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Balthus, che indecenza

   
 Parte la petizione online per far rimuovere un’opera dell’artista francese. Ma il Met resiste   
 
Balthus, che indecenza
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Nel variegato mondo delle petizioni online tutti possono trovare la giusta causa da appoggiare. L’ultima viene da New York ed è stata proposta da tale Mia Merrill sulla piattaforma thepetitionsite ed è rivolta al Metropolitan Museum. «Quando sono andata al Metropolitan Museum, la scorsa settimana, sono rimasta scioccata nel vedere un quadro che ritrae una giovane ragazza in un posa sessualmente ammiccante», è la testimonianza drammatica della signora. Ed è stato proprio questo trauma ad aver spinto Merrill al gesto della petizione: «è riprovevole che il MET, un’istituzione così rinomata e rispettata, dia sprezzantemente spazio a un’immagine del genere». Sotto accusa è Thérèse Dreaming, opera realizzata nel 1938 da Balthus, tra le più iconiche non solo della ricerca dell’artista – che è controversa proprio per questi temi, un po’ come Lewis Carroll – ma, probabilmente, di tutta la pittura contemporanea. Thérèse Blanchard posò in diverse occasioni e, tra il 1936 e il 1939, Balthus realizzò dieci ritratti della sua giovane vicina di casa, da sola, con il gatto o con il fratello. Questo in particolare ha girato il mondo, dalla Tate Gallery al Centre Pompidou, passando per Palazzo Grassi, nel 2001, oltre a comparire su ogni manuale di storia dell’arte contemporanea. Ma questo non vuol dire nulla per la sensibile signora Merrill che, a oggi, ha trovato altre 9.047 persone sensibili almeno quanto lei. Il Met, da parte sua, fa sapere di non avere la minima intenzione di levare l’opera e gira astutamente la questione: «momenti come questi ci danno l’opportunità di confronto. L’arte è uno dei mezzi migliori che abbiamo per riflettere sul passato e sul presente, incoraggiando una discussione informata e rispettosa delle espressioni creative», ha dichiarato Ken Weine, capo ufficio stampa del museo. 


 


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