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Specchiarsi nella Chiesa delle Zitelle

   
   
 
Specchiarsi nella Chiesa delle Zitelle
pubblicato

33. LiLeón Foundation / Italian Embassy in the Dominican Republic
c/o Chiesa di Santa Maria della Presentazione o delle Zitelle
Fondamenta Zitelle
Giudecca, 33
asa-art.com/ROSAM

Te veo, Me veo
Lidia Leon,
curated by Roberta Semeraro, Iris Peynado
09.05 > 30.09.2019


La mappa Venezia Art to Date di Untitled Association ci guida tra gli eventi più interessanti del panorama artistico contemporaneo che da qui al prossimo autunno popoleranno la città, in occasione della 58a Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo May You Live in Interesting Times.
Recentemente inaugurata, la proposta di oggi guarda oltre oceano, offrendo una panoramica sull’opera di Lidia León, artista originaria della Repubblica Dominicana che proprio a Venezia, nella Chiesa delle Zitelle, segna il suo debutto in Europa con la mostra, "TE VEO, ME VEO". L’esibizione, promossa dalla Fondazione LiLeón e dall’Ambasciata Italiana a Santo Domingo, è stata pensata come celebrazione del 120° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Dominicana, in occasione del quale l’arte di León invita a riflettere su questioni di natura sociale ed esistenziale, quali l’intolleranza e la privazione culturale. 
"Estamos interconectados, como gotas de un mismo océano” (Siamo interconnessi come gocce dello stesso oceano): il lavoro dell’artista dominicana, affiancato dalla curatela a quattro mani di Roberta Semeraro e Iris Peynado, afferra la mano del visitatore e lo induce a riconoscersi nell’altro, a scoprire quel che si cela oltre un semplice sguardo, facendogli riscoprire, come accade nell’installazione interattiva "Te Veo, Me Veo”, la sua profonda identità nell’immagine riflessa dallo specchio.
La mostra include anche quattro opere della serie "Wabi Sabi”, ispirata all’omonima percezione estetica giapponese che celebra la bellezza intrinseca dell’impertinenza e dell’imperfezione, un concetto che Lidia León esplora nei suoi meandri, promuovendo, come da lei sostenuto, "il bisogno sociale degli esseri umani di uno spazio in cui le nostre differenze siano rispettate, contrastando così ogni tipo di discriminazione”.

 


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