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Marzia Migliora: disegnare in fiera

   
   
 
Marzia Migliora: disegnare in fiera
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"Disegnare l’invisibile”, in collaborazione con Moleskine, è il titolo del workshop che oggi e domani coinvolgerà l'artista Marzia Migliora con una serie di giovani e art lovers all'interno della fiera. Una lezione di disegno performativa, tra creazione e osservazione. Ne parliamo con l'artista
Ci racconti "Disegnare l’invisibile”?
«Il progetto nasce da un invito di Ilaria Bonacossa con Moleskine. Il workshop, che durerà oggi e domani, con alcuni studenti provenienti da Accademie di Belle Arti, nasce per mettere a confronto il metodo di lavoro: indagheremo le fasi preliminari dell’opera, non l’aspetto installativo o dell’esposizione».
Cioè il come nasce un disegno?
«Come nasce un’idea, un progetto. E quello che io posso fare come artista è "descrivere” come avviene il mio lavoro, che nasce attraverso lunghe ricerche sugli argomenti che scelgo di trattare. Ricerche che fanno affiorare possibilità, che vengono fermate sulla carta. Con note che riguardano concetti, materiali, misure, dimensioni. Questo consente di passare da un pensiero a una traccia esistente, viva, ferma, e che ci consente nel tempo di poter tornare indietro. Il disegno diventa un lavoro enciclopedico dove c’è la possibilità di pensare liberamente».
Un workshop realizzato in fiera ha un valore minore rispetto a uno stesso workshop realizzato in un museo? Sai, la fiera è in fondo un luogo dispersivo, di confusione…
«No, assolutamente! Proprio questa confusione è un momento perfetto per attingere a idee. Un artista guarda le opere in maniera diversa rispetto al mondo in cui osserva un collezionista. Osservando si fa esperienza. Vogliamo usare la fiera come un bacino dove è presente "tutto” e ci si può lasciare affascinare, e scoprire, alcune cose piuttosto che altre».
Una considerazione su Torino: come ti sembra in questo periodo, anche rispetto al "refrain” che la vuole scalzata da Milano?
«Non voglio dare adito a queste discorsi: ogni città ha i suoi eventi straordinari, per Torino è Artissima e non solo, per Milano miart e non solo. Torino è una città che vissuta nell’arco dell’anno per me è ideale. Ha degli ottimi artigiani con i quali si possono produrre lavori a prezzi buoni, è una città che offre tantissimo a livello di teatro, musica, cinema. Amo guardarla dal punto di vista architettonico, stare nei caffè, frequentarla. È un posto dove tornare sempre, e sentirsi a casa». (MB)


 


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