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Una rete da tennis al posto del muro di Trump

   
   
 
Una rete da tennis al posto del muro di Trump
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Un match. Un confine. E quella necessità di unire i popoli. Il marchio svedese dell’abbigliamento sportivo "Björn Borg”, che deve il suo nome al celebre tennista, insieme all’agenzia pubblicitaria Round & Round, ha deciso di organizzare un incontro di tennis sul confine tra Stati Uniti e Messico, da disputare su un campo che costeggia il fiume Tijuana. Una rete al posto del famigerato muro di oltre 3.000 chilometri che Trump ha intenzione di costruire tra le due nazioni per bloccare l’immigrazione clandestina negli States. Una rete da tennis posizionata esattamente lungo quel confine, per far cadere metaforicamente le barriere sempre più prossime tra le due popolazioni. I primi di luglio si è giocato il primo match, USA vs Mexico, tra le giovani promesse Peter Clemente – statunitense – e Luis Mariano Argote – messicano. Classe 1999 il primo e 1998 il secondo, ovviamente griffati "Borg”, hanno inaugurato il "Borg Open” con una partita vera e propria. L’unica eccezione, anch’essa allusiva e provocatoria, l’impossibilità per i giocatori di cambiare campo al termine del set e, quindi, nazione. Ognuno è dovuto rimanere all’interno dei confini del proprio paese. Un messaggio di pace, di fratellanza tra i popoli, ma anche una straordinaria trovata di marketing per il marchio svedese. E ora la palla sta a Trump. D’altronde non è una grande appassionato di tennis? (Giulia Pavesi)

Fonte: Pr News Wire 
 


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