitando per i cortocircuiti concettuali dei computer di Bolognini (Sealed computer), soffermandosi sull’evocazioni infantili e del proprio passato nella stanza della giapponese (Drift in a life) Oyama (artista presentata per la prima volta in Italia), o perdendosi nella volta popolata di angeli barocchi aggrappati agli oggetti della cultura del passato, per non cadere nel vuoto, nell’ emozionante installazione-interattiva di Studio Azzurro (Il soffio sull’angelo). Proseguiamo con la nascita e la distruzione delle città ideali e digitali della Megert (La ville des immortels), riflettiamo sulla vita e la morte, sulla memoria, sui ricordi, sul passato e sul presente con lo straordinario volto Chantal Michel Comme si l affiorante nella finta “neve” proiettata su un velo di Memoria di Bill Viola. La piccola immagine della Anderson (At the Shrink’s), in una sorta di seduta psicanalitica proiettata su una minuscola statuetta, fa da controparte ai molteplici televisori che intrappolano l’immagine dell’artista bambina Chantal (Comme si l'immediat…) nelle differenti frammentazioni del proprio ego esistenziale. Una segnalazione a parte meritano i lavori di Sarkisian e Didou, che non si possono definire tradizionalmente videoartistici, ma che ne utilizzano i meccanismi creativi snaturandoli: o negando il frame e soffermandosi più su evocazioni sonore che video (Roadside series:Aberdeen, Sarkisan), o partendo dai tracciati dell’ecotomografie assiali per realizzare sculture che riflesse da specchi anamorfici assumono una precisa forma (Senza titolo, Didou).
In conclusione bisogna segnalare che le videoinstallazioni di Shun (Power station) e di Plessi (Foresta di fuoco) non riescono ad esprimersi appieno rispetto alle esposizioni precedenti a causa di un limitato allestimento: poco spazio e troppa luce per il cinese,Franziska Megert La ville des immortels troppo spazio e incompletezza fisica dell’opera per il veneziano. La mostra, seppur limitata da questi problemi spaziali, si rivela efficace, ben strutturata, rifuggente da qualsiasi pretesa storica e dalla tentazione di offrire una panoramica esaustiva sulle tematiche videoartistiche, ma offrendo suggerimenti validi e convincenti ad ogni tipologia di pubblico.
Terminano il percorso il celebre TvClock di Paik, il tappeto interattivo della Bravo (A_maze), le visive simmetrie oniriche di Hahn (Rabbit in your headlights), i fogli di carta di Giovanelli (Stable mouvant), le illusionistiche piume digitali di Couchot e Bret (Je sème à tout vent) e la tantrica stele di Corner (Stella di Davide) all’esterno del Museo.

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pietro bussio
mostra visitata il 7 dicembre 2003


Il viaggio dell’uomo immobile
a cura di Sandra Solimano
Fino al 1 febbraio 2003
Genova, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, via J.Ruffini 3 Cap. 16128
Orario d’apertura: dal martedì al sabato dalle h. 10.00 alle h. 18.00, la domenica dalle h. 10.30 alle h.18.00, la domenica ingresso gratuito, lunedì chiuso.
Per informazioni: tel. 010585772 - 010580069, fax 010532482, e-mail: museocroce@comune.genova.it
Comitato scientifico: Viana Conti, Vittorio Fagone, Frank Popper, Lola Bonora, René Berge, Maria Perosino, Sandro Ricaldone, Sandra Solimano, Caterina Gualco.
Catalogo con testi di: Viana Conti, Vittorio Fagone, Frank Popper, Lola Bonora, René Berge, Maria Perosino, Sandro Ricaldone, Sandra Solimano.


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