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UN CAMPARI? AL MUSEO

   
 La prossima settimana apre al pubblico un nuovo museo. Si trova a Sesto San Giovanni, l’ha disegnato Mario Botta e inaugura con una temporanea dedicata a Depero. L’atteso Museo del Novecento di Milano? Macché, è la Galleria Campari. Quando il pubblico latita... ginevra bria 
 
pubblicato

Un solo industriale”, scriveva Fortunato Depero negli anni ‘30, “è più utile all'arte moderna e alla nazione che 100 critici d'arte o 1000 inutili passatisti.
Questa frase, scritta in rosso su un'intera parete gialla, chiude la mostra Depero con Campari, curata da Marina Mojana e Ada Masoero per celebrare i 150 anni di storia-Campari e l'inaugurazione della nuova sede museal-industriale, disegnata da Mario Botta e ubicata quasi nel centro di Sesto San Giovanni.
La rassegna, visitabile al secondo piano della Galleria Campari, “è stata dedicata alla produzione di Depero sia a causa del suo legame con il Futurismo, del quale è considerato uno dei suoi esponenti, sia per l'attività estetica di Campari, azienda per la quale l'artista ha lavorato come autore della comunicazione dell’azienda dal 1926 al 1936”, spiega Marina Mojana, guida d'eccezione durante le prime ore d'apertura del museo. “ll rapporto di Depero con Campari inizia nel 1926”, ricorda la curatrice, “quando l’artista espone alla Biennale di Venezia la tela ‘Squisito al Selz’ dedicato a Campari; non bisogna dimenticare inoltre che è a lui che si deve, nel lontano 1932, la realizzazione dell’iconica bottiglia del Camparisoda ancora oggi in uso.
Fortunato Depero - Depero con Campari - veduta della mostra presso la Galleria Campari, Sesto San Giovanni (MI) 2010
Il percorso della mostra si sviluppa sul modello del pupazzo della china Presi il Bitter Campari tra le nuvole ed è costituito da pareti che hanno forme geometriche elementari come rettangoli, cerchi e triangoli e colori quali blu, rosso e giallo; elementi che dirigono gli spazi espositivi e rappresentano un ulteriore omaggio a Depero, come interprete cromatico del Futurismo. “La mostra”, prosegue Marina Mojana, “raccoglie una settantina di opere di cui quarantaquattro sono grafiche originali in bianco nero realizzate per il libro ‘Numero Unico Futurista’ pubblicato dall’artista trentino in omaggio a Davide Campari; sei disegni a colori inediti e sette quadri di grande formato provenienti da collezioni private. Infine sono presenti anche i due ‘pupazzi tridimensionali’ segnaletici del distributore automatico di Bitter, scolpiti da Giovanni Sacchi su progetto dello stesso Depero, e il plastico realizzato per la Fiera di Milano.
E in futuro? “A partire da fine giugno, dopo la chiusura di ‘Depero con Campari’”, anticipa Marina Mojana, questa galleria ospiterà una programmazione continua di mostre temporanee. ITobias Rehberger - Campari Art Label - 2010 - etichetta su bottiglie vendute in edizione limitatal primo evento della lista verrà dedicato agli oggetti creati da designer e artisti contemporanei che hanno lavorato per Campari; uno fra i tanti, il designer Matteo Thun. Si deve ricordare inoltre che per i suoi 150 anni l'azienda ha istituito il Campari Art Label, inserendo tre opere grafiche di tre grandi nomi dell'arte contemporanea sulle etichette delle bottiglie vendute in edizione limitata. Gli artisti, come Exibart ha già anticipato, sono gli AVAF, Tobias Rehberger e Vanessa Beecroft.
Sarebbe in effetti uno spreco se uno spazio di tale portata venisse lasciato vuoto troppo a lungo. Depero, infatti, si inserisce solamente al secondo piano della nuova, bottiana sede del Museo Campari. La Galleria nella sua totalità è uno spazio di 950 metri quadri distribuito su due livelli allestitivi da 400 metri quadri. Al primo piano, Campari ha riunito il proprio memorandum. Un percorso visivo altamente digitalizzato che approfondisce tre aree tematiche (comunicazione, arte e produzione), nelle quali - tra videowall, filmati e schermi interattivi - il visitatore può ripercorrere la storia estetica di Campari, sulle note aromatiche di profumi d'agrume bitter. Le tre aree tematiche sono caratterizzate da tre luoghi distinti: la parete/muro di 32 metri dove è proiettata una selezione dei contenuti delle tappe fondamentali della storia Campari; il percorso/carpet, ovvero l'allegoria di un viale cittadino illuminato, reso sensoriale da suoni, immagini e profumi; il tavolo/archivio multimediale in cui, attraverso postazioni multimediali touch-screen, il visitatore può sfogliare la storia del marchio; infine, il completamento della visita è accompagnato da una parete/videowall che proietta una selezione delle campagne pubblicitarie Campari e da una curiosa macchina del tempo, la Time Traveller, che fornisce le fondamentali tappe storiche del marchio.
Da Fortunato Depero a Bruno Munari, geniale anticipatore della videoarte, attivo per Campari dal 1932 al 1982 circa; da Federico Fellini, che firma nel 1984 il primo spot per Campari, a Ugo Nespolo, sperimentatore di film pop e d’animazione in 3D ante litteram, che nel 1990 orchestra la pubblicità Campari per i Mondiali di Calcio ’90 (oltre a esser stato l’autore della recente installazione che celebra i 150 anni di Campari sull’arco della Stazione Centrale di Milano), la Galleria è concepita come luogo del presente e del passato, un microcosmo rutilante e colorato (seppur tendente ai toni rubino), ricostruendo un universo in miniatura, vivo, ricco e avvolgente.
Bruno Munari - Lettering per Campari - 1964
Non bisogna infine dimenticare che, fra enormi videowall, filmati, installazioni multimediali e montaggi spericolati, gli appassionati potranno ritrovare esposti (in versione originale) opere su carta, chine, pastelli, tempere e manifesti litografici di artisti quali Glaser, Sambonet, Mochi, Brunetta, Sinopico, Tofano; senza dimenticare le icone di grafica del geometrico Diulgeroff, dell'equilibrista Dudovich, dell'incisivo Nizzoli e, per ultimo, del poco ricordato Leonetto Cappiello.

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ginevra bria
mostra visitata il 18 marzo 2010


dal 22 marzo al 18 giugno 2010
Fortunato Depero - Depero con Campari
Galleria Campari
Viale Gramsci, 141 - 20099 Sesto San Giovanni (MI)
Orario: martedì, giovedì e venerdì ore 10-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0262251; galleria.campari@campari.com;
www.campari.com

[exibart]

 


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indice dei nomi: Ada Masoero, Botta, Bruno Munari, Campari, Depero, Federico Fellini, ginevra bria, Giovanni Sacchi, Glaser, Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Marina Mojana, Matteo Thun, Mochi, Nicolaj Diulgheroff, Sambonet, Sinopico, Tobias Rehberger, Tofano, Umberto Nizzoli, Vanessa Beecroft
 

1 commento trovato 

21/03/2010
Vito De Meo, Milano Italia
http://www.vitodemeo.blogspot.com
Bella Storia!
Peccato che i nomi siano sempre gli stessi.
Mi risulta che Campari fosse anche una scuola
di innegabile qualità, molto attiva nella seconda metà del secolo scorso, e credo che una ricerca negli archivi, se esistono, o dove i validi ricercatori sanno, potrebbe portare all'attenzione proposte all'epoca trascurate, ma magari buone da essere considerate, e qualche nome meritevole di notorietà.
A scanso di dietrologie maliziose, dichiaro che io non ho frequentato la Scuola in questione.


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