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Fino al 13.VIII.2017
straperetana. La “Porta d’Abruzzo” apre
i battenti all’arte
Pereto (L’Aquila)

   
  Giuliana Benassi 
 
Fino al 13.VIII.2017 - straperetana. La “Porta d’Abruzzo” apre - i battenti all’arte - Pereto (L’Aquila)
pubblicato

Le terre di confine sono luoghi di difesa e di veglia, di incontro, scambio e accoglienza. Sono porte d’ingresso, spalancate o socchiuse, il cui attraversamento suona come la prefazione che prepara all’ascolto di una nuova storia narrata. Pereto, un piccolo borgo incastonato tra la montagna rocciosa e le verdi distese collinari al confine tra Abruzzo e Lazio, è noto anche come "Porta d’Abruzzo” proprio per questa sua condizione geografica. Posto a poco più di 50 km da Roma è diventato per quasi un mese spazio espositivo, o meglio luogo d’accoglienza dell’arte e degli artisti che hanno esposto dei lavori disseminati in vari angoli, palazzi e vie del borgo, dopo un avvicinamento al luogo avvenuto attraverso sopralluoghi e visite.
straperetana è il titolo del progetto ideato da Paola Capata e Delfo Durante – con il supporto della Galleria Monitor di Roma – che ha preso forma quest’anno con una mostra collettiva di quindici artisti, Giorgia Accorsi, Elena Bellantoni, Dario Carratta, Francesco Ciavaglioli, Adelaide Cioni, Giovanni de Cataldo, Matteo Fato, Fondazione Malutta, Fabio Giorgi Alberti, Matteo Nasini, Leonardo Petrucci, Calixto Ramírez Correa, Marta Roberti, Alessandro Vizzini, Maria Teresa Zingarello ,curata da Saverio Verini.
Passeggiare per il borgo coincide con il percorso espositivo: tutto il paesino è disseminato di opere che spesso fanno capolino tra le case di roccia, gli angoli tanto nascosti, quanto suggestivi e caratteristici. Il visitatore è invitato a esplorare i vicoli intrappolati tra le pietre e le case, a entrare in alcuni dei palazzi più significativi del borgo o a sbirciare all’interno di antichi portoni, avvolti dal mistero del tempo, per incontrare le opere degli artisti e, attraverso queste, cogliere l’eco della storia del luogo raccontata soprattutto dalle "tracce” che molti degli abitanti hanno lasciato nel silenzio della montagna.
E gli artisti hanno ripercorso queste orme, e cercando di inseguirle ne hanno colto i simboli e le epifanie, la dimensione poetica e drammatica connaturata alla geografia del luogo.
La pietra è una delle caratteristiche della regione: la sua durezza è simbolo di fatica che nobilita il lavoro e forgia i caratteri delle persone, la loro cultura e il modo di affrontare la vita: è poeticamente bagnata dall’acqua dei ruscelli limitrofi e dal sudore della fronte di tanti che l’hanno sfidata per innalzare castelli solenni (come quello medievale posto sul promontorio più alto di Pereto) e umili case. Questo dettaglio possiamo leggerlo nelle opere dell’artista messicano Calixto Ramírez Correa, che ha concepito dei lavori a partire dall’esperienza diretta intorno ad alcuni elementi del luogo. Il video Senso di appartenenza, focalizza in un collage di immagini alcuni elementi colti a contatto con il territorio, come la capacità di trasformazione percettiva della roccia bagnata dall’acqua o la costruzione di una possibile fontana per far fronte alla carenza d’acqua nelle ore in cui il paesino resta senza acqua corrente pubblica. Questo lavoro dell’artista messicano è allestito all’interno dell’ex-caserma, già casa del parroco, uno spazio in cui il tempo sembra essersi fermato e le persone che lo hanno abitato sembrano, a tratti, essere ancora presenti in alcuni dettagli: la feritoia della cella di isolamento, i santini, le icone di varie epoche si scorgono tra le pareti intonacate e impolverate, dove i lavori degli artisti si inseriscono a volte con discrezione e capacità mimetica, altre volte con ironia e sarcasmo.
Anche il bagno è antro espositivo con il lavoro di Leonardo Petrucci all’interno della vasca, completamente riempita di inchiostro nero di seppia e in continua ebollizione come a segnalare un processo alchemico in fieri. I paesaggi incorniciati dalle finestre sembrano quadri di luoghi incantati e diventano pretesto pittorico per Matteo Fato nel tentativo di ridipingere lo stesso scorcio visto da una finestra dell’ex-stanza del canonico nell’opera Il Piano del Cavaliere, ossia, stare a Cavaliere.
Prima di entrare all’interno di altre strutture, il percorso da seguire è quello spigoloso segnato dagli angoli delle case e l’attraversamento è ricco di sorprese e opere che si inseriscono senza sospetto nelle trame delle pareti di roccia delle abitazioni, nelle crepe e negli scorci laterali. A partire da una caratteristica presenza musiva sulla facciata di una casa che riporta il ritratto della signora anziana proprietaria dell’immobile, la Fondazione Malutta ha inserito in varie nicchie del borgo una serie di dipinti raffiguranti donne dai volti scarni e segnati dal tempo, cogliendo nella senilità la dimensione tipica di questi luoghi isolati, ormai abitati da una popolazione anziana e, in parte, disabitati per quasi tutto l’anno.
Il rapporto con il passato si fa presente, e il presente vive di memoria che si fa attualità: questo sembrano testimoniare gli oscuri personaggi e i dettagli delle inquadrature pittoriche delle tele di Dario Carratta esposte a Palazzo Maccafani. Se in questi luoghi si entra in contatto con una parte della storia passata del borgo, negli spazi del Bar si abbraccia il ritmo della vita quotidiana che anima Pereto nella sua dimensione di paesino che ancora resiste (se solo si pensa alla miriade di paesini abruzzesi abbandonati, disabitati, sventrati dal terremoto). E questa "resistenza” è stata colta da Elena Bellantoni con una performance coinvolgente condotta dall’artista nel bar, centro gravitazionale del borgo, con il linguaggio della sfida e del gioco "braccio di ferro” al cospetto degli abitanti del luogo, congedati dopo la prova di forza con la domanda "Cosa resiste?”...tra le risposte anche "Pereto” . E noi aggiungiamo l’arte, l’arte resiste.

Giuliana Benassi
mostra visitata il 25 luglio

Dal 15 luglio al 13 agosto 2017
straperetana
Pereto (AQ)
Orari e info: il percorso esterno nel borgo storico è visitabile tutti i giorni partendo da piazza Maccafani, dove è presente un punto distribuzione mappe e seguendo le indicazioni con la "s”; mentre per visitare gli spazi al chiuso (Palazzo Maccafani, Palazzo Iannucci e gli spazi su corso Umberto) si può chiamare il 335.1049685 oppure il 335.5842365, dal venerdì alla domenica, dalle 18.00 alle 22.00.
www.straperetana.org

 


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