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Art Crime: un sito sul vandalismo artistico

Cosa succede quando i visitatori dei musei non si accontentano di fare da spettatori e “interagiscono” fisicamente con le opere esposte? Attenzione, non parliamo di arte interattiva, dove bisogna premere bottoni e azionare meccanismi, ma di quadri, sculture, installazioni che diventano il bersaglio di provocatori e spesso divertenti atti di “vandalismo artistico”...
pubblicato mercoledì 17 luglio 2002
Il sito Art Crime, introdotto simbolicamente dal passo dell’Esodo in cui Mosè distrugge la statua del Vitello d’Oro, raccoglie la documentazione di alcuni tra i più famosi atti di iconoclastia contemporanea, compiuti per motivi ideologici, in alcuni casi religiosi, in altri per per semplice irriverenza verso la “sacralizzazione” riservata a molte opere d’arte contemporanea.
Tra gli episodi riportati il più recente è il lancio di uova nella stanza di Martin Creed alla Tate Britain di Londra. La discussa installazione dell’artista inglese, vincitore tra le polemiche dell’ultimo Turner Prize, consiste in una semplice stanza vuota dove le luci si accendono e si spengono ad intervalli regolari. In uno dei momenti di buio l’artista 52enne londinese Jacqueline Crofton ha scagliato contro il muro due uova, atto che le è costato l’immediato allontanamento dal museo e l’interdizione da tutte le sedi della Tate. Intervistata sulle ragioni del suo gesto, la Crofton ha dichiarato: “Non ho niente contro Martin Creed, tuttavia non credo che il suo lavoro possa essere considerato arte. The Lights Going On And Off è un lavoro elettrico, o nel migliore dei casi, è filosofia.”
Altri artisti inglesi sono stati vittime di attacchi, come Tracy Emin, il cui famoso Letto è stato profanato disinvoltamente dalla coppia di artisti cinesi Yuan Cai e Jian Jun Xi ianjun, autori anche del celebre ri-uso della Fontana di Duchamp, riportata dai due alla sua funzione originaria, quella di orinatoio.
Sempre rimanendo nel campo degli artisti iconoclasti non poteva mancare il russo Alexander Brener, celebre per avere tracciato con uno spray il simbolo del dollaro su Suprematisme di Malevich, dichiarando poi di voler protestare contro “la corruzione e la commercializzazione del mondo dell’arte”. Durante il processo Brener fece un’interessante discorso, che tirava in campo la discussa questione del rapporto artista-spettatore e che gli procurò non pochi ammiratori: “Quello che ho fatto non è contro il dipinto, io vedo il mio gesto come un dialogo con Malevich”. Di carattere religioso invece l’attacco alla Holy Virgin di Chris Ofili (che aveva usato sterco di elefante per riprodurre un’immagine naif della Madonna), imbrattata di vernice bianca dal 72enne cattolico Dennis Heiner nel 1999.
Ma non è solo l’arte contemporanea ad essere violentemente colpita: non sono state risparmiate opere di grandi classici come Picasso, colpito da un coltello; Rembrandt, vittima di un lancio di acido e Raoul Dufy, danneggiato addirittura con del vomito.

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valentina tanni

[exibart]

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